La fiera della vanità

La fiera della vanità

( Vanity Fair )
Voto del pubblico
Valutazione
3.6 di 5 su 16 voti
Al cinema dal: 11 marzo 2005
Regista: Mira Nair
Anno: 2004
Paese: Gran Bretagna, USA
Durata: 110 min
Data di uscita: 11 marzo 2005
Distribuzione: EAGLE PICTURES (2005)
La fiera della vanità è un film di genere drammatico, sentimentale del 2004, diretto da Mira Nair, con Reese Witherspoon e James Purefoy. Uscita al cinema il 11 marzo 2005. Durata 110 minuti. Distribuito da EAGLE PICTURES (2005).
Data di uscita: 11 marzo 2005
Genere: Drammatico, Sentimentale
Anno: 2004
Regia: Mira Nair
Paese: Gran Bretagna, USA
Durata: 110 min
Formato: 35 MM
Distribuzione: EAGLE PICTURES (2005)
Fotografia: Declan Quinn
Produzione: GRANADA FILM PRODUCTIONS, TEMPESTA FILMS, USA FILMS

TRAMA LA FIERA DELLA VANITÀ

Nata povera, Becky Sharp può contare solo sulla sua astuzia e la sua sensualità per superare gli ostacoli che la società le impone e per iniziare una scalata sociale. Il suo piano avrà però drammatiche conseguenze in campo affettivo.

CRITICA DI LA FIERA DELLA VANITÀ

"Piuttosto deludente l'attesissima trasposizione del superclassico 'La fiera delle vanità' firmata Mira Nair. Sarà perché gli spettatori italiani di una certa età ricordano lo splendido sceneggiato tv con Adriana Asti e Ilaria Occhini, ma certo i personaggi di straordinario spessore creati da William Makepeace Thackeray - a cominciare dall'immortale Becky Sharp affidata a Reese Witherspoon - ci sono sembrati come immiseriti, sterilizzati dallo sguardo 'cinematograficamente corretto' della regista già vincitrice tre anni fa a Venezia col sopravvalutato 'Monsoon Wedding'. Intendiamoci, le vicende che ruotano attorno alla povera orfana decisa a conquistare l'alta società inglese del primo ottocento ricorrendo a tutta la sua intelligenza, astuzia e sensualità sono diligentemente sciorinate e confortate da una confezione luxury. Ma manca del tutto l'approfondimento psicologico." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 6 settembre 2004)"Non mi riesce neanche di contare le tante volte in cui, prima al cinema e poi anche in televisione, ci si è imbattuti in trasposizioni del grande romanzo ottocentesco di William Thackeray, 'Vanity Flair', e cioè 'La Fiera della Vanità'. (...) Pensando a questo patrimonio, ed esaltandolo, tocca adesso alla regista indiana Mira Nair, salutata, finché ha operato in India, da consensi senza riserve, tal segno che con uno dei suoi film, 'Monsoon Wedding' si vide assegnare proprio qui a Venezia un Leone d'oro. Dopo, stabilitasi da anni negli Stati Uniti, è sembrata costringere spesso la propria ispirazione fra le spire dei prepotenti schemi di Hollywood. Oggi, però, aveva a che fare con un monumento della letteratura inglese, così, pur non dimenticando Hollywood, si è trasferita negli studi di Londra, si è rivolta quasi soltanto ad attori inglesi e si è fortemente impegnata a darci un film in cui si potesse respirare quell'atmosfera imperiale britannica suggerita a suo tempo dall'autore letterario. Naturalmente la storia è sempre quella dell'arrampicatrice sociale, Becky Sharp, appunto, che dalla strada arriva fino ai salotti più mondani dell'Inghilterra pre-vittoriana, finendo per inciamparvi avendo voluto salire troppo in alto. Ma il clima rispecchia l'epoca, i costumi, le mentalità: con colorita precisione. E le molte pompe attorno non sono quasi mai a danno dei caratteri né dei loro problemi. Un merito non da poco." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 6 settembre 2004)"Per più della metà il film coinvolge e diverte, facendo mostra di un ampio respiro narrativo e di caratteri ben stagliati. (...) Anche l'americana Reese Witherspoon, in un ruolo diversissimo dai suoi abituali, se la cava egregiamente, offrendo a Becky un profilo determinato e volitivo. Però il film della Nair finisce per scontare il peccato comune a tante trasposizioni dei grandi romanzi: la parte finale è una lista di avvenimenti messi l'uno in fila all'altro col fiatone, come nel timore di non riuscire a farceli stare tutti." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 6 settembre 2004)"La regista indiana Mira Nair illustra con passione e intelligenza il più bel romanzo dell' 800 (colonialista) inglese, il capolavoro scritto da Thackeray nel 1846. (...) Dopo una prima parte fastosa e illustrativa, ne segue una seconda che deve riassumere la vasta materia del libro, sacrificando le umiliazioni finali e Amelia, essenziale alter ego femminile, nuocendo così all' impianto etico del concerto sociale di un' epoca. Ma resta un filmone ancien régime di buona fattura con Reese Witherspoon nel ruolo di star a Bollywood in un cast con alcune voci soliste di gran classe." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 marzo 2005) "Nel Giardino delle fontane luminose dell'Excelsior, agosto 1935, l'elegante pubblico della Terza Mostra applaudì Becky Sharp con Miriam Hopkins, dal romanzo 'La fiera delle vanità' (1847) di W.M. Thackeray; e il futuro regista Alberto Lattuada, scrivendone su 'Libro e moschetto', elogiò i virtuosismi cromatici di Rouben Mamoulian

CURIOSITÀ SU LA FIERA DELLA VANITÀ

- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 61MA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2004)

SOGGETTO DI LA FIERA DELLA VANITÀ

ISPIRATO AL ROMANZO "LA FIERA DELLA VANITA' " DI WILLIAM MAKEPEACE THACKERAY

INTERPRETI E PERSONAGGI DI LA FIERA DELLA VANITÀ

Attore Ruolo
Reese Witherspoon
Becky Sharp
James Purefoy
Rawdon Crawley
Romola Garai
Amelia Sedley
Jonathan Rhys Meyers
George Osborne
Gabriel Byrne
Steyne
Jim Broadbent
Sig. Osborne
Bob Hoskins
Pitt, Il Vecchio
Rhys Ifans
Dobbin
Eileen Atkins
Zia Matilde
Douglas Hodge
Sir Pitt Crawley
Geraldine McEwan
Lady Southdown
Natasha Little
Lady Jane Sheepshanks
Camilla Rutherford
Lady Gaunt
Brian Pettifer
Sig. Raggles
Alexandra Staden
Lady George
Richard McCabe
Giorgio Iv
Sophie Hunter
Maria Osborne
Robert Pattinson
Rawdy Crawley
Kathryn Drysdale
Rhoda Swartz
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