Baby Birba - Un giorno in libertà

Baby Birba - Un giorno in libertà

( Baby's Day Out )
Voto del pubblico
Valutazione
4.2 di 5 su 52 voti
Genere: Commedia
Anno: 1994
Paese: USA
Durata: 98 min
Baby Birba - Un giorno in libertà è un film di genere commedia del 1994, diretto da Patrick Read Johnson, con Joe Mantegna e Lara Flynn Boyle. Durata 98 minuti. Distribuito da FOX (1994) - FOX HOME ENTERTAINMENT.
Genere: Commedia
Anno: 1994
Paese: USA
Durata: 98 min
Formato: PANORAMICA
Distribuzione: FOX (1994) - FOX HOME ENTERTAINMENT
Sceneggiatura: John Hughes
Fotografia: Thomas E. Ackerman
Montaggio: David Rawlins
Produzione: JOHN HUGHES E RICHARD VANE PER J. HUGHES PRODUCTION

TRAMA BABY BIRBA - UN GIORNO IN LIBERTÀ:

Unico figlio dei facoltosi coniugi Cottwell, Baby Birba, nove mesi, è appassionatissimo del libro "Baby Day Out", che ha battezzato "Bubu" e che non si stanca di farsi leggere dalla paziente baby sitter. Decisi finalmente a concedere il primo servizio fotografico sul figlio, i coniugi Cottwell ignorano che tre lestofanti, capeggiati da Eddie, si sono sostituiti ai veri fotografi, per rapire il piccolo: cosa che provoca la disperazione dei genitori, che contattano l'FBI per ritrovarlo. L'infante frattanto, seguendo un piccione, inizia col salire per la scala antincendio sul tetto dello stabile dove lo custodiscono; poi passa tramite una tavola di legno al palazzo di fronte, mentre Eddie per seguirlo precipita nel cassonetto sottostante. Il dinamico Birba scende in ascensore al pianterreno, prende addirittura un autobus, che i tre seguono col furgone: nei pressi dello zoo, il piccolo scende dall'autobus nella borsa di una robusta signora, che, infastidita dai lestofanti, li maltratta; poi Baby Birba si rifugia tra le braccia amichevoli di un gigantesco gorilla, cui invano i banditi tentano di sottrarlo. Fuggito nel parco, il piccolo viene afferrato e nascosto da Eddie sotto la giacca quando due agenti vengono a chiedere di spostare il furgone. Giocando con l'accendino, il piccolo dà fuoco ai pantaloni di Eddie, che viene "spento", a pedate, dal socio. Successivamente Birba si trasferisce in un grattacielo in costruzione dove avviene un rocambolesco inseguimento con paurosi salti nel vuoto dei tre manigoldi, beffati da Birba che sale e scende su ascensori e travi sospese nel vuoto, mentre Eddie finisce addirittura appeso alla gru per tutta la notte. Le segnalazioni all'FBI del passaggio del bimbo convincono la baby sitter che egli stia seguendo il percorso del libro preferito, e così indica all'FBI dove trovarlo, e cioè in una casa di riposo per militari, che cantano per lui un inno patriottico. Ma non contento di aver riabbracciato i genitori e la baby sitter, il vivace bambino indica anche dove si trova l'amato "Bubu", il libro che i rapitori avevano preso per tenerlo quieto.

CRITICA DI BABY BIRBA - UN GIORNO IN LIBERTÀ:

"Più che il secondo film di Patrick Read Johnson, 'Baby birba' è il ventitreesimo dello sceneggiatore e produttore John Hughes, esperto in prima e seconda infanzia, autore di 'Mamma ho perso l'aereo' e 'Dennis la minaccia'. Molto utili sono in quest'occasione gli effetti speciali, ma c'è anche farina del sacco espressivo degli attori: tre malviventi e un bebè, raffigurati da Joe Mantegna, quello che fisicamente soffre di più specie quando il piccolo s'improvvisa piromane, Joe Pantoliano e Brian Haley, capitati in un film che si avvale di alte acrobazie, conoscenze tecnologiche e memorie di antica vis comica. I realizzatori hanno usato le solite nuove tecniche sofisticate per mettere in apprensione neomamme e neobabbi: lo schermo diviso in vari campi di ripresa, fondali frutto di grafica computerizzata, impiego di una maxigigantografia che ritrae lo sfondo urbano di Chicago. (...) Il tutto ha un profumo onesto di cose vecchie e buone dal mondo, fra cartoon e ingenuità da comica finale." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 15 settembre 1994)"Personaggi sempre più piccoli per divertire alla grande il percorso creativo di John Hughes, qui in veste di sceneggiatore e produttore come in 'Mamma, ho perso l'aereo 1 e 2', e passato dalle tematiche giovanili di un certo spessore ('Breakfast Club'), alle avventure del giustiziere in erba Macaulay Culkin, per approdare infine a questa esile favoletta anni '90, in cui il protagonista, Baby Birba, ha appena nove mesi. L'idea base del film, tutt'altro che banale, è che i bambini non vivono nelle favole: sono loro stessi la favola. (...) Manca a 'Baby Birba' il ritmo sfrenato delle gag che ha fatto la fortuna di altre pellicole di Hughes, mentre la regia del giovane Read Johnson alla sua seconda esperienza, resta sui binari della semplicità per aprire davanti agli occhi del protagonista un mondo a colori tenui, disegnato nelle sue linee essenziali, proprio come le illustrazioni dei libri per la prima infanzia. Di riflesso, sono invitati alla festicciola anche gli adulti che, a vario titolo, frequentano gli asili-nido." (Alfredo Boccioletti, 'Il Resto del Carlino', 5 settembre 1994)"Peccato che il sorridente e movimentato film, prodotto dallo stesso John Hughes di 'Mamma ho perso l'aereo' e di 'Mamma ho riperso l'aereo' non sia stato diretto dall'esperto Chris Columbus, regista di quei due film di successo, ma da un inedito Patrick Read Johnson che si lascia sfuggire spesso i fili del racconto e si sperde nella ripetitività delle situazioni. Ma l'accattivante faccino del bebè risulta alla fine vincente e l'ingenuità di fondo finisce col lasciare nel film un'impronta generale di simpatia. 'Baby Birba' piacerà ai bambini. E già si annuncia il seguito: 'Il viaggio di Baby Birba in Cina'." (Franco Colombo, 'L'Eco di Bergamo', 6 settembre 1994)

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