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Run Hide Fight: presentato a Venezia Fuori Concorso un insolito film d'azione sulle sparatorie scolastiche

Il regista e sceneggiatore Kyle Rankin racconta non, come spesso accaduto, degli autori di un attentato in una scuola americana, ma di una studentessa che cerca di opporsi a loro con coraggio e determinazione. Ecco come regista e cast hanno raccontato il loro film.

Run Hide Fight: presentato a Venezia Fuori Concorso un insolito film d'azione sulle sparatorie scolastiche

Elephant e ...e ora parliamo di Kevin sono sicuramente i più noti, ma sono molti i film americani (e non) che negli ultimi anni hanno raccontato il tragico fenomeno delle sparatorie scolastiche.
Al Festival di Venezia 2020, fuori concorso, è stato presentato Run Hide Fight, che s'inserisce in quel filone ma rivendica una differenza fondamentale.
"Volevo scrivere una storia di coraggio ed eroismo," ha spiegato Kyle Rankin, regista e sceneggiatore. "Non mi interessava tanto la psicologia degli attentatori, che è qualcosa che è stato affronatto spesso in precedenza da film che raccontano storie di questo tipo, preferivo concentrarmi su qualcuno che si oppone e cerca di rispondere. Raccontare l'eroismo di una protagonista, e quello non secondario di tanti altri personaggi."
Una protagonista che si chiama Zoe, è interpretata una giovane attrice di nome Isabel May, e che è quella che cercherà di portare in salvo quanti più studenti e insegnati possibile in una scuola vittima di un atto folle, e di opporsi al gruppo dei quattro attentatori. Tanto che Run Hide Fight non è tanto, o solo, un film sul terribile fenomeno che racconta, ma anche un vero e proprio action movie, con una protagonista che finisce col sembrare - stonando un po' con la gravità del tema - una sorta di versione teen e al femminile del John McClane di Die Hard.

"Non vedo spesso eroine femminili raccontate in questo modo," ha detto infatti Isabel May. "Run Hide Fight è un film d'azione in cui potevo esprimere coraggio e fragilità assieme. Non avevo mai impugnato un arma prima di girare, e non avendo molta forza nelle braccia è stato faticoso. Ma sono una ragazza tosta, e ce l'ho fatta."
Classe 2000, May è cresciuta proprio negli anni in cui le sparatorie scolastiche hanno cominciato a divenire un fenomeno di inquietante frequenza: "Mi ricordo che quando ero a scuola, spesso mi ritrovavo a fantasticare su come avremmo reagito di fronte a un eventuale attacco. Poi mi rendevo conto di quello che stessi facendo e rabbrividivo: quella cosa orribile era diventata per me una realtà, una parte della vita, e la cosa mi disgustava."

"Il problema delle sparatorie scolastiche è qualcosa di cui non parliamo abbastanza," ha dichiarato un accalorato Thomas Jane, che nel film interpreta il ruolo del padre di Zoe. "Ne parliamo poco soprattutto considerato quante ne accadono ogni anno negli Stati Uniti, concentrandoci solo sui casi più eclatanti." Allo stesso tempo l'attore ritiene che anche dell'uso delle armi (del cui possesso rivendica il diritto costituzionalmente garantito) bisognerebbe parlare di più: "Mio padre, che era un cacciatore, mi ha messo un'arma in mano quando ero giovanissimo, ma mi ha insegnato anche cosa vuol dire maneggiare un'arma: se si parlasse di più dell'uso delle armi e si insegnasse la responsabilità che compotano, la violenza per arma da fuoco diminuirebbe negli USA. Non parliamo molto di sparatorie scolastiche, rispetto a tutte quelle che accadono realmente. Ma oggi non parliamo più di niente, non affrontiamo più alcun argomento controverso, ed è per questo che Trump verrà rieletto. Sono stanco di non poter avere discussioni con qualcuno, di non avere più il diritto di essere in disaccordo, e al tempo stesso rispettare il suo punto di vista."

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