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Sopravvissuti: Lino Guanciale e Barbora Bobulova presentano il Lost italiano, storia di speranza e di un segreto

Il 3 ottobre, su Rai 1 in prima serata, arriva Sopravvissuti, serie corale che unisce alla spettacolarità personaggi tridimensionali. A presentarla alla stampa sono stati il regista Carmine Elia e gli interpreti, a cominciare da Barbora Bobulova e Lino Guanciale, che ha spiegato perché Lost non sia poi così lontana.

Sopravvissuti: Lino Guanciale e Barbora Bobulova presentano il Lost italiano, storia di speranza e di un segreto

Comincerà lunedì 3 ottobre, su Rai1 in Prima Serata, la serie in 6 puntate Sopravvissuti, una vicenda corale che racconta il naufragio e il ritorno a casa di metà dell’equipaggio di una barca di nome Arianna scomparsa dai radar per 1 anno. Per i superstiti, che si sono imbattuti in una tempesta perfetta, riprendere la vita di prima è impossibile, perché il ricordo dell'orrore è troppo vivo e a causa di un segreto che tutti nascondono.

Diretta da Carmine Elia, Sopravvissuti è una coproduzione internazionale che vede coinvolte, insieme all'Italia, la Francia e la Germania ed è un progetto ambizioso e con effetti speciali imponenti. Il cast è decisamente all star e comprende Lino Guanciale, Barbora Bobulova, Luca Biagini, Pia Lanciotti, Alessio Vassallo, Vincenzo Ferrera e tanti altri. Erano tutti presenti alla conferenza stampa di presentazione della fiction, che è stata aperta, come da tradizione, da Maria Pia Ammirati, Direttore di Rai Fiction. "La prima cosa importante della serie" - ha spiegato - "è il titolo. Abbiamo scelto Sopravvissuti perché usciamo da tempi in cui la sopravvivenza ci sembra la cosa meno logica e meno scontata di tutte, quindi anche stavolta siamo sul pezzo. Questa fiction è per noi una grande sfida narrativa, perché parliamo di 12 persone che partono per un viaggio che diventa un action, un thriller, un mistery, insomma un mix di generi che si muove su due tempi, il presente e il passato. Per questa avventura nata dalla penna di giovani autori che vengono dalla scuola di scrittura di Perugia abbiamo scelto un grande regista e schierato un grandissimo cast. La cosa bella di questa storia è che si tratta di mille storie".

Una storia complicata

Anche per Carmine Elia, che ha già diretto Lino Guanciale ne La porta rossa, Sopravvissuti è una fiction complessa, oltre che tecnicamente all'avanguardia: "Si tratta di una storia complicata, e la grande sfida è stata affrontare qualcosa che raccontasse le rotture e gli strappi di tanti personaggi. Il loro percorso, segnato dall'imponderabile, diventa allegorico, metaforico, e li cambia profondamente. Accade così che la menzogna diventi un elemento necessario per addolcire una realtà che altrimenti verrebbe vissuta in maniera molto drammatica. Devo ringraziare innanzitutto chi mi ha permesso di realizzare questa pazzia, perché costruire una barca in teatro è quasi impossibile, ma se siamo riusciti a realizzare questo progetto folle, è anche per la competenza dei vari reparti. Da solo valgo come il 2 di briscola, per fortuna intorno a me ho avuto un gruppo di lavoro eccezionale".

Lino Guanciale racconta il Lost italiano

Accanto al regista era seduto, nella Sala degli Arazzi della Rai di Viale Mazzini, Lino Guanciale, volto amatissimo del piccolo schermo diventato una star grazie al Commissario Ricciardi. L'attore ha parlato innanzitutto del suo entusiasmo per la serie: "Sopravvissuti è stata un'avventura molto appassionante. Ho notato che in questi anni, guardando un film o una serie, ogni tanto ci domandiamo: 'Mamma mia, ma come hanno fatto? Ma come è stata girata?'. Questa è una fiction che spingerà spesso la spettatrice e lo spettatore a porsi una simile domanda, perché l’investimento che è stato fatto per questo lavoro, e per rendere giustizia alla sceneggiatura, che è stata concepita con tanta capacità inventiva, ha sempre avuto lo scopo di restituire al pubblico il senso di meraviglia che dovrebbe sempre esserci davanti a un racconto complesso come il nostro".

Quando si pensa a un gruppo di persone scampate a un incidente o a un uragano che devono lottare per la loro sopravvivenza, non può non venire in mente una delle prime serie americane davvero di qualità: Lost. E’ stato Lino Guanciale a rispondere a chi chiedeva di mettere Sopravvissuti in relazione con il capolavoro di J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber: "Produttivamente ci siamo presi l'impegno di stare al livello di grandi serie internazionali, perché essendo il mercato in questo momento ricco di competitor, bisognava alzare l'asticella su più fronti: dalla scrittura fino all'allestimento, perché un conto è scrivere qualcosa magari di molto bello e ambientarlo in una camera o in una cucina, un conto è sapere di scrivere per un altro tipo di traguardo, e non sto parlando dei giudizi di valore, perché ci sono cose girate con niente che sono meravigliose. Quanto al paragone con Lost, mi permetto di integrare almeno con un altro riferimento, che è quello a Homeland, una serie che ha fatto epoca e che, come Lost, racconta di un grande cambiamento che si compie al di fuori dei personaggi. Il loro ambiente muta completamente, e così il loro comportamento rispetto ad esso. Homeland racconta di una vertigine interiore profondissima, e per questo è un altro specchio in cui guardare se uno vuole cercare analogie".

Barbora Bobulova fra visibilità e mare mosso

Se in Sopravvissuti Lino Guanciale interpreta il "capo traversata" Luca, che è un uomo dal grande carisma, a Barbora Bobulova è stato affidato il personaggio di Giulia, una donna all'apparenza fatua e piena di sé: "Io interpreto un'attrice, Giulia Morelli. Forse il lavoro è l'unica cosa che abbiamo in comune. Per il resto, il mio personaggio è completamente diverso da me. E’ una persona a cui piacciono la visibilità, i social, una diva sempre al centro dell’attenzione. Mi sono divertita in questa veste. Il mio personaggio sale su questa barca apparentemente per ottenere una maggiore visibilità, ma poi si scopre la grande umanità di Giulia, che in realtà ha dei grossi problemi col figlio, e quindi cerca un po’ di recuperare questo rapporto in cui ha sbagliato".

Quando Rai Fiction e Carmine Elia le hanno proposto la parte di Giulia, Barbora Bobulova era molto scettica, ma non per il copione della fiction o per i compagni di lavoro: "Io non volevo fare questa serie, perché quando ho preso la sceneggiatura e ho letto che sarei dovuta restare su una barca per sei mesi, mi è preso il panico, perché io odio le barche, odio il mare. Se mi porti in vacanza in barca è perché mi vuoi fare del male. E quindi ho detto: 'Io questa cosa non la posso fare perché soffro il mare, mi dovreste drogare per farmi salire'. Però Carmine mi ha convinto perché mi ha detto: 'Guarda che giriamo tutto a terra'. Non ci credevo, ma lui mi ha portato in uno studio dove ho visto la barca, la piattaforma, e mi sono sentita di stare veramente sul set di un grande kolossal. Ho esclamato: 'Ma cosa stiamo girando, Titanic?'. Era bellissimo. In mare vero siamo stati davvero pochissimo, e passare questi mesi su questa piattaforma e con le bombe d'acqua mi ha molto divertito, perché questo gruppo era eccezionale. Sono tutti pazzi, il regista in primis".

È Lino Guanciale a chiudere l'incontro con i giornalisti parlando del tema forse più importante di Sopravvissuti: "Tutti i personaggi di Sopravvissuti hanno un punto di luce, sia i sopravvissuti di mare che i sopravvissuti di terra. Questa serie è tante cose: è estremamente spettacolare, è costruita per legare la tensione dello spettatore alla narrazione, ma è anche una storia su cosa significhi avere speranza, perché è la speranza a portare queste persone a casa e a costringere chi è rimasto a farsi tante domande. Credo che questo sia uno dei temi che rendono Sopravvissuti molto attuale".

Una clip di Sopravvissuti in anteprima esclusiva

Di Sopravvissuti vogliamo mostrarvi una clip in anteprima esclusiva. Siamo nel presente e Luca Giuliani (Lino Guanciale) prova a dimostrarsi un marito devoto e un padre affettuoso. Ma cosa si nasconde dietro la sua ostentata serenità? Sullo sfondo del quadretto familiare si vede Genova, città in cui una parte della serie è ambientata.

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