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Maltese - Il romanzo del commissario: presentata in Rai la nuova fiction con Kim Rossi Stuart

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Una nuova e interessante miniserie in 4 puntate, diretta da Gianluca Maria Tavarelli con un ricco cast, su Rai 1 dall'8 maggio.

Maltese - Il romanzo del commissario: presentata in Rai la nuova fiction con Kim Rossi Stuart

Si è svolta nella sede Rai di viale Mazzini la conferenza stampa di Maltese – Il romanzo del commissario, miniserie in 4 puntate in onda il lunedì e il mercoledì su Rai1 alle 21 e 25, a partire da lunedì 8 maggio e che vede il ritorno in tv con un ruolo scritto per lui di Kim Rossi Stuart, a 13 anni dalla sua ultima volta, avvenuta per altro in una fiction Mediaset. A dirigere un cast che comprende nei ruoli principali Valeria Solarino, Rike Schmid e Francesco Scianna, con Enrico LoVerso, Marco Leonardi, Roberto Nobile, Antonio Milo e con la partecipazione speciale di un mostro sacro del nostro teatro come Eros Pagni e di Michela Cescon, c’è il torinese Gianluca Maria Tavarelli, che dopo aver diretto Il giovane Montalbano mette la sua firma su questo prodotto di alta qualità, con cui la Rai chiude in bellezza una stagione di fiction trionfale in termini di ascolti. La trasmissione avviene a ridosso della Settimana della Legalità – come ricorda il direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, vicino al venticinquesimo anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone e gli uomini della sua scorta, che precedette di un mese quella del collega Paolo Borsellino. Si parla infatti, nella serie, di mafia.

Ambientata a Trapani nel 1976, la storia vede il commissario Dario Maltese, tornare in pianta stabile nella città da cui si è allontanato con la madre da ragazzo per una tragedia famigliare, per fare luce sull’omicidio di un commissario suo amico d’infanzia. Dalla prima puntata che abbiamo visto – e che parte subito col botto, con una bella scena d’azione all’americana e le musiche dei Creedence Clearwater Revival sparate a palla – va detto che le premesse sono ottime: in parte gli attori, bellissima la fotografia, convincente l’ambientazione, intrigante l’intreccio di storie personali e pubbliche che ricorda un po’, con toni però decisamente diversi, l’operazione fatta da Pif con La mafia uccide solo d'estate. Il progetto vede coinvolto come coproduttore il colosso della tv pubblica tedesca ZDF, che lo ha anche venduto in molti paesi all’estero.

Tini Andreatta, direttrice di Rai Fiction, parla in toni entusiastici della serie: “un prodotto che consideriamo un'eccellenza, un punto di arrivo, che mette insieme una modernità assoluta di linguaggio con la capacità di reinventare questo genere così legato alla tradizione della Rai, ed ha un’estetica elegante e sofisticata come in una grande serialità internazionale. Il sottotitolo è Il romanzo del commissario perché la serialità è il nostro romanzo contemporaneo e in quattro serate ci racconta una grande trama, un grande giallo e una grande storia di trasformazione che compongono un romanzo. Al centro c’è un eroe integro, che non ha solo questa temperatura morale ma anche una grande ferita interiore. Kim è un grandissimo attore che lavora con grande capacità di sottrazione ma con grande impatto, memorabile e la regia ha la capacità di rendere palpabili le emozioni del personaggio”.

Gianluca Tavarelli racconta: “è stato un viaggio, una lavorazione molto faticosa e molto complicata e per questo così importante e così toccante per tutti, siamo stati quattro o cinque mesi a Trapani e ci abbiamo messo tanto impegno perché abbiamo la sensazione che la tv stia cambiando e con questa serie abbiamo fatto davvero un lavoro di squadra, per le scelte musicali, con gli attori, raccontando una storia che fosse di genere ma non troppo semplicistica, che commuovesse, che toccasse e ricordasse quelle persone che hanno creduto in questo paese e che si sono fatte uccidere per difenderlo. Abbiamo sentito la responsabilità di restare al passo con i tempi e di fare una cosa contemporanea che andasse nella direzione in cui la tv sta andando e siamo stati fortemente appoggiati in questo dalla Rai”.

Insolitamente loquace Kim Rossi Stuart (che, a parte il capello ingrigito, è identico a vent’anni fa): “è stato un percorso un po' diverso rispetto al solito, io sono portato a ponderare moltissimo ogni progetto, fino alla noia di chi mi sta vicino, ma stavolta ci siamo accordati subito su un'idea di massima e da quell'idea che si ispirava al modello Piovra ci siamo rivisti due anni dopo, dopo il mio film da regista. Mi sono ritrovato con questa sceneggiatura a poche settimane dalle riprese e mi sono accorto che mi trovavo di fronte a una cosa che non me la sentivo di affrontare come pensavo inizialmente “mi vado a riposare su un set televisivo”. Invece mi sono sentito questo macigno meraviglioso di aver a che fare con un essere umano che ha una vocazione che lo porta a pensare al proprio mestiere come all'occasione per portare avanti qualcosa che non molti possono fare, per una spinta misteriosa che è quella che porta le persone a sacrificarsi. Cercando un paio d'ore su Google mi sono accorto di quanto in maniera superficiale avessi conosciuto gli eroi nazionali del nostro recente passato, tra questi Ninni Cassarà che è stato un mio riferimento, ho pensato che evocasse delle assonanze con Maltese.

Erano uomini molto colti, sofisticati, ma che hanno fatto la scelta di combattere in prima linea, partecipare ad azioni, a blitz e a indagini. Di fronte a un esempio così alto, commovente e straordinario è diventato quello che a volte il mio mestiere mi consente di fare, un percorso quasi liturgico, sacro. Anche come figura, fisicamente, mi somigliava: era siciliano ma normanno, alto e di occhio chiaro e anche questo mi rassicurava. Mi sono soffermato anche su cose più istintive, sul sorriso di una celebre foto di Falcone, la sigaretta di Borsellino, questo è un aspetto del mio lavoro più misterioso, più irrazionale. Mi sono lasciato trasportare anche da questo tipo di suggestione”.

Rike Schmid (attrice tedesca che ha imparato un italiano perfetto) e Francesco Scianna fanno coppia nel film, e anche loro si ispirano a personaggi realmente esistiti: “Elisa Ripstein è una fotografa che lavora con Mauro Licata, un giornalista di un giornale di sinistra, ed è profondamente convinta che le immagini possano rivelare la verità, mostrando luci ed ombre dell'animo umano. L’ispirazione per il mio personaggio viene da Letizia Battaglia, abbiamo usato le sue foto. Io che sono tedesca e sono solo un'attrice, una vita come quella di Battaglia non riesco nemmeno a immaginarla, lei ha deciso di dedicare tutta la sua vita alla lotta contro l'ingiustizia. Con Elisa ho provato a mostrtare cosa significa fare questa scelta. Sono molto grata di partecipare a questo progetto meraviglioso.”

Francesco Scianna: "L'elemento che mi ha aiutato di più è il riferimento a Mauro Rostagno che conoscevo in minima parte, la bellezza del personaggio. E anche quello che ho cercato in prima battuta, facendo riferimento a interviste di Falcone e Borsellino e a ricordi che avevo a 10 anni quando vivevo in questa Sicilia. L’elemento più importante era questa umanità meravigliosa, il riuscire a restituire questa integrità che è un dono che ti viene dato quando nasci. Non puoi farne e meno, è più forte di te, ti dà vita, ti dà luce, profondità nello sguardo. Allo stesso tempo questa sfida era arricchita dalla storia d'amore meravigliosa che Mauro ha con Elisa Ripstein, una forma d'amore che raramente vedi raccontata, una tale fame di vita, d’amore, di verità e di profondità, capacità di abbracciare l'altro in tutte le sue possibilità, davvero un percorso da compagni. L'esperienza di vita di Mauro Rostagno spero che confluisca in parte dentro Mauro Licata”.

Valeria Solarino ha un personaggio che nella prima puntata intravvediamo ma che sta "dall'altra parte": “è una donna un po’ schiacciata da questa famiglia ricca e potente e che cerca di rompere questi schermi, ma è debole è sola e tutti questi tentativi di ribellione non sono fatti fino in fondo, non è una eroina e alla fine soccombe. Il suo primo tentativo di ribellione è sposare quest'uomo ma alla fine anche lui fa parte di una famiglia molto più grande che è la mafia. Lei cerca di ribellarsi a questa famiglia, ha la passione di coltivare orchidee, che le somigliano, con quei colori così forti ma in realtà molto fragili”.

Per concludere tornando al riferimento principe, La piovra, di nuovo Kim Rossi Stuart: “L’ho riguardata e l'ho trovata un capolavoro ancora attuale per la tensione, la progressione con cui era svelato il rovescio dei personaggi, la fantastica scrittura dei dialoghi. La caratteristica principale di quest'uomo, Maltese, è che parte da una base melò che Tavarelli è riuscito a bilanciare in modo magistrale puntando sull'asciuttezza, sulla sottrazione dell'enfasi, ed è un aspetto che quando viene affrontato prendendolo sul serio fa arrivare a qualcosa di molto potente e di molto universale. Come diceva Solgenitsin viviamo in un momento in cui è molto molto facile far parte della cultura del male e promuovere il male, non mi sembra un caso, come non lo è nessun ruolo che scelgo, che sia arrivata questa possibilità molto preziosa di raccontare un eroe positivo”.

(foto @DiGiulio)



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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