Tutto può accadere

Tutto può accadere

( CAREER OPPORTUNITIES )
Voto del pubblico
Valutazione
5 di 5 su 4 voti
Regista: Bryan Gordon
Genere: Commedia
Anno: 1991
Paese: USA
Durata: 89 min
Tutto può accadere è un film di genere commedia del 1991, diretto da Bryan Gordon, con Frank Whaley e Jennifer Connelly. Durata 89 minuti. Distribuito da PENTA FILM - PENTAVIDEO, MEDUSA VIDEO.
Genere: Commedia
Anno: 1991
Paese: USA
Durata: 89 min
Distribuzione: PENTA FILM - PENTAVIDEO, MEDUSA VIDEO
Sceneggiatura: John Hughes
Fotografia: Donald M. McAlpine
Musiche: Thomas Newman
Produzione: JOHN HUGHES E HUNT LOWRY

TRAMA TUTTO PUÒ ACCADERE:

Jim fa il guardiano in un grande magazzino. Quando vede Josie, sente che è la ragazza dei suoi sogni e se ne innamora. Ma il padre di lei, oltre a possedere mezza città, è anche il proprietario del grande magazzino per il quale Jim lavora e dove si presentano alcuni ladri in cerca di guai...

CRITICA DI TUTTO PUÒ ACCADERE:

"La commedia ha un'unica trovata, pure quella non nuovissima: il protagonista. Un ragazzo ventenne mitomane, chiacchierone compulsivo, vantone, considerato nella sua cittadina dell'Illinois 'il più gran cazzaro della città', incapace di conservare un posto di lavoro per più di tre giorni, disprezzato dai familiari, oggetto di consigli mortificanti, eppure irriducibile sognatore di sogni di grandezza. A questo personaggio, nel film diretto da Bryan Gordon, John Hughes applica la sua formula comica: mettere in luogo solitario uno sballato, e lasciargli combinare disastri. Il film, ben girato, è qualsiasi e fa ridere poco." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 31 maggio 1992)"Cogliere i suoi giovani personaggi nell'atto fatidico di scrollarsi di dosso l'appiccicoso e rassicurante bozzolo filiale, per spiccare finalmente il primo, incerto volo verso la maturità, è uno dei motivi classici del cinema di John Hughes. E del quarantaduenne producer/director specializzato in un sottogenere di sua invenzione, la commedia edipica, il film diretto da Gordon porta impressa la firma sia nel copione che nella realizzazione produttiva. Nel catalogo genetico di Tutto può accadere è fin troppo facile rintracciare dunque tipologie narrative e di personaggi già incontrate nelle sue opere precedenti. L'ambientazione quasi del tutto circoscritta ad un solo luogo, un solo tempo e una sola azione riporta ad uno dei maggior successi di Hughes, 'Breakfast Club'. La coppia di rapinatori imbecilli che irrompe nel magazzino sembra invece presa di peso da Mamma, ho perso l'aereo. E il complicato rapporto di accondiscendente dipendenza filiale di Jim fa il verso a quello di John Candy in 'Mamma, domani mi sposo'. Di nuovo, a ben guardare, non restano allora che i soavi bronci e la silhouette a perdita d'occhio di Jennifer Connelly. Ma è quanto basta a guarire per sempre dalla sindrome di Peter Pan." ('Il Messaggero', 22 giugno 1992)"Spiritoso nella sua satira al mondo dei consumi e dell'apparire, 'Tutto può accadere' non sempre regge il ritmo della commedia e l'ironia si appanna nella ripetizione delle situazioni. La regia è sorretta da una oliata veste tecnica, ma risulta debole. Però i due ragazzi sono bravi e freschi nel disegno dei loro personaggi e riuscito è anche il ritratto del loro tentativo di uscire dal bozzolo della famiglia." (Giovanna Grassi, 'Il Corriere della Sera', 27 giugno 1992)

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