Ternosecco

Ternosecco

( Ternosecco )
Voto del pubblico
Valutazione
3.6 di 5 su 9 voti
Genere: Commedia
Anno: 1986
Paese: Italia
Durata: 125 min
Distribuzione: COLUMBIA PICTURES ITALIA (1987) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO
Ternosecco è un film di genere commedia del 1986, diretto da Giancarlo Giannini, con Giancarlo Giannini e Victoria Abril. Durata 125 minuti. Distribuito da COLUMBIA PICTURES ITALIA (1987) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO.
Genere: Commedia
Anno: 1986
Paese: Italia
Durata: 125 min
Formato: PANORAMICA A COLORI
Distribuzione: COLUMBIA PICTURES ITALIA (1987) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO
Fotografia: Marcello Gatti
Produzione: C.G. SILVER FILM, RETEITALIA

TRAMA TERNOSECCO:

In una calda notte d'estate, Raffaele, l'anziano gestore di un banco-lotto napoletano, viene brutalmente strangolato nel proprio alloggio. Al piano di sopra abita la figlia Brigida con il consorte Domenico Aniello Capatosta, Mimì per gli intimi, celeberrimo per saper tradurre i sogni in numeri da giocare. La Polizia accusa lui del delitto e Mimì si ritrova in carcere, mentre della giovane donna si occupa subito e con dubbia sollecitudine l'avvocato Parente. In carcere, Mimì diventa il beniamino di don Salvatore, uno dei più potenti - se non il maggiore - capi della camorra, che in galera vive con ogni comodità contornato di teppistelli e trasmettendo incessantemente ordini all'esterno, (complice perfino una delle suore di un orfanotrofio da lui aiutato). Il boss prende in simpatia Domenico, lo promuove ad assaggiatore dei cibi, ma soprattutto è affascinato dalla capacità del poveraccio di interpretare i sogni e di azzeccare numeri in grandissima maggioranza esatti in previsione, di azioni criminali da compiere. Mentre la moglie di Mimì è diventata l'amante di Parente - che è un boss lui pure -, due uomini in città vengono uccisi per ordine del prigioniero di Poggioreale. Gli altri soci lo temono e vorrebbero impadronirsi delle compromettenti carte che don Salvatore conserva in cassaforte nel suo domicilio. Poi, per completare le proprie vendette, don Salvatore riesce a fare uscire Mimì per spiare e impaurire i soci, implicati in contrabbando di droga e sigarette, in loschi appalti ed affari di ogni genere. Morto avvelenato don Salvatore, Mimì inutilmente cerca le carte del defunto che non si trovano (nella cassaforte c'è solo il di lui ritratto e ghignante per giunta). Uno ad uno i soci del gruppo, i grossi capi della camorra locale perdono la vita, chi per naufragio, chi per uno scoppio vicino ad un cantiere edilizio per terremotati (e Mimì è sempre sul posto, alternando numeri da giocare e paura di vivere), chi nella grande cella frigorifera dell'istituto di orfanelle (dove i quarti di bue stanno al riparo insieme alla droga di importazione) e di là lo sfortunato Mimì esce, per parte sua, praticamente surgelato. Lo scontro finale è con Parente, il superstite della odiosa banda, che riceverà da Mimì le famose carte, fin qui da questi occultate, ma che verrà ucciso dalla moglie del giovanotto, nel momento in cui essa apprende dalle labbra del marito che fu proprio Parente ad uccidere papà Raffaele. Però Mimì accusa della sparatoria se stesso e si consegna al carcere, dove ritorna più riverito e rispettato di prima.

CRITICA DI TERNOSECCO:

"Nel mare di macchiette urlanti si batte da par suo il Giannini attore, in un personaggio donchisciottesco che si trasforma da umile quaquaraquà ad ambizioso e poco credibile paladino della pulizia sociale". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 18 luglio 2000)

CURIOSITÀ SU TERNOSECCO:

- LO STORYBOARD DEL FILM E' CURATO DA EURILLA DEL BONO.

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