SEGRETI DI STATO

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SEGRETI DI STATO è un film di genere drammatico del 2003, diretto da Paolo Benvenuti, con Antonio Catania e David Coco. Uscita al cinema il 02 settembre 2003. Durata 85 minuti. Distribuito da FANDANGO.

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TRAMA SEGRETI DI STATO:

Nel corso del processo alla banda di Salvatore Giuliano per la strage di Portella della Ginestra - che si è svolto nel 1951 a Viterbo - un avvocato, non del tutto convinto dai risultati dell'inchiesta, decide di condurre segretamente e per proprio conto delle indagini. Partendo da un piccolo particolare - il calibro delle pallottole estratte dai corpi delle vittime - l'avvocato dipana un personale filo di Arianna che lo porta ad ascoltare nuove testimonianze in Sicilia, sul luogo della strage. Il quadro geografico di Portella della Ginestra - un pianoro incolto e sassoso in provincia di Palermo - ha un'importanza fondamentale nelle indagini dell'avvocato e gli consente di ricostruire una dinamica della strage di gran lunga diversa da quella 'ufficiale'.

CRITICA DI SEGRETI DI STATO:

"Benvenuti crede di avere ora altre certezze, ma non le dimostra. Peccato, perché il suo stile scabro fa inizialmente pensare a un approccio equilibrato, mentre 'Segreti di Stato' finisce con l'aderire a una delle tante teorie del complotto: quella elaborata da Danilo Dolci, cui il film è dedicato. Buoni comunisti da una parte, cattivi democristiani, fascisti e americani dall'altra, attraverso l'indagine affidata a un personaggio realmente esistito, ma non esistito così: il difensore di Pisciotta." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 29 agosto 2003) "Benvenuti ha tutto il diritto di promuovere le sue ipotesi, ma il cinema pretenderebbe un linguaggio aderente alle proprie intenzioni: con questo fragile compitino che si sforza di fare la voce grossa, recitando altresì da figuranti senza carisma, l'agognato dibattito non avrà la forza di sorvolare la stucchevole litania delle approvvazioni e delle ricusazioni." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 29 agosto 2003)"Basato su lunghe ricerche d'archivio, 'Segreti di Stato' di Paolo Benvenuti è diventato il titolo della discordia. Invece di discutere sullo stile (anomalo e personalissimo) del regista, i critici si sono improvvisati storici; mentre gli storici (e i polemisti specializzati) si sono schierato contro (o pro) la 'complottomania', dimenticandosi di guardare il film. Il che non è né giusto né istruttivo". (Claudio Carabba, Sette', 11 settembre 2003) "Fedele all'estetica dei suoi film precedenti, il regista compone accuratamente l'inquadratura, ottenendo il massimo del significato col minimo degli elementi. Pur apprezzando, resta il dubbio sull'operazione di 'trapianto' linguistico: perfetto per film come 'Confortorio' o 'Gostanza da Libbiano', il gusto pittorico di Benvenuti acquista un po' d'artificio quanto più sono recenti gli eventi rappresentati. Ma questa volta, almeno, il suo pubblico non sarà limitato a una pattuglia di fedelissimi". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 13 settembre 2003)"Tutto abbastanza pasticciato e perfino un po' retorico. (...) Gli interpreti si impegnano, costretti però come sono nei più scoperti stereotipi, stentano ad imporsi con fisionomie precise. Il superpoliziotto superonesto che risolve il caso è Massimo Ghini, con risentimenti giusti, una delle vittime dei Servizi è Massimo Dapporto, un po' sfocato, il giudice in gonnella che si affianca nelle indagini al superpoliziotto è Isabel Russinova, con durezze eccessive assunte evidentemente per darsi il tono della carica. Fra i cattivi, Adalberto Maria Merli, Giampiero Bianchi, Antonello Fassari, il primo senza maschera fin dalle prime immagini: a indicare subito da che parte sta il marcio." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 29 Marzo 1995)"Man mano che ci avviciniamo alla cupola, le denunce del film diventano più pesanti; ma non mancano i tradimenti privati, quelli che bruciano di più. Alla fine qualche testa salta, il rimorso provoca un suicidio, una prestigiosa poltrona traballa (occhio alla chiave del mistero, una prima edizione di 'Salambò'). Battuta del superpoliziotto: 'Me l'aveva detto lei di non guardare in faccia a nessuno'. 'Ma io non sono Nessuno. Sono un Ministro della Repubblica'. Protetto da una schiera di validissimi interpreti e sposando il romanzesco alla cronaca delle trame nere, a tratti suscitando interesse e troppo spesso indulgendo agli stereotipi del cinema d'azione, 'Segreto di Stato' nel bene o nel male sembra una puntata fuori numero di 'La piovra' trasferita dal video allo schermo." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 25 Marzo 1995)

CURIOSITÀ SU SEGRETI DI STATO:

- PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 60MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2003).- CONSULENZA STORICA: GIUSEPPE CASARRUBEA, GIUSEPPE DICEVI, ANGELO LA BELLA, ROSA MECAROLO.- DISEGNI DI LOREDANA UGOLINI.

IL CAST DI SEGRETI DI STATO:


  • MONTAGGIO:
  • PRODUZIONE: DOMENICO PROCACCI PER FANDANGO, MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI

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