Occhio indiscreto

Titolo originale: The Public Eye

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Occhio indiscreto è un film di genere drammatico del 1992, diretto da Howard Franklin, con Joe Pesci e Richard Riehle. Durata 98 minuti. Distribuito da UIP - CIC VIDEO.

Poster

TRAMA OCCHIO INDISCRETO:

Leon Bernstein, in arte "Bernzi", campione dei fotografi "free lance"di un'America alle prese con i problemi della recessione degli anni '40, fotografa di tutto, ma soprattutto morti ammazzati e gangster. Conosce tutti i poliziotti e tutti i delinquenti, e mantiene prudentemente un atteggiamento neutro dal punto di vista etico: lui fotografa soltanto, e tenta invano di vendere un album di istantanee ad un editore che glielo pubblichi. Incontra ad un party una fascinosa vedova, Kay Levitz, che ha ereditato un club dal marito, ma si vede spuntare presunti soci, non molto graditi, da ogni parte. Tra tutti spicca tale Portofino, che allude a misteriose collusioni tra lui ed il defunto consorte di lei. Leon promette di aiutarla, ma Portofino viene trovato morto.

CRITICA DI OCCHIO INDISCRETO:

"La trama assai densa non deve far pensare alla solita storia farraginosa ed immaginifica sul gangsterismo anni '40. Qui ogni sequenza si dipana, lineare ed incisiva, con un dialogo sobrio, spesso frizzante in battute sapide ed intelligenti con immagini tagliate come vecchie istantanee dell'epoca. Pesci si muove davanti alla camera come se questa non esistesse, tanta è la sua naturalezza, disegnando un personaggio di straordinaria efficacia, sia quando si mette la maschera del gaglioffo sornione che ha visto tutto dalla vita e prega il poliziotto di mettere il cappello accanto ad un cadavere perchè è un particolare che piace al pubblico, o quando fotografa i barboni e i miserabili dei ghetti, o quando mostra l'apparizione della donna, una fatale ed incisiva Barbara Hershey, fa vibrare le corde di un'umanità e di una capacità di emozione che la vita sembrava aver completamente prosciugato in lui. I personaggi di contorno sono poi tutti calibratissimi nelle rispettive parti. Purtroppo il cinismo di fondo di una vicenda assai riprovevole sotto tutti i punti di vista, non consente di accettare il film, che peraltro si astiene con molta eleganza (ed è uno dei suoi non pochi meriti), da scivolate di dubbio gusto sia per quanto riguarda il dialogo, sia per le immagini che pur sgradevoli o violente non sono mai sottolineate con compiacimento". ("Segnalazioni Cinematografiche").



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