Mio zio

Mio zio

( Mon oncle )
Voto del pubblico
Valutazione
3.8 di 5 su 4 voti
Regista: Jacques Tati
Genere: Commedia
Anno: 1958
Paese: Francia, Italia
Durata: 120 min
Distribuzione: TITANUS - SAN PAOLO AUDIOVISIVI
Mio zio è un film di genere commedia del 1958, diretto da Jacques Tati, con Jacques Tati e Jean-Pierre Zola. Durata 120 minuti. Distribuito da TITANUS - SAN PAOLO AUDIOVISIVI.
Genere: Commedia
Anno: 1958
Paese: Francia, Italia
Durata: 120 min
Formato: 35 MM (1:1.37) - EASTMANCOLOR
Distribuzione: TITANUS - SAN PAOLO AUDIOVISIVI
Fotografia: Jean Bourgoin
Montaggio: Suzanne Baron
Produzione: FILM DEL CENTAURO, SPECTA FILMS, GRAY FILM, ALTER FILM

TRAMA MIO ZIO

Al centro di un quartiere moderno sorge la villa ultramoderna e imponente del signor Arpel, che vi abita con la moglie ed il figlio Gèrard, di nove anni. Il signor Arpel, ricco industriale e Presidente della società "Pastac", è il perfetto tipo del borghese che la posizione e l'agiatezza rendono importante. La sua esistenza perfettamente ordinata sarebbe ammissibile se gli lasciasse la possibilità di abbandonare, almeno per un istante, i problemi connessi con la sua attività d'industriale per dedicarsi a quelli più semplici creati dalla vitalità di suo figlio Gèrard. Anche la mamma, la signora Arpel, trascura il bambino perché il suo tempo e le sue energie sono dedicati completamente al compito di mettere in ordine e pulire continuamente e perfettamente la casa. In questo ambiente di perfezione appare frequentemente il fratello della signora Arpel, lo zio Hulot, per il quale Gèrard mostra una predilezione che desta la gelosia del signor Arpel. Lo zio Hulot è molto differente dai coniugi Arpel: vive con grande semplicità e quando viene a cercare Gèrard il piccolo ne è felice perché sa che lo zio lo farà uscire dalla monotonia della sua vita dove tutto è previsto e tutto si ripete automaticamente. Per sottrarre Gèrard all'influenza di questo zio così poco conformista, il signor Arpel dà a Hulot un posto nella sua industria mentre la signora Arpel pensa di dargli in moglie una sua vicina. Ma questi tentativi non hanno il successo sperato e il signor Arpel prende una decisione radicale: Hulot sarà un rappresentante della società all'estero. Tutta la famiglia lo accompagna alla stazione e gli addii sono rapidi, ma uscendo dalla stazione il signor Arpel inconsciamente ritrova l'attitudine familiare di Hulot verso Gèrard.

CRITICA DI MIO ZIO

"E' un film della serie 'Monsieur Hulot', ma forse riesce meno efficace degli altri a causa della sua lentezza che appesantisce il ritmo dell'intero racconto. Il film non manca di scenette comiche e di trovate esilaranti. Notevole la satira del tecnicismo moderno simboleggiato dagli oggetti in plastica, cui è contrapposto l'incanto della vita semplice e normale, non ancora guastata dai ritrovati della scienza. Buona l'interpretazione, la musica e il colore." ('Segnalazioi cinematografiche', vol. 44, 1958)

CURIOSITÀ SU MIO ZIO

- OSCAR 1959 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.- PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ALL'11MO FESTIVAL DI CANNES (1958).

INTERPRETI E PERSONAGGI DI MIO ZIO

Attore Ruolo
Jacques Tati
Monsieur Hulot
Jean-Pierre Zola
Charles Arpel
Adrienne Servantie
Madame Arpel
Lucien Frégis
Monsieur Pichard
Betty Schneider
Betty, la figlia della portinaia
Jean-François Martial
Walter
Dominique Marie
La vicina
Yvonne Arnaud
Georgette
Adelaide Danieli
Madame Pichard
Alain Bécourt
Gerard Arpel
Régis Fontenay
Commerciante
Claude Badolle
Venditore al mercato delle pulci
Max Martel
Ubriaco
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