LAISSEZ-PASSER

LAISSEZ-PASSER

Voto del pubblico
Valutazione
3.5 di 5 su 2 voti
Al cinema dal: 27 settembre 2002
Anno: 2002
Paese: Francia, Germania, Spagna
Durata: 170 min
Data di uscita: 27 settembre 2002
Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
LAISSEZ-PASSER è un film di genere drammatico, guerra del 2002, diretto da Bertrand Tavernier, con Jacques Gamblin e Denis Podalydès. Uscita al cinema il 27 settembre 2002. Durata 170 minuti. Distribuito da 01 DISTRIBUTION.
Data di uscita: 27 settembre 2002
Genere: Drammatico, Guerra
Anno: 2002
Paese: Francia, Germania, Spagna
Durata: 170 min
Formato: 35 MM, CINEMASCOPE
Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
Fotografia: Alain Choquart
Montaggio: Sophie Brunet
Produzione: LES FILMS ALAIN SARDE, LITTLE BEAR, FRANCE 2 CINEMA, FRANCE 3 CINEMA (PARIGI) - KC MEDIEN (MONACO) - VERTIGO FILMS (MADRID)

TRAMA LAISSEZ-PASSER

Tratto da una storia vera, il film racconta come a Parigi, e in tutta la Francia, nel 1942, il dilemma era se si doveva far finta di nulla o se ci si doveva rifiutare di lavorare con i nazisti occupanti.TRAMA LUNGAA Parigi, nel 1942, la società di produzione cinematografica tedesca Continental, che sotto la direzione del dottor Greven da due anni produce film francesi, riflette il dilemma che vive tutta la Francia. Arrivati a questo punto si deve continuare a lavorare facendo finta di nulla o bisogna rifiutarsi di collaborare con il nemico? Le vite di due uomini si intrecciano, quella di Jean Devaivre, un aiuto regista entrato alla Continental proprio per poter camuffare le sue attività clandestine nella resistenza, e quella di Jean Aurenche, uno sceneggiatore poeta che si accanisce ad evitare ogni proposta di lavoro che viene dai tedeschi. Intorno a loro decine di personaggi intorno a loro, resistenti o collaborazionisti, sono impegnati soprattutto a sopravvivere al freddo, alla fame e alle restrizioni del tempo di guerra.

CRITICA DI LAISSEZ-PASSER

"Palesemente affascinato dalla materia, Tavernier ha realizzato una tragicommedia nervosa, brillante nei dialoghi, che perde un po' il ritmo nella seconda parte (l'incontro con servizi segreti inglesi da barzelletta) però contiene sequenze di struggente bellezza, come il viaggio in bicicletta di Devaivre per raggiungere moglie e figlio". (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 9 febbraio 2002)"Diretto con gran brio da un Tavernier in stato di grazia, in patria 'Laissez-passer' ha suscitato polemiche furiose ed esagerate. Tutto perché rievoca fatti e personaggi reali in forma di commedia corale, drammatica e scanzonata insieme. Per i custodi dell'ortodossia, un affronto". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 27 settembre 2002) "Peccato che Bertrand Tavernier affrontando il tema complesso e spinoso del cinema parigino che collaborò con il tedesco invasore abbia finito per smarrirsi in un contesto di situazioni e allusioni che il pubblico odierno non può apprezzare. Passato senza onori e con qualche sbadiglio all'ultima Berlinale, 'Laissez-Passer' si può insomma considerare un interessante film sbagliato". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 28 settembre 2002)"'Laissez-Passer' è soprattutto un film-romanzo: perché, come recita una battuta, 'c'è chi fabbrica pane e chi fabbrica storie' e Tavernier sa bene qual è il suo proprio compito. Nell'entusiasmo per il tema, magari, si è preso qualche libertà romanzando i fatti, aggiungendovi un'intonazione lirica qui, una situazione umoristica là. E ha centrato l'obiettivo, perché il risultato è uno spettacolo rivolto al pubblico più vasto, che può benissimo goderselo anche se le referenze citate non gli dicono nulla". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 29 settembre 2002) "'Laissez Passer' non vuole essere un declamatorio pamphlet storico ma un affresco corale che trova nel cinema (come linguaggio) la sua forza. Tavernier mescola dramma e commedia e ci rende partecipi dell'avventura di chi lottava (e lotta) per il bene supremo. La vita, e nient'altro". (Mauro Gervasini, 'Film Tv', 6 ottobre 2002) "Tavernier chiama a rapporto la sua cinefilia, profonda, informata, appassionante, per trasformare l'episodio in una spaccato d'epoca sulla lotta e la salvezza, cercando di dare un senso al destino che ciascuno decide quando tutto sembra perduto, ma non lo è. Può disorientare la chiave di commedia, che nasce da una scelta stilistica: raccontare la storia rivisitando il cinema del tempo, ripreso nella vivace riscrittura di Becker, Autant-Lara, Clouzot". (Silvio Danese, 'Il giorno', 27 settembre 2002)

CURIOSITÀ SU LAISSEZ-PASSER

ORSO D'ARGENTO AL FESTIVAL DI BERLINO 2002 A JACQUES GAMBLIN COME MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA E PER LA MIGLIORE COLONNA SONORA AD ANTOINE DUHAMEL.NEL FILM CI SONO 115 RUOLI.

SOGGETTO DI LAISSEZ-PASSER

ISPIRATO AL LIBRO DI MEMORIE DI JEAN DEVAIVRE "LA SUITE A L'ECRAN"

INTERPRETI E PERSONAGGI DI LAISSEZ-PASSER

Attore Ruolo
Jacques Gamblin
Jean Devaivre
Denis Podalydès
Jean Aurenche
Charlotte Kady
Suzanne Raymond
Marie Desgranges
Simone Devaivre
Ged Marlon
Jean-Paul Le Chanois
Philippe Morier-Genoud
Maurice Tourneur
Laurent Schilling
Spaak
Maria Pitarresi
Regina Sorignal
Christian Berkel
Dottor Greven
Richard Sammel
Richard Pottier
Christophe Odent
Pierre Bost
Didier Sauvegrain
Thirard
Gotz Burger
Bauermeister
Philippe Said
Pierre Nord
Thierry Gibault
Paul Maillebeau
Olivier Brun
Jacques Dubuis
Pierre Lacan
Louis Devaivre
Olivier Gourmet
Roger Richebe'
Marie Gillain
Olga
Jean-Yves Roan
Rene' Flechard
Bruno Raffaelli
Glinglin
Serge Riaboukine
Louis Nee
Liliane Rovere
Memaine
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