La dea del '67

La dea del '67

( The Goddess of 1967 )
Voto del pubblico
Valutazione
4 di 5 su 1 voti
Regista: Clara Law
Genere: Commedia
Anno: 2000
Paese: Australia
Durata: 118 min
Distribuzione: FANDANGO
La dea del '67 è un film di genere commedia del 2000, diretto da Clara Law, con Rose Byrne e Rikiya Kurokawa. Durata 118 minuti. Distribuito da FANDANGO.
Genere: Commedia
Anno: 2000
Regia: Clara Law
Paese: Australia
Durata: 118 min
Formato: 35 MM (1:1,85)
Distribuzione: FANDANGO
Fotografia: Dion Beebe
Musiche: Jen Anderson
Produzione: PETER SAINSBURY, EDDIE L.C. FONG

TRAMA LA DEA DEL '67

Il giapponese Jm arriva in Australia per realizzare il sogno della sua vita: acquistare una Citroen DS (Deesse/Goddess) del 1967, ma al suo arrivo trova il venditore morto. Una ragazza cieca, saputo il problema, si offre di accompagnare il giovane giapponese dal vero proprietario della vettura.

CRITICA DI LA DEA DEL '67

"Clara Law riesce ad estrarre dal suo copione qualche emozione. Ma è la ricerca dell'invenzione sorprendente, il bisogno di stravaganza ad ogni costo che raggela il film in una specie di manifesto del mélo postmoderno. E la vetta dell'imbarazzo la si raggiunge quando, in una specie di caverna, la povera protagonista ritrova, travestito da abate Faria, l'uomo che le ha fatto così male. Peccato: si sente il bisogno, per citare il titolo della Biennale Architettura, di 'less aesthetics and more ethics'". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 4 settembre 2000) " Il film ha immagini abbaglianti e ritmo a strappi, ora sospeso, ora accelerato. Clara Law ci porta su un pianeta alieno. Il suo vero 'Mission to Mars' australiano di fine millennio" (Alberto Crespi, 'Film Tv', 25 febbraio 2001)."La regista Clara Law mette in scena un mélo postmodernista all'incrocio tra continenti, culture, storie personali che non si nega alcuna stravaganza. L'effetto che produce su alcuni è quello di un oggetto pretenzioso e piuttosto deprimente. Altri, all'opposto, ne apprezzano il modo di raccontare: frammentato e centrato su immagini di grande effetto emotivo". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica, 25 febbraio 2001) "Peccato per la storia d'incesto della seconda parte, ridondante e mal congegnata. Ma i colori acidi o pastello, le immagini denaturate, gli scorci di Tokio o di deserto filmati con occhio davvero unico da Dion Beebe, operatore anche di Jane Campion, restano un prodigio visivo". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 febbraio 2001)"Clara Law, la regista di 47 anni nata a Macao e cresciuta ad Hong Kong, è straordinariamente brava. (...) E' perfetto lo stile del racconto, non fluido ma frammentato in attimi esemplari, non cronologico ma sussultante nel tempo. Anche se nel film non mancano lungaggini, salti logici, un finale sciagurato, persino gli incesti padre-figlia e nonno-nipote esprimono una sofferenza stoica senza volgarità, senza ambiguità". (Lietta Tornabuoni, 'La stampa', 17 febbraio 2001)

CURIOSITÀ SU LA DEA DEL '67

IN CONCORSO ALLA 57^ MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2000).COPPA VOLPI PER MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE A ROSE BYRNE.REVISIONE MINISTERO GENNAIO 2001

INTERPRETI E PERSONAGGI DI LA DEA DEL '67

Attore Ruolo
Rose Byrne
Bg
Rikiya Kurokawa
Jm
Nicholas Hope
Grandpa
Elise McCredie
Marie
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