L'Allievo

L'Allievo

( Apt Pupil )
Voto del pubblico
Valutazione
4 di 5 su 27 voti
Regista: Bryan Singer
Anno: 1998
Paese: USA
Durata: 106 min
Distribuzione: Columbia Tristar Films Italia - Video E Dvd: Columbia Tristar Home Video
L'Allievo è un film di genere thriller, drammatico del 1998, diretto da Bryan Singer, con Brad Renfro e Ian McKellen. Durata 106 minuti. Distribuito da Columbia Tristar Films Italia - Video E Dvd: Columbia Tristar Home Video.
Genere: Thriller, Drammatico
Anno: 1998
Paese: USA
Durata: 106 min
Formato: 35 MM, TECHNICOLOR
Distribuzione: Columbia Tristar Films Italia - Video E Dvd: Columbia Tristar Home Video
Sceneggiatura: Brandon Boyce
Montaggio: John Ottman
Musiche: John Ottman
Produzione: Jane Hamsher, Don Murphy, Bryan Singer Per Apt Pupil Productions, Bad Hat Harry Productions, Canal+ Droits Audiovisuels, Happy Ending Productions, Jd Productions, Paramount Pictures, Phoenix Pictures, Tristar Pictures

TRAMA L'ALLIEVO

L'Allievo, il film diretto da Bryan Singer, è tratto dal racconto di Stephen King "Un ragazzo sveglio" contenuto nella raccolta "Stagioni Diverse".
Durante una lezione di Storia un brillante studente di 16 anni, Todd Browden (Brad Renfro) si appassiona alla storia che ha sconvolto il mondo intero nella seconda metà del XX secolo, il genocidio di cui furono responsabili le autorità della Germania nazista e i loro alleati nei confronti degli ebrei d'Europa: l'Olocausto.
Spinto da una morbosa curiosità e dall'invito che il suo professore di Storia fa a tutti di approfondire l'argomento, inizia a fare delle ricerca in biblioteca. Trova molto materiale sull'argomento: foto e articoli di giornale. Un giorno, mentre è sull'autobus incontra un uomo ormai anziano che crede di riconoscere nella raccolta di foto che ha visto in biblioteca. Inizia a raccogliere informazioni su di lui e viene a conoscenza della sua vera identità: è stato un ufficiale delle SS - un ex comandante nazista del campo di concentramento di Patin che ora vive con una nuova identità in America. Bussa alla sua porta, gli chiede prima gentilmente poi ricattandolo di entrare in casa per poter parlare con lui, dopo un po' di resistenza, l'uomo lo fa entrare. Invece di denunciarlo, decide di farsi raccontare la sua vita. Inizia così tra i due, un legame fatto di ricatti e umiliazioni. Todd è sempre più affascinato dal sig. Kurt Dussander (Ian Mckellan) tanto da andare tutti i giorni da lui per farsi raccontare i più macabri dettagli di come avvenivano le morti dei prigionieri. Dussander gli descrive i fatti avvenuti e le sensazioni provate con un distacco emotivo disarmante.Todd si immedesima sempre di più nei racconti di Dussander e inizia ad avere un comportamento freddo, violento, insensibile. Si ritrova ad avere delle vere e proprie allucinazioni, incubi e orribili pensieri omicidi. Ma fino a che punto Todd è pronto a spingersi ?

CRITICA DI L'ALLIEVO

"Com'è noto c'è un 'altro' Stephen King, un autore che corteggia più intimi orrori, quello dalle cui opere sono stati tratti film interessanti come 'Stand By Me' e 'L'ultima eclissi'. Appartiene a questa categoria anche il racconto che sta all'origine di 'L'allievo'. Niente mostri zannuti ma l'oscura fascinazione del male, qui incarnato nello spettro del nazismo. E alto è anche il progetto di Singer: rifiutare l'effetto a favore dell'ellissi, raffreddare racconto ed emozioni indicando che il male si nasconde nella banalità quotidiana. Peccato che, nonostante un grande Ian McKellen e un bravo Brad Renfro, il regista non riesca a trasmettere vera inquietudine, scivolando nell'ovvietà un po' noiosa di un prodotto medio. Confermando il solito sospetto che sia abile col cinema-giocattolo, ma incapace di affrontare il mondo delle idee". (Stefano Lusardi, 'Ciak', 1 dicembre 1998)"Il film non ha pretese storiche, ma va più in là: come 'Il servo' di Losey, è una storia a doppia faccia sul rapporto padrone-servo, sulle dinamiche del controllo psicologico, tanto che lo straordinario Ian McKellen evidenzia compiaciuto come il vecchio riprenda gusto a travestirsi da SS e addirittura batte i tacchi, come neppure King, pur abituato agli orrori, aveva osato immaginare. A metà strada tra un giallo e il dramma sull'infanzia di un capo, per dirla con Sartre, 'L'allievo' è un ottimo modo per lanciare l'allarme su quel ventre che genera sempre mostri. Per di più il regista Singer se ne intende di Maligni e l'adolescente Renfro ha la giusta carica di ambiguità per risultare seducente, allievo d'una materia senza nome". (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 7 novembre 1998)"Bryan Singer conferma quei sospetti che 'I soliti sospetti', un best-seller cinematografico salutato come un grande evento, aveva già, in parte, sollevato: il 32enne enfant prodige newyorkese non sempre è in grado di decodificare adeguatamente la complessa materia psicologica contenuta nel racconto di Stephen King da cui è tratto e spesso la sguarnisce di sostanza, le sottrae il patrimonio di disagio. 'L'allievo', tra horror e farsa, è un film che accumula su di sé un fitto concentrato di malessere mentale e un disagio tangibile ma, a tratti, troppo vincolato da una messa in scena statica e claustrofobica, addirittura sommario nello sfidare le estreme conseguenze di quell'incontro ravvicinato e concettuale con le vecchie e nuove forme del male. Lo stesso, bravissimo, lan McKellen nei panni del nazi di paglia è un personaggio un tantino sovraesposto in uno psicodramma nel quale la partita a due è giocata sul filo del rasoio dell'ambiguità e il gioco delle parti tra chi è marionetta e chi burattinaio si disputa nelle sfumature, nelle allusioni, nel rovesciamento sottile dei ruoli". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 18 novembre 1998)"Insieme alla scena dello straziante rigurgito di dolore di un ex deportato (impersonato dall'ottimo Michael Byrn) nel riconoscere il suo torturatore, l'interpretazione di McKellen é il vero motivo per cui il film di Singer vale la visita. Per il resto 'L'allievo', in un'alternanza di efficaci momenti di tensione e di soluzioni banali, é una riflessione sulla natura del male (c'è in tutti o bisogna essere predisposti?) che rimane troppo in superficie per risultare inquietante". (Alessandra Levatesi, 'La Stampa', 7 novembre 1998)

CURIOSITÀ SU L'ALLIEVO

All'epoca entrambi i protagonisti principali del film avevano un'età inferiore a quella del personaggio da loro interpretato: Brad Renfro, prematuramente scomparso nel 2008, aveva 14 anni, mentre Ian McKellen aveva solo 57 anni, quasi venti meno del suo personaggio sullo schermo.

INTERPRETI E PERSONAGGI DI L'ALLIEVO

Attore Ruolo
Brad Renfro
Todd Bowden
Ian McKellen
Kurt Dussander
Joshua Jackson
Joey
Mickey Cottrell
Insegnante di sociologia
Michael Reid MacKay
Vittima dell'incubo
Ann Dowd
Monica Bowden
Bruce Davison
Richard Bowden
James Karen
Victor Bowden
Marjorie Lovett
Agnes Bowden
David Cooley
Insegnante di ed. fisica
Heather McComb
Becky Trask
David Schwimmer
Edward French
Elias Koteas
Archie
Michael Byrne
Ben Kramer
Jan Triska
Isaac Weiskopf
Joe Morton
Dan Richler
Michael Artura
Investigatore Getty
Mark Flythe
Darren
Warren Wilson
Speaker
Jill Harris
Giornalista
Norbert D. Singer
Amministratore dell'ospedale
Mildred Singer
Amministratore dell'ospedale
Mary Ottman
Medico
Blake Anthony Tibbetts
Compagno di squadra
Katherine Malone
Studentessa
Grace Sinden
Segretaria
Kevin Spirtas
Infermiere
Danna Dennis
Infermiera
Anthony Moore
Arbitro
Donna Marie Brown
Madre
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