Eros

share

Eros è un film di genere drammatico, erotico del 2004, diretto da Michelangelo Antonioni, Steven Soderbergh, Wong Kar-Wai, con Christopher Buchholz e Regina Nemni. Uscita al cinema il 03 dicembre 2004. Durata 104 minuti. Distribuito da FANDANGO.

Poster
VOTO DEL PUBBLICO
Grazie del tuo voto
VALUTAZIONE

3.1 di 5 su 51 voti

TRAMA EROS:

"Il filo pericoloso delle cose" (30'): Toscana, oggi. Dopo la fine del suo matrimonio, un uomo incontra per caso una donna di cui, in passato, era stato a lungo innamorato. L'uomo trascorre con la sua ex fiamma alcuni giorni di intensa passione senza immaginare che questa, poco dopo, si incontrerà con sua moglie."Equilibrium" (35'): New York, 1955. E' il racconto di un'ossessione amorosa, quella di due uomini - uno psicanalista e un suo paziente."La mano" (39'): Shanghai, 1963. Un apprendista sarto e una prostituta d'alto bordo si innamorano tra le stoffe e i vestiti che lui realizza.

CRITICA DI EROS:

" 'Il filo pericoloso delle cose' di Antonioni chiude il tanto atteso 'Eros' su una nota dissonante, un equilibrio ricomposto ma precario, forse a ricordarci che il dio del titolo non conosce quiete. Gli altri due episodi sono più finiti, meno allarmanti. Nel più sensuale (anzi: tattile), 'La mano', Wong Kar Wai riprende seduzioni e languori di 'In the Mood for Love' in un rapinoso susseguirsi di inquadrature, posture, dettagli (...) Meno bollente ma esilarante l'episodio di Soderbergh, satira definitiva di ogni film o lettura psicoanalitica. (...) Con tempi comici degni di Billy Wilder e un sottotesto da far invidia a Hitchcock. Magistrale. Come i bellissimi disegni di Lorenzo Mattotti, in tre diversi stili, che collegano i tre episodi e sono quasi un film a sé." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 11 settembre 2004)"Come spesso succede, però, alle operazioni troppo premeditate, il film non è risultato all'altezza delle ambizioni e in assenza di un filo conduttore creativo o espressivo toccherà al lanternino personale d'ogni spettatore farsene una ragione: se gli infiniti risvolti dell'argomento non potevano certo esaurirsi nell'occasione, è certo che gli esploratori dell'enigma amoroso saranno ancora più disorientati al termine della proiezione. (...) Wong Kar Wai è come al solito insuperabile nell'attorniare gli amanti sfortunati di luci ambigue, piogge opprimenti, echi di canzoni strazianti, ma questa volta lo stile impressionistico arriva a mangiarsi l'anima del racconto, a renderlo simile a un'auto-citazione d'impeccabile manierismo. (...) 'Equilibrium' di Steven Soderbergh è ancora meno significativo, (...) Michelangelo Antonioni ritorna con 'Il filo pericoloso delle cose' alla scomposizione poetica delle immagini. (...) Peccato che la sequenza, oltre a dover subire il discutibile timbro dello sceneggiatore Tonino Guerra, finisca col suggellare l'intero film in chiave di forzature estetizzanti e pretestuoso poeticismo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 11 settembre 2004)"Wong Kar Wai, Il regista prediletto dai cinefili racconta in sintesi, con allusività ed eleganza degne forse di miglior causa, questa vicenda di amore e morte. È noto che alcuni semplicioni si ostinano a considerare il sesso una prospettiva allegra, ma si sa che i film sul tema sono in genere lugubri. Qualche risata la provoca l'episodio 'Equilibrium' di Steven Soderbergh (...) A completare il raffinato trittico arriva mezz'ora di cinema firmata dal giovanissimo vegliardo Michelangelo Antonioni, il cui segno è riconoscibile nel rapporto fra le figure e il paesaggio esaltato dal bravo operatore Marco Pontecorvo." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 11 settembre 2004)"È rimasto fuori concorso in questo strano cartellone della 61 Mostra di Venezia forse perché a rischio Leone d'oro, anzi leoni d'oro, tre. A Wong Kar Wai, Steven Soderbergh e Michelangelo Antonioni, autori del trittico 'Eros'. Tre episodi incandescenti, modulati su diversi toni dell'erotismo in una composizione di unico splendore emozionale. (...) In 'La mano' di Won Kar siamo nell'atmosfera rarefatta di pioggia e di ombre caro al regista di Hong Kong. (...) Stacco. Bianco e nero, surrealtà corrosiva di Steven Soderbergh, che mette in scena uno psicanalista e il suo paziente. (...) 'Equilibrium' è un duetto irresistibile fatto a colpi di immaginazione. (...) Soderbergh osserva i riflessi dell'erotismo negli occhi del corpo desiderante, l'oggetto della passione resta fuori, in memoria del suo 'Sesso, bugie e videotapes'. (...) 'Il filo pericoloso delle cose' chiude il film nel paesaggio aperto di Michelangelo Antonioni, colline e orizzonti toscani, ondulati contorni di una donna virtuale. (...) L'eros qui è messo a soqquadro, preso d'assalto, vinto dallo sguardo di Antonioni più esperto di Cupido. Ed è il piacere massimo del cinema vittorioso che impone alle due donne di incontrarsi, una specchio dell'altro, doppio di carne che capovolge la normalità dei sessi, e grida il suo trio

CURIOSITÀ SU EROS:

- L'EPISODIO "IL FILO PERICOLOSO DELLE COSE" E' STATO GIRATO NEL 2001; L'EPISODIO "EQUILIBRIO" NEL 2003.- STEVEN SODERBERGH HA SOSTITUITO PEDRO ALMODOVAR RINUNCIATARIO PERCHE' OCCUPATO CON IL SUO FILM "LA MALA EDUCACION".- PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 61MA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2004).

SOGGETTO:

l'episodio "Il filo pericoloso delle cose" è ispirato a un racconto inserito nella raccolta "Quel bowling sul Tevere" di Michelangelo Antonioni



Lascia un Commento
Lascia un Commento