Charlie: Anche i cani vanno in paradiso

Charlie: Anche i cani vanno in paradiso

( All Dogs Go to Heaven )
Voto del pubblico
Valutazione
3.6 di 5 su 16 voti
Regista: Don Bluth
Genere: Animazione
Anno: 1989
Paese: Irlanda
Durata: 85 min
Distribuzione: TITANUS DISTRIBUZIONE (1991)
Charlie: Anche i cani vanno in paradiso è un film di genere animazione del 1989, diretto da Don Bluth. Durata 85 minuti. Distribuito da TITANUS DISTRIBUZIONE (1991).
Genere: Animazione
Anno: 1989
Regia: Don Bluth
Paese: Irlanda
Durata: 85 min
Formato: NORMALE A COLORI
Distribuzione: TITANUS DISTRIBUZIONE (1991)
Sceneggiatura: David N. Weiss
Fotografia: Don Bluth
Montaggio: John K. Carr
Musiche: Ralph Burns
Produzione: SULLIVAN BLUTH STUDIOSIRELAND LTD.

TRAMA CHARLIE: ANCHE I CANI VANNO IN PARADISO

A New Orleans nel 1939, il furfante Charlie, pastore tedesco e "cane da strada", fuggito dal canile municipale insieme all'amico bassotto Itchy, si precipita nella bisca, che gestiva insieme al socio Carface, per avere da questi la sua parte di utili. Il socio si è infatti misteriosamente arricchito durante la prigionia di Charlie, ma non vuole affatto dividere con lui, e, fattolo ubriacare, lo fa poi uccidere dal suo killer. Così Charlie si trova nell'aldilà, nel Paradiso dei cani, dove lo accoglie una deliziosa levriera rosa. Quando però capisce d'essere morto, perché l'orologio della sua vita si é fermato, riesce a rimetterlo in moto, e a tornare quindi vivo sulla terra, mentre la levriera gli grida che non potrà più tornare in Paradiso. Charlie vuol vendicarsi di Carface, e scopre come questi trucca le corse: tiene infatti prigioniera una bambina orfana, Anne-Marie, capace di parlare con gli animali, e perciò di sapere in anticipo chi vincerà le corse. Riuscito prontamente a liberarla, Charlie le promette che darà il denaro ai poveri e per lei troverà un papà e una mamma che l'amino. In realtà il cane vuole sfruttare la bambina, come faceva Carface, e subito, vincendo moltissimo denaro, diventa padrone di un favoloso locale notturno. Ma presto Anne-Marie diviene per lui così importante da convincerlo a dare realmente il suo denaro ai poveri, e a trovarle veramente una coppia di sposi che possano farle da genitori: Harold e Kate. Guardalo subito su Prime Video

CRITICA DI CHARLIE: ANCHE I CANI VANNO IN PARADISO

Parlatissimo, divertente, musical in tutto e per tutto. Furbo come Disney e Garinei e Giovannini, Bluth utilizza le cariche estroverse del cane cartoon e vivacizza la storia con trovate spiritose. (Maurizio Porro, Il Corriere della sera) Le figurazioni di Don Bluth sono veri e propri quadri, acquarelli teneri e suggestivi. Un film da vedere. (Mirella Poggialini, L'Avvenire) La confezione é accurata, il ritmo agile, gli spunti comici numerosi. (Alessandra Levantesi, La Stampa) Sceneggiato da David N. Weiss, il film ha varie frecce al suo arco; il tratto grafico e cromatico con cui sono caratterizzati i personaggi, la fantasiosa parodia dei film di gangster ambientati nei bassifondi di New Orleans, le canzoni di Charles Strouse e Tj. Kuenster benché inopportunamente tradotte. (Giovanni Grazzini, Il Messaggero) La costruzione del racconto é svelta e sostenuta: con moltissime occasioni per divertire. (Gian Luigi Rondi, Il Tempo) La vicenda, anche grazie ad una sontuosa animazione, curata nei più piccoli dettagli, é estremamente godibile. Il film é arricchito di trovate e situazioni che permettono ai cartoonist la realizzazione di sequenze da antologia mantenendo alto il divertimento e la suspence fino alla fine. (Oscar Cosulich, La Repubblica) Don Bluth, al quarto lungometraggio disegnato si conferma adattissimo narratore di "fiabe". (Piero Zanotto, La rivista del cinematografo)

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