Cacciatore bianco, cuore nero

Titolo originale: White Hunter Black Heart

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Il carismatico regista americano John Wilson sta per iniziare un importante film in Africa, che gli consentirà di pagare i suoi molti debiti. Si tratta di una costosa produzione, con attori di fama mondiale, che richiederà un serio impegno di tutti. Wilson è un uomo geniale e violento, amante dell'avventura, e capace sia di gesti generosi che di crudeltà. Il produttore Paul Landers lo sollecita da Londra ad iniziare il lavoro al più presto, e sta per raggiungerlo in Africa, con gli attori e tutta la troupe. Wilson si trova già sul posto per cercare i luoghi adatti agli esterni, insieme al giovane soggettista e amico Pete Verrill, col quale dovrebbe ultimare e correggere il copione, e poco dopo lo raggiunge anche l'ispettore di produzione, Ralph Lokhart. Ma in realtà in questo momento al regista interessa pochissimo il film, perchè egli, cacciatore appassionato, è ossessionato dal desiderio di uccidere un grande elefante africano, l'animale più maestoso che si trovi sulla terra, e per questo si è procurato una guida del posto, Kivu, che gli segnala la presenza dei branchi, e al quale si unisce poi un esperto cacciatore bianco. Per Wilson si tratta di un'orgogliosa affermazione del proprio coraggio, alla quale non vuole rinunciare, anche se giudica un "peccato" la distruzione di un simile animale.



CRITICA DI CACCIATORE BIANCO, CUORE NERO:

"Ambizioso quanto poco appassionante dramma esotico di Clint Eastwood, che si ispira alla figura del collerico collega John Huston e alla tormentata lavorazione del suo celebre 'La regina d'Africa'. Il protagonista va su e giù per la foresta, trascinato da un'ossessione di cui allo spettatore non frega nulla. Con ogni probabilità anche un Verde firmerebbe per la morte dell'elefante pur di arrivare presto alla fine". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 aprile 2001)

SOGGETTO:

romanzo "White Unter, Black Heart" di Peter Viertel

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