Allullo Drom

Allullo Drom

Voto del pubblico
Valutazione
2.5 di 5 su 2 voti
Genere: Drammatico
Anno: 1992
Paese: Italia
Durata: 94 min
Distribuzione: LUCKY RED (1993) - SAN PAOLO AUDIOVISIVI
Allullo Drom è un film di genere drammatico del 1992, diretto da Tonino Zangardi, con Isabella Ferrari e Francesco Casale. Durata 94 minuti. Distribuito da LUCKY RED (1993) - SAN PAOLO AUDIOVISIVI.
Genere: Drammatico
Anno: 1992
Paese: Italia
Durata: 94 min
Formato: PANORAMICA
Distribuzione: LUCKY RED (1993) - SAN PAOLO AUDIOVISIVI
Fotografia: Marco Onorato
Montaggio: Paola Pannicelli
Musiche: Andrea Guerra
Produzione: ALBERTO POLI E MASSIMO VIGILAT PER C.C.D. - COPERATIVA CINEMA DEMOCRATICO, SURF FILM

TRAMA ALLULLO DROM

Nel 1950 Lorenza, giovane comunista in crisi coniugale e ideologica, raggiunge in un paese della Val d'Orcia la cugina Sandra, fidanzata di Marco il postino. Fuori del paese si è accampato un clan di nomadi e due giovani del luogo - Vittorio e Sergio, da tempo emigrati in città e comunisti come Marco e le due donne - stanno svolgendo una ricerca sulla cultura ed etnia zingaresca. Tra canti, balli di nozze e furtarelli, che indignano la comunità locale, Andreas, nomade fiero e di bell'aspetto, colpisce Lorenza con la sua avvenenza. I rapporti fra i giovani comunisti con gli zingari sono ottimi, essendosi i primi eretti a loro difensori. In seguito ad un diverbio, un agricoltore intollerante (il clan si è installato nella piccola valle di una proprietà) viene ucciso e i carabinieri sospettano di Andreas. I paesani vorrebbero linciarlo: Sergio e compagni ne agevolano invece la fuga sulle terre cretose della campagna senese, ma sono costretti ad allontanarsi anch'essi , poiché i Carabinieri indagano sull'assassino. Anche Lorenza si pone sulle sue tracce e, trovato Andreas in un casale abbandonato, vive con lui una notte di passione. Ma la corsa estrema verso la libertà di Andreas sarà di breve durata.

CRITICA DI ALLULLO DROM

"Risultante, nella versione che ora circola, da interventi che ne hanno sacrificato intere parti, non trova la chiave per risolvere il rapporto tra: visione fantastica, ideale, sognante del modo di vivere gitano privo di limiti; e investigazione paradocumentaristica. Non sa sciogliere con una scelta di stile l'alternativa che esprime mettendo in scena l'ingenua inchiesta condotta dai personaggi di Wertmuller e Bigagli. Il proletario e l'intellettuale, ma insieme i più esposti alla contraddizione tra richiamo della libertà zingara e radici e più indirettamente, forse, tra movimentismo e ragioni di partito, ancora più alla lontana e con forzata attualizzazione ideologica - addirittura tra riconoscimento nelle chiusure della tradizione, e tollerante apertura alla società multietnica." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 4 luglio 1993)"Troppa carne al fuoco? In effetti il film si perde nella suggestione culturale che lo anima. Lo sguardo un po' naif sulla vitalità gitana (sempre felici e canterini) introduce un elemento involontariamente ridicolo che nuoce alla tenuta narrativa della storia. Le cose migliorano quando Zangardi rinuncia ai campi di grano e alle tentazioni poetiche per concentrarsi sui dilemmi dei due comunisti, ben resi da Massimo Wertmuller e Claudio Bigagli con un occhio alle titubanze ideologiche dell'oggi di fronte alle richieste della società multietnica, o sul disagio esistenziale della ragazza, interpretata con la consueta adesione scorticata da Isabella Ferrari. Ma su tutto il film spira un'aria irrisolta, come se il regista, autore della sceneggiatura insieme a Elvino Cippitelli, non si riconoscesse più nel progetto originale." (Michele Anselmi, 'L'Unità', 7 luglio 1993)"Storia di rom e gagì nella campagna senese del secondo dopoguerra. Storia di ragazzi e ragazze sulla strada rossa ('allullo drom' in dialetto rom), che è quella del destino e del comunismo nell'opera prima del barese Tonino Zangardi. C'è chi ancora crede che il giovane cinema italiano abbia bisogno di favole, e questo è un bene. Perché il realismo a volte può trasformarsi in una malattia. A Zangardi, comunque, piace il cinema come macchina per sognare: la macchina da presa indugia quasi stregata dalle colline toscane e dai colori, dagli orecchini e dalle danze di un popolo "diverso". (...) Messe a confronto la civiltà stanziale e l'itinerante, il regista parteggia decisamente per quella mutevole dei nomadi. Rivestita di un involucro affettivo e immaginativo potente, l'anima zingara di 'Allullo Drom' prevale nettamente su quella gagè. Riuscitissima per ritmo e atmosfere la lunga sequenza centrale della danza in paese per festeggiare il matrimonio, troppo intellettuali e 'falsi' certi dialoghi tra gli amici di sinistra. Ottimi gli interpreti." ('Paese sera', 9 luglio 1993)

CURIOSITÀ SU ALLULLO DROM

- DIRETTORE DI PRODUZIONE: GIANLUCA ARCOPINTO.

INTERPRETI E PERSONAGGI DI ALLULLO DROM

Attore Ruolo
Isabella Ferrari
Lorenza
Francesco Casale
Andreas
Claudio Bigagli
Vittorio
Massimo Wertmüller
Sergio
Ida Sansone
Sandra
Massimo Bonetti
Marco
Roberto Alpi
Guglielmo
Massimo Sarchielli
Odorisio
Novello Novelli
Giuseppe
Salvatore Lago
don Sante
Annamaria Chio
Moglie di Odorisio
Gino Nicolosi
Maresciallo dei carabinieri
Giovanni Colombo
Carabiniere
Marco Zangardi
Barista
Rom Khorakhané
Zingaro
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