Absolute Beginners

share
Poster
VOTO DEL PUBBLICO
Grazie del tuo voto

Nel 1958 in Gran Bretagna, la gioia di vivere che è propria della gioventù è vigorosa e chiassosa. I giovani non solo impongono nuovi stili musicali e nuovi stili di vita, ma addirittura motivano diverse ed aggressive forme culturali ed industriali. E' l'epoca del lancio dei cantanti, ma anche dei nuovi stilisti, delle modelle e di una straripante pubblicità. Ma dietro la gioia di vivere ci sono i problemi dell'intolleranza razziale, esplosi furiosamente ed alimentati da un gruppetto di esaltati, e delle forti speculazioni edilizie, specie nei quartieri londinesi di Soho e di Notting Hill Gate. Tra i "principianti assoluti", i teenagers anni '60, vi è Colin, un fotografo, che vive facendo fotografie di attualità. Colin ama Suzette, una ambiziosa disegnatrice di moda e cantante all'occorrenza, ma Suzette lo lascia per sposare il più maturo e ricco Henley, uno dei signori dell'alta moda, deciso a valorizzare le di lei qualità. Disperato, Colin si rivolge a Vendice Partners e riesce ad emergere nel campo pubblicitario; mentre parallelamente, Suzette si fa strada nel campo della moda. Colin ritrova poi la giovane, il cui matrimonio non è felice, e i due giovani riescono alla fine a trovare la felicità, dopo essere stati coinvolti nei gravi disordini razziali che assillano Londra e negli incendi appiccati alle case dei neri dagli speculatori locali, grazie a bande di squadristi ferocemente nazionalisti, mentre, sullo sfondo, la musica pop fa perdere la testa ai ragazzi dell'epoca nuova.



CRITICA DI ABSOLUTE BEGINNERS:

"Nella festa dell'insieme, giocano un ruolo determinante la colonna sonora arrangiata da Gil Evans, lo smalto fotografico di Oliver Stapleton, e la scatenata presenza di Patsy Kensit, biondina diciottenne, già star del firmamento rock, che ha doti di simpatia e di naturalezza non comuni e attraversa tutto il film a passo di danza. Anche il suo partner, Eddie O'Connell, è stupito, caparbio e indifeso quanto basta per affezionarglisi, mentre David Bowie (la canzone del titolo, per merito suo, è già popolarissima) e James Fox, con il loro humour di pura marca britannica, assicurano d'altra parte, la serietà dei professionismo vecchio stile. Se aggiungete le partecipazioni straordinarie di nomi popolari come quello di Sade, e di uno schiaffone alle speculazioni e alle ipocrisie a denominazione d'origine avrete la ricetta giusta di un film che mescola fantasia e documento, realtà e immaginazione, gonne a palloncino e disordini razziali, per confonderci piacevolmente le carte di identità." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 13 Settembre 1986)"Da un romanzo di Colin MacInnes, appassionato osservatore del mondo dei teen-agers, dei delinquenti, delle prostitute, dei poliziotti e degli immigrati neri della Londra Anni 50, Julien Temple. uno dei più famosi registi di videoclip (ne ha diretti oltre cinquanta) ha realizzato questo film che costituirà senz'altro la gioia per il numerosissimo pubblico di giovani e giovanissimi.Già autore, Io scorso anno, di 'Running out of luck' ('A corto di fortuna'), una satira sui film musicali e sui videoclip, con Mick Jagger in una divertente ed azzeccata parodia di se stesso, film presentato alla Mostra di Venezia nella sezione Venezia Giovani, Temple questa volta, nonostante il cast e le musiche, non centra in pieno il bersaglio. (?) A parte le musiche di David Bowie, Gil Evans. Sade, Patsy Kensit Style Council, il film di Temple non mostra di avere molte frecce al proprio arco risultando alla fine una sorta di collage di prestiti da altri film. Anche se la tecnica è impeccabile, i virtuosismi della macchina da presa di rilievo, i colori e le atmosfere degne di menzione. Un film. in sostanza, che ha tutte le carte in regola per soddisfare un certo tipo di pubblico. ma nulla di più. Il che, francamente, è un po' poco." ('Il Tempo', 14 Settembre 1986)"Pur senza condividere l'impietosa severità con cui il film è stato trattato dalla critica anglo-americana (forse anche in reazione all'eccessivo can-can pubblicitario che aveva preceduto la sua uscita sul mercato), anche a noi 'Absolute Beginners' ha dato l'impressione che invece di essere il cuore e il motore dell'azione come ha da essere in un musical, la musica e la danza finiscano per compensare il vuoto delle scene e il troppo pieno delle scenografie. Come spesso succede nei film di grandi ma non controllate ambizioni, il risultato finale è nettamente inferiore alla somma dei suoi addendi. Prolifico autore di videoclip, regista di numerosi film brevi musicali e di due lungometraggi ('The Great Rock'n'Roll Swindle' con i Sex Pistols e 'Running Out of Luck' con Mick Jagger), il giovane Julian Temple pratica con brillante disinvoltura l'esercizio di buttare la polvere negli occhi, frastornando lo spettatore a tal punto da non dargli tempo di gustare le belle musiche, arrangiate da Gil Evans. Eddie O'Connell e Patsy Kensit, i due protagonisti della storia d'amore, sono bravini, ma nulla più. Nel personaggio di un pubblicitario megalomane ('Non vendo cose: vendo sogni') il fascinoso David Bowie ha una presenza distratta e opaca: non brilla nemmeno come ballerino anche se, quando al timone non c'è un Busby Berkeley o un Minnelli, non è da tutti danzare con eleganza su una macchina da scrivere o su un disco di 45 giri gigantesco." (Morando Morandini, 'Il Giorno', 14 Settembre 1986)

CURIOSITÀ SU ABSOLUTE BEGINNERS:

- IL TEMA PRINCIPALE DEL FILM "ABSOLUTE BEGINNERS" E' COMPOSTO ED ESEGUITO DA DAVID BOWIE.

SOGGETTO:

Romanzo di Colin MacInnes


fonte "RdC - Cinematografo.it"
Lascia un Commento
Lascia un Commento