Un lupo mannaro americano a Parigi

Un lupo mannaro americano a Parigi

( An American Werewolf in Paris )
Voto del pubblico
Valutazione
3 di 5 su 24 voti
Genere: Horror
Anno: 1997
Paese: Francia, Gran Bretagna, Lussemburgo, USA
Durata: 97 min
Un lupo mannaro americano a Parigi è un film di genere horror del 1997, diretto da Anthony Waller, con Vince Vieluf e Julie Bowen. Durata 97 minuti. Distribuito da I.I.F. - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO.
Genere: Horror
Anno: 1997
Paese: Francia, Gran Bretagna, Lussemburgo, USA
Durata: 97 min
Distribuzione: I.I.F. - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO
Fotografia: Egon Werdin
Montaggio: Peter R. Adam
Produzione: RICHARD CLAUS

TRAMA UN LUPO MANNARO AMERICANO A PARIGI:

Appena diplomati alla Brentwood, tre americani ventenni Andy, Chris e Brad, decidono di fare un viaggio in Europa e arrivano a Parigi. Durante la loro prima sera, salgono sulla torre Eiffel e uno di loro decide di lanciarsi, legandosi ad una corda elastica. All'improvviso appare ai loro occhi una ragazza che sta per suicidarsi. Andy la salva, afferrandola nel vuoto ma poi batte la testa contro una trave d'acciaio. Risvegliatosi in ospedale, gli amici cercano di fargli coraggio, ma lui vuole a tutti i costi ritrovare la ragazza. L'unico indizio è un biglietto perso da lei durante il tentato suicidio.

CRITICA DI UN LUPO MANNARO AMERICANO A PARIGI:

"La prefazione è molto lunga, ma visivamente la parte finale dimostra una espressività e un senso claustrofobico dell'incubo che manca invece nel raccontino pseudo romantico. Dove però la kieslowskiana Julie Delpy ha modo di rivelarsi ancora e sempre un volto incantevole in cerca del personaggio. Lo sfortunato lupetto innamorato è Tom Everett Scott, tipologia under 25 americana, mentre tra i cattivi, ecco Pierre Cosso, il ragazzino del 'Tempo delle mele' un po' sovrappeso e convertito al Male: o è la pena del contrappasso?". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 17 gennaio 1998)"Con la sua opera d'esordio 'Gli occhi del testimone' ('95), Waller si era segnalato come un cineasta abile sul piano delle atmosfere e molto carente su quello narrativo. Ora non è che da un horror in chiave di umorismo demenziale ci si aspetti una grande plausibilità, però tutto dovrebbe concorrere a far ridere o a mettere paura. Mentre fra riti diabolici, trasformazioni licantropiste a vista, cimiteri al chiaro di luna piena, ispettori di polizia imbranati, 'Un lupo mannaro americano a Parigi' dopo una buona partenza non riesce a risultare né abbastanza divertente né abbastanza terrificante. E nel contesto pasticciato uno spunto tenero come la storia d'amore fra Tom Everett Scott e Julie Delpy rischia più che altro di apparire insensato". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 17 gennaio 1998)"Forse i fan più oltranzisti di quello londinese vedranno in 'Un lupo mannaro americano a Parigi' solo un apocrifo pedissequo. Ma non ascoltateli. A parte l'uso di effetti speciali più sofisticati (il che, dopo tanta effettistica, ci stupisce poco), se Waller ha 'ricalcato' Landis lo ha fatto assorbendone molto bene la lezione, ovvero quella commistione di riso e paura, allora inedita, che valse al prototipo lo statuto di cult-movie. Anche l'epigono alterna horror e comicità, farsa e ribrezzo con un sapiente dosaggio di ingredienti: senza che le componenti opposte si neutralizzino a vicenda ma, anzi, facendo si che ciascuna rafforzi e rilanci l'altra". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 25 gennaio 1998)

CURIOSITÀ SU UN LUPO MANNARO AMERICANO A PARIGI:

REVISIONE MINISTERO MARZO 1999 (SECONDA EDIZIONE)

SOGGETTO DI UN LUPO MANNARO AMERICANO A PARIGI:

ISPIRATO AI PERSONAGGI CREATI DA JOHN LANDIS

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