Sweet sixteen

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Sweet sixteen è un film di genere drammatico del 2002, diretto da Ken Loach, con Martin Compston e Michelle Abercromby. Uscita al cinema il 21 febbraio 2003. Durata 106 minuti. Distribuito da Bim Distribuzione.

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TRAMA SWEET SIXTEEN:

Jean, la mamma di Liam, è in carcere ma deve essere rilasciata per il giorno del sedicesimo compleanno di suo figlio. Liam spera di poter passare almeno quel giorno come un ragazzo qualsiasi. Sogna di avere una vita normale, la famiglia che non ha mai avuto, una casa che possa essere un rifugio sicuro per lui, sua madre e sua sorella. Ma per questo servono soldi e non è facile procurarsene per un ragazzo come lui. Liam cerca di darsi da fare, ma sorgono subito dei problemi. Forse è il caso di andarsene prima che sia troppo tardi.

CRITICA DI SWEET SIXTEEN:

"Osservando il soggetto con l'inflessibile sguardo politico di sempre, Loach non può che arrivare ad un epilogo di totale pessimismo. Ancora una volta, però, il suo talento lo preserva sia dal determinismo meccanico, sia dalla tentazione d'impartire una lezioncina sui disastri che la società provoca nelle vite degli umiliati e offesi. Ken riversa sugli sfortunati personaggi tutta la simpatia umana di cui è capace, facendone creature di carne e di sangue per le quali è assai facile provare solidarietà". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 22 maggio 2002) "Doppio ritorno per Ken Loach. Oltre che in patria, con 'Sweet Sixteen' l'eterno arrabbiato torna infatti alla famiglia, suo tema d'origine, dopo i ferrovieri di 'Paul, Mick e gli altri'. Ma i tempi sono così duri che il 15enne Liam, madre tossicomane, patrigno spacciatore, darebbe un braccio per avere un focolare. Anche se per fare qualche soldo inizia a spacciare a sua volta. Innescando una spirale di violenze che distruggerà per sempre i suoi sogni. Fra pusher e coltelli, un Edipo scozzese e tragicamente attuale". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 febbraio 2003)"Nessuna ambiguità in 'Sweet Sixteen'. L'inferno non siamo noi, sono gli altri. Il mondo, la società, le regole. (...) Un crescendo di prove sempre più violente, che Loach registra con desolata esattezza. Fino al suo esito fatale, che coincide con l'eliminazione di ogni residuo legame. Soli non si può, con gli altri nemmeno. Forse è questo l'inferno peggiore". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 22 maggio 2002) "Doppio ritorno per Ken Loach. Oltre che in patria, con 'Sweet Sixteen' l'eterno arrabbiato torna infatti alla famiglia, suo tema d'origine, dopo i ferrovieri di 'Paul, Mick e gli altri'. (...). Fra pusher e coltelli, un Edipo scozzese e tragicamente attuale". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 21 febbraio 2002)"Focalizzando la vicenda su Liam e sul suo piccolo mondo senza pietà, il regista evita agilmente le trappole del cinema a tesi e dedica agli sfortunati personaggi tutta la simpatia umana di cui è capace; ne fa creature di carne e di sangue, per le quali è istintivo provare solidarietà. A tutto ciò si aggiunga l'eccezionale interpretazione di Martin Compston, trovato in un liceo: una sintesi di durezza e tenerezza, risolutezza e fragilità, aggressività e trepidazione che fa di Liam un piccolo eroe di periferia, una sorta di angelo caduto proletario difficile da dimenticare". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 22 febbraio 2003) "I colpi di scena si succedono, gestiti dal regista Ken Loach con una sapienza all'altezza della sua fama. Vedi quella specie di esame che i gangsters fanno per scherzo all'inconsapevole protagonista orinandogli di accoltellare in concorrente. Nel copione di Paul Laverty, premiato a Cannes, è subito chiaro che tutto finirà male perché mamma Jean vuol solo tornare al suo uomo e alla droga". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 22 febbraio 2003)

CURIOSITÀ SU SWEET SIXTEEN:

- premio per la sceneggiatura a paul laverty al festival di cannes 2002. - revisione ministero: marzo - aprile 2003.

IL CAST DI SWEET SIXTEEN:


  • MONTAGGIO:
  • MUSICHE:
  • PRODUZIONE: Sixteen films Ltd, Alta films s.a., Bbc, Road Movies Filmproduktion, Scottish Screen, Tornasol films s.a.

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