Seminò la morte... Lo chiamavano il castigo di Dio

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Django, ex sceriffo federale, viene arrestato come presunto ladro di un forziere colmo di dollari, destinati alla costruzione della scuola e della chiesa di Silver City. In carcere conosce Spirito Santo, un messicano divenuto bandito per procurare soldi alla "revolucion". Evasi entrambi, grazie all'intervento del misterioso capo del suo compagno di cella, Django non tarda a scoprire che l'uomo è Scott Miller, un losco individuo cui egli dà la caccia da anni perché responsabile di un triplice omicidio (i suoi uomini gli uccisero, per rapinarli, un fratello e la sua famiglia). Mentre Django tenta invano di rintracciare il fuorilegge, Spirito Santo si impadronisce del forziere, che era stato Scott a rubare, ma deve a sua volta cederlo all'ex sceriffo, che lo restituisce alla popolazione di Silver City. Finalmente, Django ritrova Scott, finisce nelle sue mani, riacquista la libertà e in un'aspra contesa finale riesce - con l'aiuto di Spirito Santo, che ci rimette la vita - a uccidere il fuorilegge.

CRITICA:

"Sottoprodotto di imitazione, questo western è povero di idee e del tutto carente sul piano della tecnica e dello spettacolo. Figure e scene vi sono inserite obbedendo a una tradizione che, seppur superficiale, è sostanzialmente rispettosa di valori etici. Tuttavia (...) rimangono le asprezze della violenza propria del genere e lo stesso nomignolo di "Spirito Santo" attribuito a un personaggio con una motivazione quanto meno irriguardosa. (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 74, 1973).


fonte "RdC - Cinematografo.it"
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