Nel nome del padre

Nel nome del padre

Voto del pubblico
Valutazione
4.7 di 5 su 3 voti
Al cinema dal: 07 settembre 1972
Genere: Drammatico
Anno: 1971
Paese: Italia
Durata: 105 min
Data di uscita: 07 settembre 1972
Distribuzione: INC - DELTAVIDEO, VIDEO CLUB LUCE, GRUPPO EDITORIALE BRAMANTE
Nel nome del padre è un film di genere drammatico del 1971, diretto da Marco Bellocchio, con Yves Beneyton e Renato Scarpa. Uscita al cinema il 07 settembre 1972. Durata 105 minuti. Distribuito da INC - DELTAVIDEO, VIDEO CLUB LUCE, GRUPPO EDITORIALE BRAMANTE.
Data di uscita: 07 settembre 1972
Genere: Drammatico
Anno: 1971
Paese: Italia
Durata: 105 min
Formato: PANORAMICA EASTMANCOLOR
Distribuzione: INC - DELTAVIDEO, VIDEO CLUB LUCE, GRUPPO EDITORIALE BRAMANTE
Sceneggiatura: Marco Bellocchio
Montaggio: Franco Arcalli
Produzione: FRANCO CRISTALDI PER VIDES CINEMATOGRAFICA

TRAMA NEL NOME DEL PADRE

La fragorosa sequenza di un canto penitenziale e le immagini d'ambiente collocano la vicenda in un collegio di lusso, anno scolastico 1958-1959. Vi è rinchiuso Angelo Transeunti per aver restituito a suo padre calci e schiaffi e pesantissimi insulti. Il personaggio resta coerente in ogni circostanza: teorizzatore del superuomo, hitleriano in sedicesimo, strumentalizza i compagni, fa espellere il vile prefetto Diotaiuti, induce un compagno a uccidere la madre isterica e seccatrice; mentre un altro si suicida, mette a soqquadro il collegio; mascherato da cane si aggira per i locali portando a spalla il cadavere di un sacerdote, il professor Matematicus; esprime il suo disprezzo per gli inservienti, un'accozzaglia di rottami della società che subiscono in collegio l'estremo sfruttamento gabellato per carità cristiana e redenzione. D'accordo con le sue teorie circa il potere che ha bisogno della paura, riesce a realizzare uno spettacolo grottesco e blasfemo che disgusta gli insegnanti, terrorizza il gruppo dei piccoli collegiali e diverte gli altri. Sembra, e crede di essere, il dominatore, ma gli tengono testa il vicerettore, padre Corazza, sufficientemente illuminato da capire la fatiscenza dei vecchi metodi, e troppo debole per instaurarne di nuovi; Salvatore, il capo degli inservienti, che punta su rivendicazioni più modeste e concrete; in qualche modo anche il gruppo dei collegiali, nevrotici, ipocriti, viziosi, velleitari, già rassegnati a non contar mai nulla. Immagini e voci dei funerali di Pio XII si inseriscono più volte quale annotazione storica, e, si pretende, emblematica di un'epoca non seppellita, oscurantista e repressiva. Le ultime immagini mostrano Transeunti in fuga su una lussuosa automobile, ridotto a catechizzare Tino, il pazzo convinto di essere in comunicazione coi marziani.

CRITICA DI NEL NOME DEL PADRE

"E' vero che per la sua dimensione autobiografica, il film è strettamente legato ai precedenti ('I pugni in tasca' e 'La Cina è vicina'): c'è il tema dell'adolescenza e, sia pur di scorcio, quello della provincia emiliana; c'è l'aggressione contro l'educazione cattolica da Controriforma, la denuncia di un certo tipo di istituto familiare borghese, la crescita disagiata e deformata in un ambiente reazionario, e la rivolta; c'è la prospettiva rivoluzionaria d'una riscossa degli oppressi, e la critica, i dubbi sul ruolo della borghesia (se stesso?) Si potrebbe, al limite, parlare di trilogia, ma 'Nel nome del padre' che la chiude segna sugli altri due un progresso, o meglio, una maturazione che è politica ma anche espressiva." (Morando Morandini, "Tempo", 3 gennaio 1972)"Conscio che la materia del contendere offriva precario fondamento alla sua furibonda invettiva, Bellocchio s'è illuso di sopperirvi abbandonandosi all'amplificazione, alla deformazione grottesca e terrificante, all'invenzione di un collegio assurdo e inesistente, tra quelli almeno di segno cattolico. Ha fatto di peggio, se possibile, generalizzando e radicalizzando come se tuttti i collegi cattolici fossero di quello stampo e tutti, appunto, perché cattolici. (...) Dal crudo realismo del primo film, il regista è passato ad un espresionismo allegorico-simbolico facilmente riferibile a precedenti pittorico-architettonici, teatrali e cinematografici. Rimane la rabbia di un autore che non ha raggiunto, o ha perduto, il dominio del materiale utilizzato e non nasconde un raggelante disprezzo per coloro stessi che presenta quali vittime delle situazioni denunziate." ("Segnalazioni cinematografiche", vol. 74, 1973)

CURIOSITÀ SU NEL NOME DEL PADRE

- DATA DI USCITA: 7 SETTEMBRE 1972

INTERPRETI E PERSONAGGI DI NEL NOME DEL PADRE

Attore Ruolo
Yves Beneyton
Angelo Transeunti
Renato Scarpa
Padre Corazza
Laura Betti
Madre di Franco
Aldo Sassi
Franco
Lou Castel
Salvatore
Piero Vida
Bestias
Marco Romizi
Camma
Gérard Boucaron
Bocciofili
Edoardo Torricella
Padre Matematicus
Livio Galassi
Marsilio
Christian Aligny
Rettore
Rossano Jalenti
Beato
Ghigo Alberani
Diotaiuti
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