La timida

La timida

( La discrète )
Voto del pubblico
Valutazione
5 di 5 su 1 voti
Genere: Commedia
Anno: 1991
Paese: Francia
Durata: 96 min
La timida è un film di genere commedia del 1991, diretto da Christian Vincent, con Fabrice Luchini e Judith Henry. Durata 96 minuti. Distribuito da COLUMBIA TRI STAR FILM ITALIA - EMPIRE VIDEO, COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO.
Genere: Commedia
Anno: 1991
Paese: Francia
Durata: 96 min
Formato: PANORAMICA A COLORI
Distribuzione: COLUMBIA TRI STAR FILM ITALIA - EMPIRE VIDEO, COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO
Fotografia: Romain Winding
Montaggio: Francois Ceppi
Musiche: Jay Gottlieb
Produzione: LES PRODUCTIONS LAZENNEC, SARA FILMS, FR3 FILM PRODUCTION

TRAMA LA TIMIDA:

Il giovane scrittore Antoine, improvvisamente abbandonato dall'amante Solange, vuol vendicarsi delle donne, e accetta perciò la proposta dell'amico editore Jean, che lo invita a scrivere un diario intimo, nel quale descriverà la conquista di una ragazza qualunque (ma al di sotto dei venticinque anni), che poi lascerà subito. Poi Jean prepara l'annuncio da pubblicare sul giornale per scritturare una studentessa dattilografa. La ragazza che viene assunta, Catherine, sembra sul principio piuttosto bruttina ad Antoine, che però viene convinto dall'editore a proseguire nel suo perfido gioco, e comincia a scrivere un romanzo, che intitola "La timida", riferendosi ad un neo sul viso, usato dalle dame del '700. Antoine impiega subito con abilità la sua strategia di conquistatore per interessare la ragazza, e Catherine gli narra presto di aver avuto in Inghilterra (dove si è recata con una borsa di studio) una relazione amorosa con un uomo sposato, che ha subito lasciato, quando ha saputo che egli voleva abbandonare la moglie per lei. Ora Catherine e Antoine si vedono spesso, e un giorno, dopo aver incontrato Solange, egli parla alla ragazza della relazione, che ha avuto con lei, e della delusione finale. Ormai Antoine e Catherine si amano, anche se non se lo sono dichiarato; lui la conduce in ristoranti eleganti e al cinema, finché passano una notte d'amore in casa di lei. Quando la ragazza si addormenta, il giovane fa per andarsene, ma, trovando il portone del palazzo chiuso a chiave, deve tornare da Catherine, che lo accoglie teneramente, poi gli confida una scabrosa esperienza avuta a Londra, quando una sera aveva seguito un'amica nel locale in cui faceva l'entreneuse, assistendo così ai laidi rapporti delle altre ragazze con uomini sconosciuti, ma limitandosi a parlare con un distinto signore, dal quale non ha voluto essere baciata. Al mattino Antoine trova sul cuscino un biglietto affettuoso di Catherine, che gli dà appuntamento. Ma Jean, comprendendo che i due sono all'inizio di un felice rapporto amoroso, consegna a Catherine il manoscritto di Antoine, e la ragazza, che soffre molto scoprendo il gioco perverso di cui è stata vittima, scrive al giovane una lettera d'addio. Intanto Antoine capisce quanto è stato importante il suo legame con Catherine, e riflette sull'incompiutezza della conoscenza che si può avere degli altri.

CRITICA DI LA TIMIDA:

"La timida, possiede una intelaiatura narrativa molto simile ai film di Rohmer geometricamente costruiti, pensati a lungo meticolosamente; prima sulla pagina, per essere poi tradotti con semplicità sullo schermo. Quello che stupisce nel film di Vincent è la sorprendente freschezza nell'osservare e descrivere i suoi personaggi." (Claudio Siniscalchi, Rivista del Cinematografo)"La timida non è forse molto originale. Ma nel protagonista fragile, retorico, altezzoso, benissimo interpretato da Fabrice Luchini, si adombra magari una venatura autobiografica che dà a questo film intelligente e manierista una personale, bizzosa e non effimera qualità." (Alessandra Levantesi, La Stampa)"Seducente, ironica, deliziosa l'opera prima del trentacinquenne parigino Christian Vincent." (Leonardo Autera, Il Corriere della Sera)"La timida è un bel film di immagini affascinanti sorrette da parole sofisticate e insieme chiare: di situazioni inventate con l'artificio e coincidenti magicamente con la vita. (Mirella Poggialini, L'Avvenire) Il film è una ulteriore conferma della vocazione francese all'analisi dei sentimenti. Una coppia di bravi attori domina il campo: Fabrice Luchini e Judith Henry." (Giovanni Grazzini, Il Messaggero)"La sceneggiatura è il vero asso portante del film. Judith Henry è una splendida Catherine, semplice e limpida." (Alfio Cantelli, Il Giornale)

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