Fotoromanzo

Fotoromanzo

( Fotoromanzo )
Voto del pubblico
Valutazione
4.5 di 5 su 17 voti
Genere: Commedia
Anno: 1986
Paese: Italia
Durata: 95 min
Distribuzione: TITANUS - AVO FILM
Fotoromanzo è un film di genere commedia del 1986, diretto da Mariano Laurenti, con Nino D'Angelo e Maria Chiara Sasso. Durata 95 minuti. Distribuito da TITANUS - AVO FILM.
Genere: Commedia
Anno: 1986
Paese: Italia
Durata: 95 min
Formato: PANORAMICA A COLORI
Distribuzione: TITANUS - AVO FILM
Fotografia: Federico Zanni
Montaggio: Carlo Broglio
Produzione: GLORIA CINEMATOGRAFICA

TRAMA FOTOROMANZO:

Nino, figlio della portiera di uno stabile napoletano, dedito alle pulizie e a qualche lavoretto di riparazione negli appartamenti, scrive anche testi per canzoni. Innamoratosi della figlia di un carabiniere, la segue a Milano, dove si è trasferita con la famiglia in seguito della promozione del padre a maggiore dell'Arma. Nella grande città il ragazzo squattrinato è presto a corto di mezzi di sussistenza è costretto a chiedere aiuto finanziario a una ragazza che stravede per lui, mentre il maggiore dei carabinieri gli procura un modesto lavoro presso un'officina meccanica. Sorpresolo con la figlia in effusioni di cui esagera la portata, lo scaccia di casa. La ragazza si reca a trovarlo nell'officina e lo sorprende a sua volta abbracciato dall'intraprendente rivale. Nell'uscire infuriata dall'officina ha un incidente d'auto e viene ricoverata all'ospedale bisognosa di una trasfusione. Immancabilmente il donatore è Nino, il "bravo ragazzo" che la salva, riottenendo la stima del carabiniere e l'inatteso successo del suo ultimo testo per canzone.

CRITICA DI FOTOROMANZO:

"Illeggiadrito da sei canzoni patetiche di Nino D'Angelo, l'inerme semplicismo del film ha il suo antidoto nella battuta cruciale: 'Ehi, ragazzi, ma da quale fotoromanzo uscite?'. Messe così le cose, tutto è scusato. Anche la disinvoltura con cui il regista Mariano Laurenti, dopo aver fatto contenti i cultori delle pratiche basse (suo è il memorabile 'Quel gran pezzo dell'Ubalda'), si adegua al nuovo corso del cinema per famiglie con pizzichi d'autoironia e tenta di far recitare Nino D'Angelo, Cinzia De Ponti e compagnia bella accanto a caratteristi quali Nuccia Fumo (nel ruolo d'una baronessa napoletana dedita all'occultismo), ciccioni ghiotti di supplì, e vecchi beoni dal cuor d'oro. Vero è che l'ex scugnizzo ha già venduto sette milioni di dischi. E ciò sembra dover tappare la bocca a ogni critica..." (Giovanni Grazzini, 'Il Corriere della Sera', 1 Marzo 1986)"'Fotoromanzo' non è più che un veicolo per la faccia e la voce di D'Angelo, e Laurenti, piccolo maestro della commedia scollacciata all'italiana ormai convertito alla redditizia sceneggiata teenager, si dispone ad assecondare pazientemente la ragione produttiva del film. Sin dall'inizio un personaggio domanda ai nostri eroi: 'Ma da che fotoromanzo uscite?', e lo spettatore è dunque avvertito che la prosecuzione della storia è a suo rischio e pericolo. Di qualche ingegno, e di sottili risvolti erotico-vampireschi a rovescio, la trovata che fa riabbracciare i due innamorati: Nino dona il suo plasma alla bella Anna, in pericolo di vita per un grave incidente sull'autostrada. Sangue del suo sangue è il caso di dirlo." (Gabriele Porro, 'Il Giorno', 8 Marzo 1986)"Nino canoro biondino partenopeo, interprete e paroliere delle proprie canzoni, emigra al Nord al seguito di Anna, l'amata fanciulla conosciuta a Napoli dove lei, studentessa di conservatorio, compone le musiche da applicare ai versi che il biondino sospira. Figlia unica d'un settentrionale capitano dei carabinieri, poi promosso maggiore e dalla città vesuviana trasferito a Milano, Anna non tronca nella nuova residenza il tenero rapporto musical-sentimentale con Nino che, nella capitale della Lombardia e delle canzonette, riesce, con una delle sue, addirittura a trionfare, in un concorso. Virtuoso ragazzo come da copione, Nino non tradisce Anna, benché una minivamp locale lo tenti e alcuni equivoci ritardino il lieto fine mettendolo in cattiva luce nei confronti dell'amata e dei genitori di lei. Sebbene protratto, l'happy end arriva dopo che Anna, vittima d'un grave incidente d'auto, salvata dalla trasfusione di sangue offerta da Nino. 'Fotoromanzo' nel titolo e nelle codificate situazioni, il film dà modo al protagonista di far ascoltare sei canzoni." ('La Stampa', 7 Marzo 1986)

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