D.A.R.Y.L.

D.A.R.Y.L.

Voto del pubblico
Valutazione
3.8 di 5 su 5 voti
Regista: Simon Wincer
Genere: Fantasy
Anno: 1985
Paese: USA
Durata: 96 min
Distribuzione: CEIAD
D.A.R.Y.L. è un film di genere fantasy del 1985, diretto da Simon Wincer, con Mary Beth Hurt e Michael McKean. Durata 96 minuti. Distribuito da CEIAD.
Genere: Fantasy
Anno: 1985
Paese: USA
Durata: 96 min
Formato: SCOPE A COLORI
Distribuzione: CEIAD
Fotografia: Frank Watts
Montaggio: Adrian Carr
Produzione: JOHN HEYMAN

TRAMA D.A.R.Y.L.:

Un'auto risale a folle velocità l'erta strada di una foresta. A una curva, il guidatore ne fa discendere Daryl, un ragazzino, poi continua la corsa e incontra la morte in un burrone. Il dodicenne Daryl, affidato ad una giovane coppia senza figli, si rivela ben presto un essere particolare: nulla ricorda dei genitori e del suo passato, ma dà risultati eccezionali sia nello studio, che nel "baseball" e, soprattutto, per la rapidità di acquisire nozioni e di calcolo anche complesso. Suo grande amico diventa il piccolo Turtle, detto Sisma. I genitori adottivi lo adorano e sono ricambiati nel loro affetto. Ma un giorno una assistente sociale preannuncia l'arrivo nella cittadina dei veri genitori di Daryl, che sono stati finalmente rintracciati e che si portano via il ragazzo. Si tratta, però, non dei veri parenti, ma di due scienziati - il dottor Jeffrey Stewart e la dottoressa Ellen Lamb - i quali, dopo che il ragazzo era stato concepito in provetta, ne hanno praticamente robotizzato il cervello in un attrezzatissimo laboratorio. Daryl, dunque, malgrado le sembianze umane, non è che un sofisticatissimo congegno, un complesso prodigioso di dati e di fulminee risposte su impulsi programmati, che per i due studiosi è classificata come "Dati Adolescente Robotico Yutrio Lasarizzato". La cosa però interessa enormemente all'Esercito degli Stati Uniti: un gruppo di ufficiali si ripromette per i propri scopi la totale e specialissima utilizzazione di Daryl a fini militari. Ad un certo momento, tuttavia, accortosi che il soggetto, o oggetto quale è considerato, sfugge per talune sue reazioni del tutto umane ad una piena disponibilità ed al controllo, un generale irrompe nel laboratorio di Stewart ed impone la distruzione di Daryl. Come già aveva fatto, all'inizio della vicenda, l'altro scienziato - Mulligan - che aveva lasciato Daryl in un bosco allo scopo di salvarlo, anche il dottor Stewart vuole salvare il ragazzo e lo fa, fuggendo con lui in una spericolata corsa notturna in auto. Inseguiti dai soldati e presa poi dal sorprendente Daryl la guida della macchina, Stewart viene ucciso ad un posto di blocco, ma Daryl riesce ad arrivare ad un campo di aviazione e ad impadronirsi di un piccolo, quanto specialissimo aereo a reazione con il massimo sgomento dei comandi militari. Da costoro viene allora deciso di far esplodere l'aereo in aria ma, giusto pochi secondi prima, Daryl si è catapultato fuori, non senza aver comunicato al caro amico Sisma, svegliato all'alba nella sua quieta casetta, che lo vada a prendere sulle rive di un laghetto vicino. E qui Sisma, accompagnato dalla sorella, lo trova: l'amico, piombato con il paracadute nel bel mezzo dell'acqua, sembra morto affogato, ma non è che apparenza. " tornato a casa, a rendere felici con la sua presenza i suoi genitori di adozione, il buon Sisma e tutti coloro che hanno circondato di affetto quello strano "robot", che la cieca volontà altrui aveva destinato ad esperimenti e ad imprese ben gravi.

CRITICA DI D.A.R.Y.L.:

"Pur facendo la tara alle macroscopiche inverosimiglianze di fondo (considerate tali, s'intende, all'interno della logica del genere fantascientifico), 'D.A.R.Y.L.' è un film di abile confezione che s'iscrive, rispettando le regole, in quel megagenere della fiaba ('Incontri ravvicinati del terzo tipo', 'E.T.', 'War Games' ecc.) che contraddistingue l'ultimo cinema hollywoodiano. Tutti gli stereotipi sono presenti: la commozione strappalacrime, lo spettacolo, l'esaltazione della tecnica e della scienza, la critica del militarismo ottuso, uno spolvero di umanesimo, l'elogio del baseball, l'idoleggiamento dell'età infantile." (Morando Morandini, 'Il Giorno', 17 Giugno 1986)"Una graziosa favola cibernetica, narrata con toni fra commedia e storia un po' drammatica, ma comunque sempre bonari ed ottimisti. La regia di Simon Wincer (un australiano che è considerato fra i migliori esponenti del cinema di Melbourne: i suoi film sono inediti in Italia) è agile e pulita e tale si rivela l'interpretazione di Barret Oliver, il bambino-robot (già apparso in 'La storia infinita'), Mary Berth Hurt, Michael McKean ed altri." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 19 Maggio 1986)"Ho il vago sospetto che, se in questi anni non fossi stato sommerso di fantafilm con protagonista adolescente o addirittura impubere ('E.T.', 'Wargames', 'Explorers', e via fantasticando) prenderei probabilmente 'Daryl' per un grosso film. Ma sommerso sono stato, e così la maggior parte dei probabili fruitori del film. E quindi 'Daryl' risulta cavallo di ritorno. Gradevole certo, e tutt'altro che privo di qualche invenzioncina degna di nota. Ma, insomma, prodottino di maniera e come tale, inevitabilmente, anche se solo occasionalmente, stucchevole. Daryl sta per Data Analyzing Robot Youth Lifeform. In altre parole un automa. A forma di uomo, anzi di ometto. Un simpatico ragazzino, dotato di fantascientifica intelligenza, ma anche dei sentimenti delle sensazioni di un qualsiasi ginnasiale (unica differenza a questo punto, i transistor al posto delle budella)." (Giorgio Carbone, 'La Notte', 13 Giugno 1986)

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