Cose di questo mondo

Cose di questo mondo

( In This World )
Voto del pubblico
Valutazione
3.8 di 5 su 19 voti
Al cinema dal: 04 aprile 2003
Anno: 2002
Paese: Gran Bretagna
Durata: 90 min
Data di uscita: 04 aprile 2003
Distribuzione: MIKADO
Cose di questo mondo è un film di genere documentario, drammatico del 2002, diretto da Michael Winterbottom, con Jamal Udin Torabi e Enayatullah. Uscita al cinema il 04 aprile 2003. Durata 90 minuti. Distribuito da MIKADO.
Data di uscita: 04 aprile 2003
Genere: Documentario, Drammatico
Anno: 2002
Paese: Gran Bretagna
Durata: 90 min
Distribuzione: MIKADO
Sceneggiatura: Tony Grisoni
Fotografia: Marcel Zyskind
Montaggio: Peter Christelis
Produzione: BBC, FILM COUNCIL, REVOLUTION FILMS, THE FILM CONSORTIUM, THE WORKS

TRAMA COSE DI QUESTO MONDO

Domiciliati in un campo profughi pakistano a Peshawar, dopo la fine del conflitto in Afghanistan due cugini, con l'aiuto dei parenti, decidono di partire alla ricerca di un futuro migliore. Attraverso Iran, Turchia e Italia i due viaggiano a ritroso lungo quella che un tempo veniva definita 'la via della seta' nascosti nella ribalta di un tir o all'interno di un container, fra minacce e condizioni di vita impossibili. Alla fine riusciranno comunque a raggiungere la destinazione finale del loro viaggio: Londra, in Inghilterra.

CRITICA DI COSE DI QUESTO MONDO

"Girato con un linguaggio semidocumentario, interpretato da attori di assoluta verità, il film supera di gran lunga l'impegno politico mostrato dal regista (la sua casa di produzione si chiama 'Revolution Films') in 'Welcome to Sarajevo'; non fa prediche, ma emana un'indignazione autentica per la sorte dei dannati della terra". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 8 febbraio 2002)"Nel ricordarci che solo dall'Afghanistan un milione di rifugiati all'anno cerca scampo in Occidente, Winterbottom racconta l'odissea di un paio di clandestini pedinandoli in una penosa trasferta di sei mesi dal campo profughi pakistano all'Iran, dalla Turchia a Trieste, da Parigi a Londra. Sempre nascondendosi, angariati e intombati fra le merci di un camion a rischio di asfissia. Eppure, i due eroi involontari si sforzano di vivere una vita normale, telefonando a casa, raccontano barzellette fanno a palle di neve. Orso d'Oro a Berlino, conservando la freschezza della cosa vista il film è molto più di un documentario". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 5 aprile 2003)"Quasi un documentario, più che un documentario. Dopo 'Viaggio a Kandahar' dell'iraniano Makhmalbaf, ecco 'Cose di questo mondo' dell'inglese Michael Winterbottom, Orso d'oro a Berlino. (...) Il viaggio è costellato di incontri e imprevisti che strada facendo hanno dato forma al film. Nascosti in un Tir fra le capre, o appesi sotto al pianale; fermati dalla polizia e costretti a tornare indietro; chiusi con altri disperati nel container che li sbarca a Trieste (non tutti in vita), i non-attori Jamal e Enayatullah diventano i nostri occhi, le nostre guide nel mondo invisibile dei clandestini. Pedinati da una camera digitale che fra bar e frontiere intercetta fugacemente, con la sapienza che solo il Caso regala, anche clip sexy o siti gay, avamposti inconsapevoli del mondo in cui sono diretti. E' la globalizzazione, bellezza". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 4 aprile 2003)"Eclettico per definizione - il che non significa privo di sincerità - e discontinuo nei risultati, Michael Winterbottom aveva già tentato qualcosa del genere con 'Benvenuti a Sarajevo': però lì era caduto nella trappola della retorica e dei buoni sentimenti a comando. Nulla del genere questa volta. Nel narrare l'odissea dei due giovani clandestini afgani, il regista adotta un linguaggio semidocumentaristico, tiene sotto controllo lo zelo militante e rinuncia a ogni tentazione predicatoria, lasciando parlare immagini di sobria e perentoria eloquenza, riprese con telecamera digitale nei luoghi reali dell'azione". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 5 aprile 2003)"Bello e onesto, il film condensa le esperienze vissute dalla massa di persone coraggiose e disperate che viaggiano coatte per il mondo sfuggendo alla fame, e che spesso arrivano troppo presto alla morte. Il regista ha inteso sottolineare l'ingiustizia della differenza che si fa tra rispettati profughi politici e disprezzati fuggitivi della miseria". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 11 aprile 2003)"Ci sono volte in cui il cinema sembra ritrovare un senso vero e profondo, recuperando quella necessità espressiva che da tempo latita. Cinema non più solo come illustrazione o rappresentazione ma come disvelamento, come capacità di lettura e interpretazione della realtà. Cinema dove la regia 'mette in scena', fa vedere davvero, aiutando in questo modo lo spettatore ad aprire gli occhi sul mondo che gli sta intorno. E' il caso dell'ultimo film di Michael Winterbottom, regista per altri versi discontinuo e non sempre convincente, che invece qui trova il giusto equilibrio tra elaborazione e analisi della realtà". (Paolo Mereghetti, 'Io Donna', 19 aprile 2003)

CURIOSITÀ SU COSE DI QUESTO MONDO

- ORSO D'ORO AL FESTIVAL DI BERLINO 2003.

INTERPRETI E PERSONAGGI DI COSE DI QUESTO MONDO

Attore Ruolo
Jamal Udin Torabi
Jamal
Enayatullah
Enayat
Imran Paracha
Agente Di Viaggi
Hiddayatullah
Fratello Di Enayat
Jamau
Padre Di Enayat
Wakeel Khan
Zio Di Enayat
Abdul Ahmad
Sposo
Allah Bauhsh
Farid
Mirwais Torabi
Fratello Maggiore Di Jamal
Amanullah Torabi
Fratello Minore Di Jamal
Hossain Baghaeian
Nehrooz
Nabi Elouhabi
Yusif
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