Confessione di un commissario di polizia al Procuratore della Repubblica

Confessione di un commissario di polizia al Procuratore della Repubblica

( Confessione di un commissario di polizia al Procuratore della Repubblica )
Voto del pubblico
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5 di 5 su 1 voti
Genere: Drammatico
Anno: 1970
Paese: Italia
Durata: 106 min
Distribuzione: EURO INTERNATIONAL FILMS - DOMOVIDEO
Confessione di un commissario di polizia al Procuratore della Repubblica è un film di genere drammatico del 1970, diretto da Damiano Damiani, con Franco Nero e Martin Balsam. Durata 106 minuti. Distribuito da EURO INTERNATIONAL FILMS - DOMOVIDEO.
Genere: Drammatico
Anno: 1970
Paese: Italia
Durata: 106 min
Formato: TECHNISCOPE, TECHNICOLOR, 35 MM.
Distribuzione: EURO INTERNATIONAL FILMS - DOMOVIDEO
Fotografia: Claudio Ragona
Musiche: Riz Ortolani
Produzione: EURO INTERNATIONAL FILMS; EXPLORER FILM '58

TRAMA CONFESSIONE DI UN COMMISSARIO DI POLIZIA AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA:

Il commissario di polizia Giacomo Bonavia e il sostituto procuratore della repubblica Traini sono impegnati, a Palermo, nella lotta contro la mafia e la criminalità. Mentre il primo, esasperato da dieci anni di insuccessi, si è ormai convinto dell'impossibilità di combattere la delinquenza organizzata siciliana secondo la prassi normale, il secondo, giovane e idealista, vede nella legge uno strumento inflessibile e non suscettibile di adattamenti a particolari situazioni. Deciso a punire a tutti i costi un potente capomafia, Ferdinando Lomunno, (che avvalendosi dell'amicizia di influenti personaggi politici è sempre riuscito a sottrarsi alla giusta condanna), Bonavia, dopo aver tentato inutilmente di farlo incriminare, provvede egli stesso ad eliminarlo. Tradotto in carcere, l'ex commissario è misteriosamente accoltellato a morte, mentre una preziosa testimone, Serena, che avrebbe potuto fornire elementi determinanti ai fini dell'inchiesta sulla mafia, viene soppressa. E' a questo punto che il sostituto procuratore Traini, il quale si era sempre opposto ai metodi poco ortodossi attuati da Bonavia, si rende conto di essere praticamente solo e di disporre di mezzi inadeguati per colpire un'organizzazione criminale ai cui vertici sono personalità potenti e insospettabili, probabilmente alcuni dei suoi stessi superiori.

CRITICA DI CONFESSIONE DI UN COMMISSARIO DI POLIZIA AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA:

Damiani aveva già esplorato il campo poliziesco giudiziario meridionalistico nel "Il giorno della civetta", e raggiunge qui un risultato di buon livello grazie a una solida sceneggiatura a due protagonisti ben assortiti. Un film senza sfumature, ma chiaro e coraggioso. (Francesco Mininni, Magazine italiano tv). Accuratamente disegnato tanto nei personaggi principali quanto in quelli di contorno, il film si avvale di un linguaggio asciutto ed essenziale, di un ritmo costantemente teso di un accorto dosaggio dei colpi di scena. (Segnalazioni Cinematografiche).

CURIOSITÀ SU CONFESSIONE DI UN COMMISSARIO DI POLIZIA AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA:

- PREMI: FESTIVAL DI MOSCA 1971 GRAN PREMIO.

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