Cento giorni a Palermo

Cento giorni a Palermo

( Cento giorni a Palermo )
Voto del pubblico
Valutazione
2.3 di 5 su 11 voti
Genere: Drammatico
Anno: 1984
Paese: Francia, Italia
Durata: 107 min
Distribuzione: Titanus
Cento giorni a Palermo è un film di genere drammatico del 1984, diretto da Giuseppe Ferrara, con Lino Ventura e Giuliana De Sio. Durata 107 minuti. Distribuito da Titanus.
Genere: Drammatico
Anno: 1984
Paese: Francia, Italia
Durata: 107 min
Distribuzione: Titanus
Fotografia: Silvio Fraschetti
Montaggio: Mario Gargiulo
Produzione: C.L.C.T. (Palermo), Tv Cine 2000 (Roma), Ombre & Lumiere, La Cecilia (Parigi)

TRAMA CENTO GIORNI A PALERMO

Cento giorni a Palermo, film diretto da Giuseppe Ferrara, racconta gli avvenimenti accaduti nella città siciliana nel periodo in cui il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa (Lino Ventura) fu nominato suo prefetto. Dopo gli innumerevoli assassini di stampo mafioso ai danni delle più importanti cariche statali impegnate contro la criminalità organizzata - tra cui l’omicidio del sindacalista Pio La Torre (Lino Troisi) - fa il suo arrivo a Palermo il nuovo prefetto, il generale dei Carabinieri Dalla Chiesa.
Attivo nella Seconda guerra mondiale, membro della Resistenza e protagonista nella guerra al banditismo e al terrorismo degli anni di piombo, Dalla Chiesa sembra la persona più adatta a ricoprire il ruolo di prefetto per combattere Cosa Nostra in Sicilia. Tuttavia, dopo il suo insediamento, il generale si rende conto ben presto di trovarsi davanti a una situazione estremamente difficile da gestire, in cui neanche lo Stato sembra avere intenzione di aiutarlo.
Gli omicidi di natura mafiosa continuano ad aumentare, come anche le minacce di morte nei suoi confronti. Ma Dalla Chiesa, con l’aiuto di pochi fidati - tra cui il Capitano Fontana (Stefano Satta Flores) e la moglie Emanuela Setti Carraro (Giuliana De Sio) - continua la sua lotta contro la criminalità, finché non cade egli stesso vittima di un attentato.

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CRITICA DI CENTO GIORNI A PALERMO

"Nel film vi sono molti dati esterni, ma manca un'anima. Il regista non va al di là della superficie esterna, non scava nella psicologia dei personaggi, non ricostruisce dall'interno l'ambiente sociale, non crea un'atmosfera adeguata al mistero che avvolge le cosche mafiose. Un ostacolo può essere l'eccessiva vicinanza degli eventi e quindi l'impossibilità del necessario distacco per un passaggio decisivo dell'opera da un tono documentaristico a un tono filmico. In conclusione siamo di fronte al materiale di un film, ma difetta la regia, manca la trasfigurazione del materiale, manca il linguaggio filmico. Dei due personaggi principali, l'unico che si salva è Lino Ventura, per quella sua maschera rude che pur trapela profondi sentimenti umani, mentre Giuliana De Sio è troppo slavata, inconsistente, oleografica. I dati del film sono oggettivi, l'accusa al governo è fondata e fondata è anche la speranza." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 96, 1984)"[...] II film è interessante, agile e nobilitato da una vigorosa polemica civile (eloquenti i frequenti discorsi del neo-prefetto in pubblico, specie ai giovani, la palpabile diffidenza dell'"establishment" locale, le immagini dell'aula di Montecitorio svuotata dalle vacanze, dopo che il governo è vergognosamente caduto su un progetto di legge che toccava le potenti baronie esattoriali). Accanto all'ottimo Ventura sono da lodare Giuliana De Sio (la moglie) e i citati Foà e Satta Flores. E il fotografo Silvio Fraschetti che ha recuperato efficaci spezzoni dal vero. Il Dalla Chiesa di Ventura è credibile, umano duro e rammaricato come si conviene a un galantuomo della sua razza, messo a confronto con una realtà degradata, con un paese che anela alla giustizia, e alla pulizia, ma continua a subire l'onta di una violenza ramificata e quasi invincibile." (M.G., 'Il Resto del Carlino', 22 marzo 1984)

CURIOSITÀ SU CENTO GIORNI A PALERMO

La pellicola si basa sui fatti avvenuti a Palermo nel 1982, quando il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa fu nominato prefetto del capoluogo siciliano per contrastare la mafia. Il 3 settembre dello stesso anno il carabiniere fu brutalmente ucciso a colpi di mitragliatrice nella cosiddetta strage di Via Carini, in cui trovarono la morte anche la moglie Emanuela Setti Carraro e il poliziotto Domenico Russo.

Si tratta dell'ultimo film interpretato dall’attore romano Stefano Satta Flores, morto l’anno seguente a causa di una grave forma di cancro.

INTERPRETI E PERSONAGGI DI CENTO GIORNI A PALERMO

Attore Ruolo
Lino Ventura
Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa
Giuliana De Sio
Emanuela Setti Carraro
Arnoldo Foà
Rognoni, ministro dell'Interno
Stefano Satta Flores
Capitano Fontana
Adalberto Maria Merli
Mandante
Lino Troisi
Pio La Torre
Andrea Aureli
Mafioso

PREMI E RICONOSCIMENTI PER CENTO GIORNI A PALERMO

David di Donatello - 1984

Ecco tutti i premi e nomination David di Donatello 1984

  • Candidatura migliore attore non protagonista a Stefano Satta Flores

Nastri d'Argento - 1984

Ecco tutti i premi e nomination Nastri d'Argento 1984

  • Candidatura migliore attrice protagonista a Giuliana de Sio
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