Casa mia casa mia...

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La direzione di una grande gioielleria trasferisce da Milano a Roma Mano Bartoloni, un suo dipendente, per poter corrispondere alle esigenze dei turisti giapponesi di passaggio in Via Condotti. A Roma Bartoloni va ad occupare l' alloggio del collega Marini, offrendogli in cambio quello di Milano. Ma (a parte che ad un grilli sull'autostrada del sole qualcuno gli ha rubato la macchina), Bartoloni si accorge subito di essere stato bidonato: il fatiscente edificio di proprietà di una nobildonna romana è tutto sotto sfratto e Marini è in debito da anni. Urge dunque per Mario trovare una sistemazione (il che si rivela impossibile) e darsi da fare. Chiedendo soldi in anticipo sullo stipendio e dopo aver cercato invano un posto per dormire Bartoloni si improvvisa procacciatore di alloggi, attaccando falsi cartelli e incassando soldi veri, spacciandosi come mediatore o travestendosi da portiere, per locazioni assolutamente fasulle e truffaldine. La sua abilità è tale che, a furia di chiacchiere e di intrallazzi, finisce con il comprare per quattrocento milioni l'appartamento già subaffittatogli da Marini ed ora restaurato dalla contessa Salviati, lasciando questa stupefatta per la sua abilità e felice la giovane Marina, una commessa del negozio, che presto sarà sua moglie. E subito dopo farà una permuta con la stessa Salviati, la quale assicurerà alla coppia un altro, modernissimo appartamento in una zona residenziale da lei già programmata. Ma a questo punto Bartoloni si ribella: poiché per realizzare il nuovo quartiere su di una collina romana diecine di famiglie devono essere sfrattate, lui monta su di un buldozer e spazza via il palco delle autorità presenti alla posa della prima pietra. Poi se ne torna a Milano, con Marina a matrimonio concluso, per estromettere dall'alloggio quel Marini che è stato la causa delle sue tribolazioni.

Curiosità:

"Commedia sì, brillante un pò meno. L'efficacia di Pozzetto è direttamente proporzionale alla validità del soggetto, e in questo caso l'argomento è fin troppo sfruttato per offrire un margine di sorpresa." (Francesco Mininni, 'Magazine Italiano tv') "Neri Parenti si è praticamente liberato del film, lasciando alle spalle di Pozzetto che, pur sempre più bravo, ha saputo limare la sua gamma di possibilità interpretative. Athina Cenci è una presenza che si nota." (Laura e Morando Morandini, 'Telesette')


fonte "RdC - Cinematografo.it"
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