Caro Gorbaciov

Caro Gorbaciov

Voto del pubblico
Regista: Carlo Lizzani
Genere: Drammatico
Anno: 1988
Paese: Italia
Durata: 81 min
Distribuzione: UIP
Caro Gorbaciov è un film di genere drammatico del 1988, diretto da Carlo Lizzani, con Harvey Keitel e Flaminia Lizzani. Durata 81 minuti. Distribuito da UIP.
Genere: Drammatico
Anno: 1988
Paese: Italia
Durata: 81 min
Formato: SCOPE KODAKCOLOR, TELECOLOR
Distribuzione: UIP
Fotografia: Roberto Benvenuti
Montaggio: Angela Cipriani
Musiche: Luis Bacalov
Produzione: FILIBERO BANDINI PER RPA INTERNATIONAL, RAIDUE

TRAMA CARO GORBACIOV

Nella notte del 26 febbraio 1937, nell'appartamento di Mosca - ceduto loro da Stalin dopo il suicidio ivi avvenuto della moglie Nadezda Allilujeva - Nikolaj e Anna Larina Bucharin trascorrono una drammatica vigilia, punteggiata da inquietanti premonizioni. Con l'angoscioso presentimento che, caduto in disgrazia di Stalin a causa di qualche dissenso, si stia approssimando per lui la sorte toccata ad altri dirigenti del partito, Nikolaj insiste perchè la moglie impari a memoria una lettera, indirizzata come denuncia alle future generazioni, per evitare che venga requisita e distrutta e per assicurare in tal modo ai posteri la conoscenza della verità sul regime. Anna Larina è riluttante: non trova credibili le paure del marito, resiste, non vuole imparare a memoria la lettera. Continua ad avere fede in Stalin e nel partito. Fra spiegazioni e rivelazioni disperate di Nikolaj, resistenze di lei, momenti di effusione e momenti di contrasto e di ripulsa fra i due, brevi interruzioni per accudire il piccolo Yuri, evocazioni fugaci di memorie del passato, si delineano gli aspetti salienti della carriera di Nikolaj Bucharin, capo del Comintern, difensore di Trotzki, direttore delle Izvestija, alternati da ricordi d'infanzia di Anna Larina, (già da piccola infatuata ingenuamente del suo eroe e degli ideali della rivoluzione) e resi ripetutamente funesti da misteriosi accadimenti. A notte alta, dopo che due agenti hanno suonato alla porta per consegnare morta la volpe dei Bucharin, appena uccisa con un futile pretesto nel sottostante giardino, Anna Larina decide finalmente di imparare a memoria la lettera e viene bruciato il testo scritto. L'indomani Bucharin è arrestato.

CRITICA DI CARO GORBACIOV

" 'Caro Gorbaciov' somiglia effettivamente a un quaderno di schizzi legati da un'idea centrale che tuttavia non prende mai corpo fino in fondo nella memoria privata dei due protagonisti, che abbiamo visto funzionare per contrasto. (...) Il problema è che il film sfiora tutte queste piste senza approfondirne nessuna, sacrificando l'incisività all'esaustività del quadro. I drammi storici più riusciti sono quelli in cui ci si dimentica del cognome dei personaggi. Lizzani invece non rende mai davvero evidente, fisicamente evidente, la passione e la dipendenza reciproca di Anna e Nikolaj. Questione di lingua, forse (la versione originale del film è in inglese). Aspettiamo l'edizione teatrale." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 24 Settembre 1988)"Sul piano della rappresentazione, una scommessa difficile e con parecchi rischi. Lizzani, comunque, è parso risolvere molti inciampi narrativi e la voluta staticità dell'azione con dei ritmi interni ai personaggi abbastanza agili: specie quando espone i contrasti fra i due coniugi, le esitazioni di lei, i sogni profetici di lui. In altri momenti invece l'aneddotica semplice ha l'aria un po' di prevalere e i caratteri al centro, pur con qualche base reale a sostegno, risultano se non sfocati almeno non precisamente compatti: con contraddizioni o, peggio, iterazioni che li fanno seguire a fatica e non sempre con la partecipazione dovuta. Nonostante una regia sorretta da immagini dense e per nulla inceppate dalla rievocazione concreta della cornice russa d'epoca. Molto degni gli interpreti. Bukharin è un plausibile Harvey Keitel, solo a tratti incolore, Anna Larina è Flaminia Lizzani, la figlia del regista: un esordio intenso che promette bene." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 23 Settembre 1988)"Chiuso in una notte e in un appartamento, il film è il convulso resoconto della veglia che precedette nel '37 l'arresto di Bucharin. Fu allora che la giovanissima moglie imparò a memoria la lettera del leader ai compagni, per difenderne la memoria e trasmetterla. Se Harvey Keitel avesse avuto solo un decimo dell'appassionata dedizione alla parte di Flaminia Lizzani (la giovane signora e anche la vedova del leader oggi), ci avrebbe dato un Bucharin memorabile. (Forse aveva in mente altri tradimenti, è lui il Giuda di Scorsese)." (Stefano Reggiani, 'La Stampa', 23 Settembre 1988)

CURIOSITÀ SU CARO GORBACIOV

- PRIMA DEI TITOLI DI CODA C'E' QUESTA DIDASCALIA: "QUESTO FILM E' DEDICATO AD ANNA LARINA BUCHARINA, UNA LOTTA VITTORIOSA DURATA CINQUANTA ANNI IN NOME DELL'AMORE E DELLA GIUSTIZIA".- PREMIO "MEDAGLIA D'ORO DEL PRESIDENTE DEL SENATO" ALLA 45. MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (1988). - DAVID DI DONATELLO 1989 A FILIBERTO BANDINI COME MIGLIORE PRODUTTORE.

INTERPRETI E PERSONAGGI DI CARO GORBACIOV

Attore Ruolo
Harvey Keitel
Nikolaj Bucharin
Flaminia Lizzani
Anna Larina Bucharin
Gianluca Favilla
Yuri, il figlio da adulto
Francesca Lucidi
Anna a 11 anni
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