Cantando dietro i paraventi

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Cantando dietro i paraventi è un film di genere drammatico del 2003, diretto da Ermanno Olmi, con Bud Spencer e Jun Ichikawa (II). Uscita al cinema il 24 ottobre 2003. Durata 100 minuti. Distribuito da MIKADO.

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TRAMA CANTANDO DIETRO I PARAVENTI:

A causa di un equivoco, un giovane studente occidentale approda in un teatrino fuori mano. Superato il primo momento di stupore il giovane cerca di concentrarsi sull'incanto della rappresentazione... E' la storia della celebre Ching, una donna pirata cinese. Suo marito era un ammiraglio, al comando di una potente flotta, incaricato dal governo imperiale di combattere il flagello della pirateria. Ma dietro il fenomeno si nascondono interessi così grandi che, di lì a poco, l'ammiraglio viene assassinato con una porzione di cibo avvelenato. Sconvolta dall'accaduto, la vedova convince i marinai di suo marito a rifiutare ogni altra offerta e a dedicarsi in proprio agli arrembaggi ed ai saccheggi. Dopo i successi iniziali, la flotta dei pirati di Ching viene circondata dalle navi dell'imperatore. La fine sembra vicina: ma i vascelli governativi, anziché sferrare l'attacco decisivo, rimangono nella più totale immobilità...

CRITICA DI CANTANDO DIETRO I PARAVENTI:

"'Cantando dietro i paraventi' è l'esatto contrario dell'imminente 'Kill Bill': se Quentin Tarantino dichiara guerra al mondo intero in nome della vendetta, Ermanno Olmi invoca la pace nel segno del reciproco perdono. Chissà se in futuro qualcuno, evocando i massacri senza fine del 2003, vedrà nella contrapposizione di due film particolarmente significativi la proiezione dell'opposto atteggiamento che divide l'Europa dall'America. (...) Questo è forse il primo film di pirati senza scene cruente: in un quadro di violenza implicita, l'unico arrembaggio è la presa di possesso di una nave che non fa resistenza. Sostenuto da un'antologia musicale che sembra il parto di un compositore solo, 'Cantando dietro i paraventi' emana l'affascinante splendore di un mito sul quale riflettere pur senza intenderlo fino in fondo. Per goderne bisogna dimenticare il cinema dello spettacolo convenzionale. Non a caso la bella studentessa di architettura, Jun Ichikawa, incarnante la vedova Chin, parla della sua avventura come di un'esperienza spirituale". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 18 ottobre 2003)"Dalla Storia alla leggenda. Dalla guerra alla pace. Dall'Italia alla Cina, una Cina tutta esotica, filtrata con sensibilità e fantasia occidentali. Il nuovo film di Ermanno Olmi, 'Cantando dietro i paraventi', non potrebbe essere più diverso dal 'Mestiere delle armi', il capolavoro con cui il grande regista tornò al cinema dopo un silenzio durato cinque anni. Eppure sono, ognuno a suo modo, due film politici. (...) Paesaggi rapinosi. Cambi di tono e di ritmo continui. Dialoghi costellati di trasparenti allusioni al presente (al governo fischieranno le orecchie). Una colonna sonora incalzante e composita (Han Yong, Stravinskij, Berlioz, Ravel, canti popolari cinesi) che ora esalta, ora congela l'emozione. 'Cantando dietro i paraventi' non è forse il più bel film di Olmi, certo è il più libero e imprevedibile. Anche se tanta libertà finisce per servire un 'discorso' così esplicito da usare le immagini, a differenza che nel 'Mestiere delle armi', dove il senso scaturiva direttamente dal film. Si può ammirare il coraggioso, e sfarzoso, tour de force . Noi preferiamo il rigore dell'Olmi storico." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 24 ottobre 2003)"Di fronte a questa favola meravigliosa e necessaria nata in un tempo cinese fantastico che parla di oggi, si resta in dubbio se amare di più l'uomo Ermanno o il regista Olmi. Risposta: entrambi. 'Cantando dietro i paraventi' è un affascinante capolavoro che parla della fatica necessaria della pace senza mostrare un rivolo di sangue: l'altra faccia di Tarantino. (...) Tutta l'appassionante favola, mediata dal ralenti della memoria, è un omaggio al teatro di Brecht-Strehler, con le sue anime buone, ma anche alla saggezza impetuosa di Kurosawa. Complementare al 'Mestiere delle armi', il film del gran lombardo manzoniano parla delle necessità del perdono, senz'ombra di retorica: la parabola entra nella coscienza e si sistema lì per sempre." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 25 ottobre 2003) "Olmi, e non sarebbe lui sennò, se ne frega altamente dei rozzi sociologismi femministi. Le donne sono fatte per donare serenità e per cantare discretamente dietro i paraventi, come la pioggia per bagnare i campi e il sole per riscaldare. Se poi pirati, azionisti e imperatori odierni abbiano voglia di starlo ad ascoltare, purtroppo, è tutt'altro paio di maniche. Unico appunto a un film che riempie gli occhi e il cuore, rispetto al capolavoro che lo ha preceduto, il suo inclinare verso una semplificazione didascalica che eccede la necessità." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 26 ottobre 2003)

CURIOSITÀ SU CANTANDO DIETRO I PARAVENTI:

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI EURIMAGES E DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI- E' STATO GIRATO NEL MONTENEGRO E NEI ROMA STUDIOS SULLA PONTINA.- DAVID DI DONATELLO 2004 PER LA MIGLIOR SCENOGRAFIA (LUIGI MARCHIONE), I MIGLIORI COSTUMI (FRANCESCA SARTORI) E MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI (UBIK VISUAL EFFECTS - BOSS FILM)- NASTRO D'ARGENTO 2004 PER: MIGLIOR SOGGETTO (ERMANNO OLMI), MIGLIOR FOTOGRAFIA (FABIO OLMI), MIGLIOR SCENOGRAFIA (LUIGI MARCHIONE) E MIGLIORI COSTUMI (FRANCESCA SARTORI)

SOGGETTO:

Ispirato ai documenti conservati negli archivi di Pechino "Memorie concernenti il sud delle montagne Meihling" e all'opera del poeta cinese Yuentsze Yunglun dedicata alla "Piratessa Ching" pubblicata a Canton nel 1830.

IL CAST DI CANTANDO DIETRO I PARAVENTI:


  • MONTAGGIO:
  • MUSICHE:
  • PRODUZIONE: LUIGI MUSINI E ROBERTO CICCUTTO PER CINEMAUNDICI E RAI CINEMA ITALIA, PIERRE GRISE PRODUCTION (FRANCIA), LAKESHORE ENTERTAINMENT SBS (GB), IN COLLABORAZIONE CON SKY

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