Canicola

Canicola

( Hundstage )
Voto del pubblico
Valutazione
5 di 5 su 1 voti
Al cinema dal: 16 novembre 2001
Regista: Ulrich Seidl
Genere: Drammatico
Anno: 2001
Paese: Austria
Durata: 120 min
Data di uscita: 16 novembre 2001
Distribuzione: MIKADO FILM
Canicola è un film di genere drammatico del 2001, diretto da Ulrich Seidl, con Maria Hofstätter e Alfred Mrva. Uscita al cinema il 16 novembre 2001. Durata 120 minuti. Distribuito da MIKADO FILM.
Data di uscita: 16 novembre 2001
Genere: Drammatico
Anno: 2001
Paese: Austria
Durata: 120 min
Formato: SUPER 16 MM, BLOW UP 35 MM, 1:1,66
Distribuzione: MIKADO FILM
Fotografia: Wolfgang Thaler
Musiche: Markus Davy
Produzione: HELMUT GRASSER E PHILIPPE BOBER PER ALLEGRO FILM PRODUKTIONS

TRAMA CANICOLA:

TRAMA BREVECronaca di un week-end nei giorni di canicola estiva. Alla periferia di Vienna, soffocata dal caldo, la gente si aggira in mutande, bikini o addirittura nulla indosso, mentre la temperatura sale e l'aggressività latente potrebbe scatenarsi da un momento all'altro.TRAMA LUNGAUn fine settimana nel periodo più caldo dell'anno. Nella periferia di Vienna, in una serie di villette tutte uguali, alcune persone cercano di difendersi come possono dalla canicola. Anna passa il tempo nei parcheggi dei supermercati, fa l'autostop e all'occasionale guidatore/guidatrice comincia a fare l'elenco delle dieci malattie più frequenti, e altre simili classifiche. Finisce sempre con l'irritata reazione dell'automobilista. Il sig. Hurby é in giro per cercare di vendere sistemi d'allarme. Passa il tempo in macchina, suona alle porte, si vede incaricato di indagare su alcuni atti di vandalismo alle macchine del quartiere. Anche lui fa salire Anna, e la consegna come colpevole dei vandalismi. Claudia, giovane ed elegante, si incontra con il fidanzato Mario, appassionato di macchine. Dopo un po' lui è preso da attacchi di gelosia, allora urla, insulta e picchia la ragazza. Il Greco e sua moglie sono separati ma continuano a vivere nello stesso appartamento. Si ignorano, aspettando che l'altro vada via. Ma quando la moglie porta in casa un amante, la rabbia del marito esplode. Walter, ingegnere in pensione, ama il suo cane ed é molto scrupoloso nelle cose quotidiane: controlla la spesa, la pulizia di casa, i rumori del vicinato. Essendo la ricorrenza delle nozze d'oro, in ricordo della moglie defunta, fa restare la anziana domestica, che alla fine della giornata si esibisce per lui in uno spogliarello. Poi esce e scopre che il suo cane è stato avvelenato. Una maestra si depila davanti allo specchio, si trucca, si fa bella. Quando arriva Wickerl, il suo amante più giovane di venti anni, con lui c'è un amico. La serata va avanti tra canzoni e giochi sempre più rischiosi. La birra scorre, ma alcool e sesso finiscono per prevalere. Il giovane prende il sopravvento, legando Wickerl e costringendo la donna ad umilianti prestazioni erotiche e verbali. Nella notte alla periferia della città, si scorgono le figure di persone anonime sui terrazzi.

CRITICA DI CANICOLA:

"Non sono tanto le scene di sesso esplicito a (dis)turbare, né quella, disperatamente beffarda e sadica, in cui un tizio è costretto a cantare l'inno austriaco con una candela ficcata nell'ano. Quel che sgomenta è l'impossibilità da parte di tutti di convivere senza farsi del male, senza massacrarsi psicologicamente e fisicamente. Ancor più negativo se possibile del connazionale Haneke, Seidl mette in scena un frammento dell'opulenta società austriaca come un autentico girone infernale". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 4 settembre 2001) "Dopo averlo visto, ho giurato che non passerò mai un week-end a Vienna d'estate, specie se il termometro sale e sale, anche la periferia si spopola, non c'è un alito di vento e il metereologo annuncia tempo stabile". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 4 settembre 2001) "Nessuna pietà rivela l'austriaco Ulrich Seidl che in 'Canicola' si presenta come un Altman del degrado morale (...) A parte l'ossessione di sesso e violenza, il film tende alla constatazione piuttosto che alla denuncia e rivela una stridente petulanza che assurge a stile". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 4 settembre 2001) "(...) Quando scoppia un temporale e il diluvio cancella la canicola, ciascuno è solo, immensamente triste: e la tristezza è appunto il sentimento di questo film originale e ben fatto, presentato come scandaloso e invece desolato". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 4 settembre 2001) "Ulrich Seidl esordisce nel lungometraggio ma al suo attivo ha corti che dicono bellissimi e ha quasi cinquant'anni. Non è un ragazzino, sa quello che fa e fa un film distante, inquietante, spietato, collegando tra loro molti personaggi immobili nel loro piccolissimo margine di mobilità, rimasti in estate nei suburbi della grande città sotto un sole che non può scaldare dentro ma che accentua le frustrazioni e le furie di questa gente comune. Ci sono personaggi disturbati e indimenticabili, ci sono episodi da antologia in questa carrellata di interni e di esterni asettici, poco invitanti e poco confortevoli." (Goffredo Fofi, 'Panorama', 29 novembre 2001)

CURIOSITÀ SU CANICOLA:

- VINCITORE DEL "GRAN PREMIO DELLA GIURIA" ALLA 58^ MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA NELLA SEZIONE VENEZIA 58 (2001).- SUONO: EKKEHART BAUMUNG.- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE/DICEMBRE 2001

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