Andrej Rubliov

Andrej Rubliov

Voto del pubblico
Valutazione
4 di 5 su 5 voti
Anno: 1969
Paese: URSS
Durata: 190 min
Distribuzione: Ceiad - General Video, San Paolo Audiovisivi - Lab 80 Film
Andrej Rubliov è un film di genere drammatico, guerra del 1969, diretto da Andrei Tarkovsky, con Anatolij Solonitsyn e Ivan Lapikov. Durata 190 minuti. Distribuito da Ceiad - General Video, San Paolo Audiovisivi - Lab 80 Film.
Genere: Drammatico, Guerra
Anno: 1969
Paese: URSS
Durata: 190 min
Formato: CINEMASCOPE E SOVCOLOR - 35 MM
Distribuzione: Ceiad - General Video, San Paolo Audiovisivi - Lab 80 Film
Fotografia: Vadim Yusov
Produzione: Mosfilm

TRAMA ANDREJ RUBLIOV

Andrej Rubilov è un film del 1966 diretto da Andrej Tarkovskij.
Nel 1400 i tre monaci Andrej (Anatolij Solonitsyn), Daniil (Nikolaj Grinko) e Kirill (Ivan Lapikov) lasciano il monastero per intraprendere un viaggio.
Colti da una pioggia torrenziale, i tre si rifugiano in un fienile dove assistono all’esibizione di un buffone, che critica ferocemente i Boiardi. Poco dopo, l’uomo viene arrestato con violenza.
Cinque anni più tardi, Andrej Rublëv è diventato un rinomato pittore di icone nel monastero di Andronikov. Kirill accetta l’invito del celebre pittore Teofane il Greco (Nikolay Sergeev), che lo esorta ad andare con lui a Mosca per decorare la Cattedrale dell’Annunciazione.
Il monaco spera di poter rubare la scena ad Andrej, ma rimarrà scioccato nel costatare che il pittore ha cambiato idea e vuole collaborare con il suo rivale.
Nel 1406, Andrej e Teofane discutono sul destino del popolo e il pittore di icone fornisce la sua spiegazione sulla passione di Cristo, sottolineando la sua fiducia nel genere umano.
Due anni dopo, un gruppo di pagani rapisce Andrej, molto attratto dai sensuali festeggiamenti profani. Una giovane donna, dopo averlo baciato, lo libera salvandogli la vita. Quando il mattino seguente la giovane è inseguita dall’esercito, tuttavia, Andrej finge di non conoscerla.
Qualche mese dopo, il monaco lavora ad un affresco sul giudizio universale a Vladimir. Il lavoro non procede poiché Andrej si rifiuta di dipingere qualcosa che possa terrorizzare i fedeli, nonostante la prospettiva della punizione del suo mecenate.
Vladimir è improvvisamente scossa dall’attacco dei Tartari e Andrej, seppur uomo di fede, dovrà prendere una decisione controversa per salvare un’innocente. Traumatizzato, il monaco fa voto di silenzio e smette di dipingere. Passano diversi anni prima che il destino di Andrej cambi, grazie all’incontro con il giovane Boriska (Nikolaj Burljaev), figlio di un fonditore di campane.

CRITICA DI ANDREJ RUBLIOV

Dalle note di regia: "Tutto quello che ho realizzato è sempre legato a personaggi che hanno qualcosa da superare, che devono vincere in nome di quell'ottimismo al quale tengo, di cui parlo di continuo. Un uomo sostenuto da un'idea cerca appassionatamente la risposta a una domanda e va fino in fondo nella sua comprensione della realtà. La creazione esige da un uomo il dono integrale del suo essere. Che voglia volare prima che la cosa sia diventata possibile o fondere una campana senza aver imparato a farlo o dipingere una icona: tutti questi atti esigono che come premio l'uomo muoia, si dissolva nella sua opera, si dia tutto intero"."Questo ampio affresco cinematografico, sullo sfondo di una Russia calpestata da prìncipi ribelli e da Tartari apportatori di morte e percorsa da cavalli allo stato brado, simbolo di perennità della vita, proclama un suo positivo concetto di Dio, dell'umanità, del ruolo di un artista. Il monaco Rubliov, a differenza di Teofano Greco, ha fede in un Dio padre più che che in uno spietato vendicatore, è convinto della superiorità del bello sul laido, dell'amore sull'odio, del bene sul male. Afferma che tale vittoria possa scaturire dalla dignità interiore dell'uomo e della sua recuperata forza morale. Compito dell'artista è di scuotere la debolezza e l'angoscia dell'umanità prostrata, librandosi al di sopra della stessa, così come la voce della campana dell'adolescente Boriska si libra pura e cristallina al di sopra di un mondo che ignora e distrugge bellezza e amore. Il film, forse un po' troppo prolungato, è assai notevole per lo splendore delle immagini e per la densità della sua dimensione spirituale. Il realismo di alcune scene e la delicatezza dei temi fondamentali, ove le idee liriche potrebbero venire fraintese come un umanesimo esasperato, lo rendono comunque un film difficile." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 77, 1974)

CURIOSITÀ SU ANDREJ RUBLIOV

Il film fu presentato al festival di Cannes del 1969, guadagnando il premio FIPRESCI.

Sebbene il primo montaggio del film avvenne nel 1966, la pellicola fu distribuita in tutta l’Unione Sovietica solo nel 1971.

Il film fu inserito dal Vaticano nella sua lista dei 45 migliori film a sfondo religioso.

INTERPRETI E PERSONAGGI DI ANDREJ RUBLIOV

Attore Ruolo
Anatolij Solonitsyn
Andrej Rublev
Ivan Lapikov
Kirill
Nikolaj Grinko
Daniil il Nero
Nikolaj Burljaev
Boriska
Irma Raus Tarkovskaja
La Muta
Nicolaj Sergeev
Teofane il Greco
Mikhail Kononov
Foma
Jurij Nazarov
Il Gran Principe
Rolan Bykov
Il Buffone
Bolot Eisynlaev
Il Khan
Stepan Krylov
Il Fonditore Anziano
Jurij Nikulin
Patrikej
Sos Sarkisjan
Il Cristo Russo
Tamara Ogorodnikova
La Madonna

PREMI E RICONOSCIMENTI PER ANDREJ RUBLIOV

Festival di Cannes - 1969

Ecco tutti i premi e nomination Festival di Cannes 1969

  • Premio FIPRESCI (Concorso)
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