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Francesca De André a Verissimo parla delle violenze subite dall'ex fidanzato: “Dava fuoco alle cose e me le lanciava addosso”

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Francesca De André, ha raccontato le violenze subite dall'ex fidanzato Giorgio Tambellini, condannato a tre anni e tre mesi per maltrattamenti e lesioni aggravate.

Francesca De André a Verissimo parla delle violenze subite dall'ex fidanzato: “Dava fuoco alle cose e me le lanciava addosso”

Francesca De André, ha raccontato a Verissimo le violenze subite dall'ex fidanzato Giorgio Tambellini, condannato a tre anni e tre mesi per maltrattamenti e lesioni aggravate. Una sentenza emessa dal tribunale di Lucca il 3 aprile scorso e contro la quale, la nipote del celebre cantautore Faber, ha già dichiarato di voler ribellarsi in appello.

Francesca De André: "Il mio ex fidanzato mi lanciava la candeggina, incendiava le cose e me le tirava, si metteva dei guanti da lavoro per picchiarmi e per farmi più del male"

“A lui dava fastidio anche solo il fatto che io potessi sorridere a qualcuno. Se io salutavo qualcuno sorridendo, essendo cordiale, lui la viveva malissimo. E scattava di punto in cambio una rabbia e un rancore nei miei confronti che gli si leggeva negli occhi” ha raccontato la De Andrè nel talk show di Silvia Toffanin.

Il racconto di Francesca è poi proseguito nel dettaglio: "Il suo essere aggressivo è stato visto pubblicamente già dentro la Casa del Grande Fratello perché è entrato in condizioni dove si poteva notare benissimo che non era lucido. Ha avuto un atteggiamento aggressivo al punto che è stato allontanato dalla Casa mentre era dentro perché è stato aggressivo proprio fisicamente nei miei confronti ( Francesca ha partecipato alla sedicesima edizione nel 2019 e Giorgio fu ripreso anche da Barbara D'Urso, all'epoca al timone del reality show).

La De Andrè all'inizio della loro relazione lo aveva visto molto diverso da come si è mostrato dopo:

"Era molto estroverso, dinamico, carismatico, allegro. Sicuramente dall’inizio si poteva notare immediatamente che era sopra le righe però per certi versi lo sono anche io. Quindi c’era molta complicità, molta voglia di vivere, molta dinamicità nel rapporto. Eravamo innamorati. Faceva uso di sostanze, questo problema è emerso dall’inizio. Però le reazioni che aveva non erano così negative e pesanti da non pensare che potesse essere un problema risolvibile. Diciamo che ho creduto e ho avuto fiducia nei confronti di questa persona perché mi dava modo di poter credere a lui."

"Lui mi lanciava la candeggina, incendiava le cose e me le tirava, si metteva dei guanti da lavoro per picchiarmi per farmi più del male di quanto potesse farmi a mani nude. Ho dovuto fare un sacco di trattamenti, ho dovuto ricostruirmi anche un dente. Anche a ripeterle mi sento allucinata dal fatto che non me ne rendessi conto. Il giorno dopo tornava con gli occhi della persona che pensavo mi amasse. C’era un pentimento esagerato, pianti, scuse…Pentimento a cui volevo credere."

Francesca nell'aprile del 2012 ha quasi perso la vita in seguito alle percosse di Tambellini:

"Quel giorno io non stavo tanto bene quindi ero sul divano. Lui stava cenando con un’altra persona amica nostra. Vedendo che Giorgio aveva già iniziato ad esagerare con l’alcol ho preferito mettermi da parte. Ero zitta, stavo guardando la televisione sul divano e questo era l’errore, stavo zitta. Ha passeggiato per tutta la sala, dietro al divano… Sono stata afferrata dai capelli e trascinata dietro il divano. Bloccata per terra e da lì sono cominciati calci di ogni genere e pugni in modo continuo. Appena prima di svenire mi sono detta “questa è l’ultima, stavolta non ce la faccio”. Anche perché l’intento era sia verbale che fisico nel senso che lui me lo diceva proprio “io t’ammazzo”. E anche fisicamente puntava a punti vitali come le tempie…Ne è venuto comunque fuori un trauma cranico importante."

Francesca ha proseguito dicendo:

"Se non avessi avuto la prontezza di coprire determinate zone io non sarei qui a parlare con te...Quando sono svenuta lui si è preoccupato di prendere il mio cellulare, chiamare i Carabinieri per dire che io mi stavo picchiando da sola. Lui ha pensato a mettere le mani avanti e non a cosa mi stavo succedendo, se ero ancora viva o meno. Per questo dico che queste persone sono codarde, sono vigliacche e calcolatori. Pensano a cosa inventarsi per risultare dalla parte della ragione, non hanno un minino di senso di responsabilità.  Ho ripreso coscienza e ho usato tutte le mie forze per urlare sperando che qualcuno potesse sentirmi, veramente non pensavo di farcela quel giorno. Grazie a Dio una vicina mi ha sentito e si è avvicinata [...]Sono finita in ospedale con il codice rosso ed è partita la denuncia. L’unico modo che avevo per mettergli paura quando lui impazziva era registrarlo. Non l’ho denunciato prima perché ero convinta che potesse cambiare e me ne vergogno."
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  • Co-responsabile della sezione TV
  • Autore del romanzo "Cento Battiti al Minuto"
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