Nero a Metà, intervista a Miguel Gobbo Diaz: "Con Malik siamo molto simili, ma lui è un seduttore io sono timido"

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Nero a Metà, intervista a Miguel Gobbo Diaz: "Con Malik siamo molto simili, ma lui è un seduttore io sono timido"

Ha il sangue latino dei grandi campioni Miguel Gobbo Diaz, l'attore di Nero a Metà che da bambino voleva fare il calciatore. Un laboratorio teatrale frequentato quando era ancora sui banchi di scuola ha però cambiato il suo destino.

Se per gli amici di Vicenza è "l'attore" ormai da molti anni, per il pubblico del piccolo schermo è una nuova sorprendente scoperta. Dopo tanto impegno e studio, è tempo dunque per Miguel di raccogliere i frutti del proprio lavoro. E Il successo sta arrivando grazie alla fortunata fiction Nero a Metà, in cui veste i panni del vice ispettore Malik Soprani, spalla di Claudio Amendola, il "ciancicato" commissario del Rione Monti Carlo Guerrieri. E' stato subito chiaro agli spettatori che i protagonisti di questa storia sono due poliziotti completamente opposti. Carlo è un un ruvido agente, esperto, disincantato e intollerante alle regole; Malik invece, è un giovane poliziotto fresco di accademia, molto preciso, con metodi moderni che fanno a cazzotti con le abitudini del vecchio Guerrieri. A rendere più complicata la situazione, da una parte il pregiudizio nei confronti del novellino di colore, dall'altro il seducente fare da Don Giovanni di Malik, deciso a conquistare Alba, figlia del gelosissimo commissario.

E' Miguel a parlarci di questi due aspetti. Per il giovane attore il pregiudizio è semplicemente una mancata comprensione della diversità, quel disagio che si prova quando non si conosce, lui stesso ha ammesso di essersi sentito smarrito da piccolo quando si è confrontato con i suoi compagni di scuola: "Mi sono travato di fronte a tutte persone bianche e mi sono domandato perché io sono di colore?". Ma l'intelligenza dei bambini capaci di giocare con la diversità fino a dimenticarla o addirittura ad amarla, è cosa più difficile negli adulti, come ci racconta Nero a Metà: l'integrazione esiste come nel caso di Malik, ma è il "piccolo pregiudizio" ad essere radicato e duro a morire. Non è il caso di Carlo, lui non ha pregiudizi, è solo un burbero commissario che impone le sue regole - come stare alla larga da sua figlia Alba - e pretende che vengano rispettate. "Malik è un figo, un seduttore, esuberante, arrogante, ci prova con tutte, quella di Carlo è l'ovvia gelosia di un padre" conferma l'attore.

Abbiamo quindi salutato l'ispettore Soprani per tornare a Miguel, e dopo averci rincuorate (siamo uno staff di donne) confermandoci di essere sicuramente meno "farfallone" del suo alter ego Malik, siamo andate avanti in cerca di informazioni "utili" che ci aiutino a ritrovarlo... perché un attore bello e bravo come il Diaz non va perso di vista.

Sarà al Piccolo Eliseo dal prossimo 31 gennaio con lo spettacolo Fuorigioco The Pass, scritto da John Donnelly e diretto da Maurizio Pepe. E indovinate un po'... interpreterà il ruolo di un promettente giovane calciatore. Del resto, ha il sangue latino dei grandi campioni Miguel Gobbo Diaz!

Ecco la nostra video intervista a Miguel Gobbo Diaz

Scopri altre curiosità su Miguel Gobbo Diaz nella divertente video intervista “Ciak si gira!” di tvdaily.it.



Sofia Gusman
  • Co-responsabile della sezione TV di Comingsoon.it
  • Esperta di linguaggi e tecniche del giornalismo