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Paola Barale: ecco perché lasciai Buona Domenica al top e perché ho fatto scelte diverse

La showgirl Paola Barale in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera racconta i veri motivi del suo abbandono, all'epoca, a Buona Domenica e molto altro di sé e delle sue scelte. E non c'entra Raz Degan.

Paola Barale: ecco perché lasciai Buona Domenica al top e perché ho fatto scelte diverse

Paola Barale è stata una dei personaggi più popolari e amati della televisione italiana, che da tempo ha abbandonato come conduttrice. Ha iniziato la sua carriera quasi per caso, dopo un futuro immaginato come insegnante di ginnastica, come sosia di Madonna. Oggi ha 55 anni, come dice lei stessa è invecchiata benissimo, e si è concessa in una lunga intervista pubblicata sul Corriere della Sera di parlare di sé, delle sue scelte e dei suoi desideri. Tra le molte cose di cui ha parlato c'è anche il motivo del suo abbandono di Buona domenica, il programma condotto con Maurizio Costanzo dal 1996 al 2001 e in seguito nella stagione 2005-2006. A lungo si era pensato che la ragione fosse la sua relazione con Raz Degan, ma, come lei stessa ha precisato: "No, lui arrivò un anno dopo. Me ne andai perché veramente avevo bisogno di fare altro. Quando lasciai era ancora il top". È stato comunque quello lo spartiacque della sua carriera, visto che da quel momento in più ha iniziato a diradare le sue apparizioni in tv. Anche se è apparsa in altri programmi Mediaset come Zelig, La talpa e Domenica In e sulla Rai a Quelli che il calcio e Pechino Express, tra gli altri, non la si è più trovata alla conduzione di uno show.

Le scelte di Paola Barale

Una scelta che Paola Barale non farà mai, a suo dire, sarà partecipare a un reality, cosa che le è stata offerta numerose volte, accompagnata da un cospicuo assegno. Il motivo è semplice e non ci sentiamo francamente di darle torto:

Non sarò mai ricca. Certo mi piace la bella vita. Ed è importante essere tranquilli quando, per esempio, si sta male e ci si deve curare. Ma so gestire il denaro e la mia felicità è più importante. I reality non hanno dei bei contenuti.

Nativa di Fossato vicino a Cuneo, Paola ha abbandonato presto l'ISEF e la provincia, con disappunto dei suoi genitori, per tentare la strada dello spettacolo. È ancora molto affezionata alla sua terra d'origine, dove va sempre a trovare i suoi e a volte sogna di comprare una casetta nelle Langhe per loro e forse anche per sé. Ma loro non si trasferirebbero e anche lei non potrebbe starci, con la vita impegnata che conduce. Per questo ha dovuto lasciare anche la casa che aveva acquistato a Ibiza, per passarci del tempo che in questo momento il teatro non le lascia. Sempre per questo motivo ha rinunciato ai suoi cani. Paola Barale è stata infatti in tournée quest'anno con la celebre commedia di Ray Coooney "Se devi dire una bugia dilla grossa", nella versione italiana di Iaia Fiastri, regia originale di Pietro Garinei e nuova messa in scena di Luigi Russo, con l'interprete storica Paola Quattrini. Del suo lavoro teatrale, Paola Barale dice:

Con il teatro sta andando come con la televisione: sto diventando brava. Sono soddisfazioni. Mi piace il teatro, è sempre diverso e non rischio mai di rivivere le medesime situazioni.

Dalle dichiarazioni di Paola Barale emerge una donna che è riuscita a non farsi intrappolare dal mondo dello spettacolo e dal facile richiamo della ricchezza e che sa stabilire le sue giuste priorità. Non ha avuto figli, racconta, per una scelta consapevole. Non sappiamo con chi si accompagni nella vita privata al momento, ma una cosa è certa: è innamoratissima di Milano, oggetto di questa vera e propria dichiarazione (che magari non farà piacere, dati i campanilismi che animano la nostra penisola, agli abitanti delle altre città):

Ho sempre amato Milano. Anche in tempi non sospetti, quando tutti dicevano che era brutta, moderna, troppo veloce. Oggi è anche molto migliorata. C’è un senso di speranza che proprio si percepisce. Io abito in alto e vedo sempre tante gru, lo skyline…tutto questo sviluppo è una meraviglia. Prima del Covid, la moda, il design da tutto il mondo si incontravano qui. Molti la descrivono uggiosa, nebbiosa. Non so, io dalle mie finestre vedo tramonti pazzeschi. Oggi è facile dire Milano è figa. Milano è sempre stata figa, dipende da cosa ci devi fare. Ti permette di lavorare, divertirti, è comoda, internazionale, ma non troppo grande. In Italia, o stai in un posto di mare oppure c’è solo Milano.

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