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Fedez: il Codacons fa marcia indietro e presenta le sue scuse ma continua ad indagare

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Dopo le accuse di frode fiscale e altro presentate in un comunicato stampa e in un esposto alla Guardia di finanza, il Codacons si scusa coi legali di Fedez.

Fedez: il Codacons fa marcia indietro e presenta le sue scuse ma continua ad indagare

Stavolta (e non è la prima) il CODACONS (sigla che sta per Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) è stato costretto a una mezza ritirata, togliendo il comunicato stampa con le gravi accuse di evasione fiscale e altro al rapper milanese Fedez, sulla cui situazione patrimoniale ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza, porgendo le proprie scuse ai suoi legali. Ma cos'era successo esattamente, e perché l'associazione ce l'ha tanto con lui? Proviamo a ricostruire la vicenda.

Il Codacons contro Fedez e le scuse dopo il ritiro delle accuse

Nel comunicato rimosso si accusava il signor Federico Lucia in arte Fedez e la società della sua famiglia di evasione fiscale e di non meglio precisate e alquanto inquietanti "trame oscure". Il tutto partendo da una vecchia affermazione di Fedez, in piena pandemia, di essere nullatenente, visto che non aveva alcun bene intestato a se stesso ma solo alla sua famiglia. Questo febbraio, in piena bagarre mediatica intorno a Fedez e Chiara Ferragni, il Codacons ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza perché verificasse la trasparenza di queste società. In risposta è intervenuto l'ufficio legale di Fedez. Nella lettera inviata dal presidente del Codacons Carlo Rienzi ai legali del cantante, si chiarisce che non era intenzione dell'associazione "accusare Fedez di evasione fiscale né di altre condotte non lecite". A seguire il lunghissimo testo integrale, pubblicato sul sito del Codacons in cui l'associazione fa in parte marcia indietro ma ribadisce il proprio diritto a indagare (le sottolineature sono nostre e il legalese è loro):

Cari Colleghi, Abbiamo letto con la massima attenzione la Vs. diffida e vogliamo precisare quanto segue. In primo luogo il motivo per il quale l’associazione ha pubblicato il comunicato in questione è legato alle stesse iniziative del Sig. Fedez in cui lui stesso ha parlato delle modalità attraverso le quali gestisce i suoi patrimoni (ricordiamo sul punto, ad ogni buon conto, la seguente dichiarazione pubblica: “non ho intestato nulla a nome mio e dunque sono tecnicamente nullatenente perché è tutto intestato alle società della mia famiglia, come avviene per molti imprenditori e imprenditrici di questo paese.”). A tal riguardo sicuramente non vi sfuggirà la considerazione secondo la quale il Vs. assistito è un personaggio pubblico con rilevanza pubblica. Lo stesso discorso sarebbe valso se determinate esternazioni fossero state proferite da un Ministro. Il Sig. Fedez ha un seguito che inevitabilmente lo rende influente sul pubblico e, come tale, inevitabilmente, si espone ancor di più ad eventuali critiche, riflettori puntati e controlli. Atteso che il Sig. Fedez si rivolge a milioni di persone va da sé che lo stesso, al pari degli altri personaggi di rilevanza pubblica, debba essere cristallino e trasparente perché si rivolge, appunto, a milioni di giovani di cui spesso e volentieri è preso come modello di vita e di crescita. Vogliamo ricordare, sul punto, come fu l’allora Premier Giuseppe Conte ad incaricare il Sig. Fedez e sua moglie a sensibilizzare, attraverso le proprie stories, i giovani ad indossare la mascherina nel corso dell’emergenza pandemica proprio per il seguito di cui gli stessi possono fregiarsi. Non vi sfuggirà altresì la funzione del CODACONS che, si rammenta, è associazione di consumatori che ha tra i propri fini statutari il diritto di presentare esposti alle autorità relativamente a fenomeni di rilevanza sociale. (...) Dunque il diritto di informazione e di critica rientra tra le funzioni specifiche statutarie dell’associazione che persegue la trasparenza assoluta nei comportamenti dei contribuenti. Diritto di critica qualificato del CODACONS che è stato espressamente riconosciuto, fra le tante pronunce, dalla Corte di Cassazione, Sez. V penale: “La Corte d’Appello avrebbe dovuto limitarsi a riscontrare il nucleo di verità incontestato insito nei comunicati Codacons, pertinente alla materialità dell’investimento effettuato presso la società Lehman ed alla sussistenza di legami familiari tra la parte lesa e Terenzio Cugia, provvisto di un ruolo gestionale preminente presso la società emittente dei titoli acquistati dalla Siae, concretizzando l’esercizio del diritto di critica la manifestazione di interrogativi in proposito, sia pure in forma ironica e allusiva. Ciò tanto più considerata la funzione del Codacons, ente preposto a tutela delle esigenze dei consumatori. Sulla scorta delle considerazioni fin qui esposte si deve pertanto procedere all’annullamento della sentenza impugnata perché il fatto non costituisce reato”. (Cassazione penale sez. V, 25/01/2017, (ud. 25/01/2017, dep. 14/03/2017), n.12265). Dunque il CODACONS ha un diritto di critica più ampio rispetto all’italiano medio. Posto quanto sopra, attesi i suddetti scopi statutari del CODACONS, ci permettiamo di ribadire come sia indubitabile che un fatto del genere, ovvero l’amministrazione di un ingente patrimonio attraverso diverse società che sono state oggetto di diverse operazioni, potrebbe condurre ad una, ancorchè non voluta, elusione fiscale (non evasione) che potrebbe impedire o rendere arduo alle Autorità l’accertamento dei redditi. Dopo tutto questo vorremmo precisare che non era nostra intenzione assolutamente di accusare il Sig. Fedez né di evasione fiscale né di altre ipotesi che possano sussumersi in fattispecie penalmente rilevanti o fiscalmente rilevanti. Piuttosto era nostra intenzione limitarci ad una semplice esposizione dei fatti. Vi sarà senz’altro noto, e non vogliamo di certo insegnarvelo noi, che, ai sensi del combinato disposto degli artt. 684 c.p. e 114 e 329 c.p.p., l’esposto alle Autorità non è un atto coperto dal segreto e di cui sia vietata la pubblicazione a mezzo stampa non essendo un atto formato dal P.m. nel corso delle indagini e sottoposto dunque al segreto (“Ai fini dell’integrazione del reato di pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale, non rientra nel divieto di pubblicazione di cui all’art. 114 c.p.p. una denuncia presentata al pubblico ministero o alla polizia giudiziaria, in quanto non atto di indagine compiuto da costoro.” Cassazione penale , sez. I , 02/02/2017, n. 21290). Posto dunque che da parte nostra, si ribadisce, non vi era alcun intento accusatorio, se il Sig. Lucia ha avuto tale impressione noi ci scusiamo e sicuramente toglieremo questo comunicato dal sito web. Inoltre valuteremo, dopo avere ricevuto il parere che stiamo chiedendo oggi stesso all’Agcm e all’Agenzia delle Entrate, per maggiore trasparenza e chiarezza dei nostri scopi sociali, se pubblicare integralmente l’esposto. Quindi ci scusiamo per l’equivoco e per gli eventuali toni utilizzati. Vi salutiamo con cordialità E vi invitiamo alle prossime iniziative del CODACONS, come doveroso, che avranno ad oggetto il Vostro assistito”.

Riassumiamo per chi non avesse avuto la pazienza di leggere tutto il papiro: è pieno diritto del Codacons fare esposti e portare all'attenzione eventuali comportamenti scorretti di personaggi che abbiano una forte influenza sul pubblico, specialmente giovanile, ma che nonostante questo non si trattava di un attacco ad personam a Fedez e ai suoi, ma di un invito a verificare con particolare attenzione una situazione patrimoniale complessa, affidata in gestione a diverse società per cui si potrebbe anche verificare un'elusione (e non evasione) fiscale. Insomma fate voi, fatto sta che il comunicato stampa precedente è stato rimosso e le scuse sono state porte. Finirà qua? Certo che no, visto che il CODACONS aggiunge le seguenti parole:

Apprendiamo del comunicato diffuso oggi da Fedez dove finalmente il rapper sembra capire che l'esposto alla Fiamme Gialle era un atto doveroso per il Codacons. Considerata la sua "coda di paglia", con la nostra lettera abbiamo anche infornato Fedez che noi non siamo soliti offendere nessuno, ma andremo a fondo per accertare che uso fa di tutte quelle società.

Insomma il Codacons ha perso una battaglia, ma la guerra continua...

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