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Amici 2019, intervista esclusiva a Mameli: "Ho fatto un percorso autentico, sono felice di non aver perso la mia identità"

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Il cantautore della squadra bianca racconta tutte le emozioni vissute nella scuola.

Amici 2019, intervista esclusiva a Mameli: "Ho fatto un percorso autentico, sono felice di non aver perso la mia identità"

Abbiamo intervistato Mario Castiglione, in arte Mameli, il giovane cantautore della squadra bianca eliminato nel corso della settima puntata del serale di Amici. Mario ha 23 anni, è nato a Catania ma vive a Milano, una città che gli ha dato tante opportunità e che ha deciso di omaggiare proprio con la scelta dello pseudonimo. Inzia a coltivare la passione per la musica da piccolo. Oltre a scrivere e comporre i testi, si occupa personalmente della produzione dei suoi brani. Entra nella scuola di Amici presentando un suo inedito e riuscendo a conquistare tutti i professori di canto. Il suo percorso è stato caratterizzato da molte sfide, tutte eseguite in maniera molto convincente. Grazie al talento che lo contraddistingue riesce ad accedere anche alla fase finale del talent show di Maria De Filippi. Delle canzoni presentate ad Amici, ricordiamo Ci vogliamo bene, pezzo che ha riscosso un grande successo e che, su Spotify, conta già più di un milione di ascolti, Casa di carta e Limonare. Sfortunatamente viene eliminato a un passo dalla semifinale, a seguito di una sfida diretta contro il ballerino Umberto Gaudino.

Mameli si è raccontato a noi di Comingsoon.it: dalla sua grande passione per la musica, alla sua esperienza nella scuola di Amici, fino al suo più grande sogno: incontrare e collaborare con il grandissimo cantautore e musicista italiano Francesco De Gregori.

Ciao Mario, come è nata la tua passione per il canto?

Io ho iniziato a suonare il piano all'eta di 7 anni. Poi, proprio quando mi stavo preparando per fare gli esami al conservatorio, mio padre mi ha regalato inaspettatamente una chitarra. Un regalo che mi ha permesso di vedere la musica sotto un altro punto di vista perchè ho abbandonato lo spartito, lo studio didattico della musica, e ho provato a suonare la chitarra e a usarla come accompagnamento alla mia voce. Da lì, ho iniziato a capire come funziona il mondo della musica pop e a scrivere i miei primi pezzi.

Raggiungere un proprio stile e identità quanto è importante per un musicista?

Tantissimo. È la cosa su cui lavoro ogni giorno. In un mondo con milioni di ragazzi che fanno musica è importante differenziarsi e avere una propria identità. Io penso di essere arrivato a un buon punto, mi sento abbastanza riconoscibile anche se so che bisogna sempre continuare a studiare e lavorare.

Quali sono i tuoi punti di riferimento?

Sinceramente non ho grandi schemi. Io sono un cantautore, scrivo di tematiche diverse rispetto ai cantautori degli anni '70/ 80. Parlo d'amore e quindi i mie punti di riferimento non sono altro che le cose che vivo, le mie esperienze. Nel mio disco, ad esempio, ci sono delle frasi che rappresentano il mio stile di vita e che descrivono meglio la mia persona. "Ho fatto un giro su me stesso e mi sono perso", che è una frase di Ci vogliamo bene, racconta il mio vivere sulle nuvole. In Milioni di cose invece viene fuori il mio amore per il calcio, che si può ritrovare anche nella copertina del disco.

Come descriveresti la tua esperienza ad Amici?

Fighissima. Amici mi ha dato la possibilità di imparare davvero tanto, artisticamente ne esco veramente rafforzato. Ho conosciuto, in maniera più approfondita, altri artisti e questo mi ha fatto crescere. Ho fatto un percorso autentico, sincero, ho cercato di rimanere il più possibile fedele a quello che sono e, forse, è stato proprio questo che mi ha permesso di andare avanti. Sono felice perchè non ho nulla di cui rimpiangere, sono fiero dei brani che ho cantato e del mio disco, ma soprattutto sono contento di non aver perso la mia identità. Sono veramente soddisfatto del mio percorso, ho dato tutto quello che potevo dare.

Durante il tuo percorso hai ricevuto anche molte critiche, in particolare da Loredana Bertè che ti ha definito un “operaio della musica"...

Loredana ha dichiarato di non apprezzare la mia musica e questo è nomale, sono gusti personali. Quello che invece mi è dispiaciuto, ed è stato il motivo per cui ho portato avanti una battaglia dentro il programma, è il discorso del saper cantare, come se fosse per lei la cosa più importante. Siamo in un momento democratico musicalmente e ci sono un sacco di artisti che non fanno della voce il loro punto di forza. Sono rimasto perplesso rispetto al suo atteggiamento perchè lei è una persona molto aperta, all'avanguardia. Io però sono sempre stato educato con lei e ho cercato di essere il più rispettoso possibile, sempre però difendendo la mia musica.

Al contrario, hai avuto sempre il sostegno di Alex Britti, che ha anche ammesso di essere un tuo fan...

Io sono cresciuto con Alex, lo ascolto da quando sono piccolo. Lui, insieme a De Gregori, è uno dei pilastri della mia infanzia. Sono felicissimo di averlo conosciuto, è una grande persona. Musicalmente e umanamente lo stimo tantissimo, con me è stato super disponibile.

E a proposito del rapporto di amore e odio con Giordana...

Con lei c'è sempre stato questo rapporto di amore e odio. Non si capisce in realtà. Io mi sono affezionato a lei, però, ammetto che, molte volte, i nostri caratteri si sono scontrati a causa delle nostre personalità molto forti. Alla fine però, abbiamo capito i nostri limiti, quando era il momento di scherzare o volevamo stare per i fatti nostri, ma va bene così. Lo scherzo se l'è meritato (ride ndr).

Chi vorresti vincesse?

Arrivati a questo punto, Giordana o Rafael. Non ho preferenze tra canto e ballo, mi piacciono molto entrambi.

Cosa ti aspetti da questa esperienza?

Non mi aspetto niente. Tutto quello che verrà sarà una sorpresa. La mia vita è sicuramente cambiata, ma vorrei continuare a fare musica e godermi questo momento con tutte le persone che mi hanno seguito e sostenuto. Ora preparerò i live e spero che ci saranno tanti momenti di condivisione con le persone che mi vogliono bene. Inviterò agli instore anche la Bertè. Una cosa è certà: con il mio zaino in spalla andrò alla ricerca di De Gregori. Il mio più grande sogno è proprio quello di incontrarlo e magari chissà, collaborare insieme a lui. In qualche modo lo troverò.

Inno, il primo EP di Mameli, è già disponibile nei negozi, negli store digitali e su tutte le piattaforme streaming.



di Eleonora Gasparini
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