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Sanremo 2021: Monica Guerritore, vita e carriera dell'attrice, ospite stasera del quadro di Achille Lauro

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Monica Guerritore, l'attrice ospite di un quadro di Achille Lauro con Emma Marrone alla seconda serata del festival di Sanremo, per dire che "il teatro c'è" e offrire un messaggio di ripartenza. Riassamiamo brevemente la sua lunga e prestigiosa carriera.

Sanremo 2021: Monica Guerritore, vita e carriera dell'attrice, ospite stasera del quadro di Achille Lauro

Stasera 4 marzo sul palco dell'Ariston nella seconda serata del festival, assieme ad Achille Lauro e con Emma Marrone, ci sarà anche Monica Guerritore, bellissima e bravissima attrice, molto conosciuta dal pubblico che frequenta il teatro italiano ma anche da quello cinematografico e televisivo. E proprio per lanciare un appello alla ripartenza del settore, il prossimo 27 marzo, puntando sulla sopravvivenza dello spettacolo più antico del mondo, ha scelto di venire al festival ad accompagnare nelle sue fantastiche creazioni un vero e proprio teatrante della musica come il giovane cantante romano. Come lei stessa ha dichiarato all'Ansa: “Il teatro è vivo anche in un accostamento così innovativo e generativo di nuove forme come quella di Lauro. La sua chiamata ha inaugurato giornate spinte da un vento pieno di energia, la sua narrazione è quella di chi ha spostato più in là 'l'asticella del possibile'. Il suo talento è un motore potente: nel suo mondo espressivo spinto all'eccesso riconosco il mio teatro degli ultimi anni". Ma vediamo di riassumere per quanto possibile vita e carriera di Monica Guerritore, che vedremo presto anche nella serie tv su Francesco Totti Speravo de mori' prima, dove interpreta Fiorella Totti, la mamma del Capitano.

Monica Guerritore: un sex symbol intelligente e una grande carriera

Monica Guerritore nasce a Roma nel 1958 e dopo un'apparizione, appena quattordicenne, nel film di Vittorio De Sica Una breve vacanza e in Peccato veniale, esordisce a teatro, diretta da un maestro severissimo come Giorgio Strehler, quando è una ragazzina spensierata di buona famiglia: a 16 anni è Anja nel celebre allestimento del regista milanese de Il Giardino dei ciliegi di Cechov. Al cinema appare in un ruolo un po' osée in La prima volta, sull'erba, nel 1975 (per cui vince il Golden Globe come miglior attrice esordiente), e continua a calcare le tavole del teatro nello Zio Vanja di Mario Missiroli, cui seguono una lunga serie di ruoli prestigiosi, tra cui Viola nella Dodicesima notte di Shakespeare e Angelica ne Il malato immaginario. Nel 1981, dopo un amore giovanile con Giancarlo Giannini, che come ha raccontato lei stessa, la lascia disperata, incontra il primo grande amore della sua vita, a cui si lega anche nella professione: con Gabriele Lavia e diretta da lui interpreterà molti spettacoli teatrali, classici e contemporanei, ma anche film che ne mettono in evidenza le doti fisiche, come Scandalosa Gilda (1985). Negli anni Ottanta, grazie anche a titoli come Fotografando Patrizia di Salvatore Samperi, La Venexiana, Sensi e La lupa (per cui viene candidata al David di Donatello), sempre diretta da Lavia, diventa un sex symbol di prima grandezza. Il matrimonio con Lavia – da cui ha le figlie Maria Fragolina e Lucia - finisce nel 2001, ma la carriera di Monica continua, a teatro, al cinema e in televisione dove negli anni Duemila la troviamo in Rossella e Non uccidere. Tra i suoi film più recenti Come non detto, Puoi baciare lo sposo e Tuttapposto.

La vita privata di Monica Guerritore oggi

Sempre bellissima, solare ed estremamente simpatica, come sa chi ha avuto la fortuna di intervistarla, Monica Guerritore si è raccontata con spiritosa sincerità in una puntata del televisivo “Le ragazze”. Dopo la passione per Lavia, ha trovato il grande amore della sua vita nell'ex presidente Rai, professore di Diritto Costituzionale ed ex parlamentare Roberto Zaccaria, con cui è felicemente sposata dal 2010. Da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle donne, ha pubblicato un'autobiografia, “La forza del cuore” (Mondadori, 2010) e il libro “Quel che so di lei. Donne prigioniere di amori straordinari” (Sellerio, 2019), un libro che parla della tragica fine per mano dell'amante della zia dello scrittore del Gattopardo, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ma anche di personaggi femminili immaginari come la Signorina Giulia di Strindberg ed Emma Bovary.

Non ci stupisce affatto che una donna come lei, che non ha mai perso la voglia di mettersi in gioco e di sperimentare, abbia scelto di partecipare a Sanremo per entrare in un “quadro” di Achille Lauro, e non vediamo l'ora di ammirarla anche in questa veste.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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