O.G. - Original Gangster: il film carcerario con Jeffrey Wright stasera in tv su Sky Cinema Due

-
21
O.G. - Original Gangster: il film carcerario con Jeffrey Wright stasera in tv su Sky Cinema Due

Da che è nato, il cinema è sempre stato sinonimo di divismo, e non solo in America. I volti giganteschi e spesso bellissimi degli attori e delle attrici che apparivano sullo schermo hanno da subito iniziato a esercitare un magnetismo ipnotico sugli spettatori, che li amava e li bramava, facendone nel giro di pochissimi anni il motore principale dell'industria.
Il cinema come star system, quindi, certo: al fianco delle star ci sono sempre stati tutti gli altri, i caratteristi e i non protagonisti, che del cinema - se le dive e i divi sono i bomber e i numeri dieci - sono i mediani, quelli che mandano avanti la baracca con un lavoro in secondo piano, a volte oscuro, ma tutt'altro che marginale.
Raramente questi attori diventano vere e proprie star, ma può invece spesso accadere che i loro meriti e il loro talento li porti a diventare, in qualche caso, protagonisti assoluti di film che paiono cuciti su misura per loro. È il caso di Jeffrey Wright, che è uno di quegli attori americani il cui nome non fa magari accendere immediatamente nessuna lampadina, ma che quando invece li vedi sullo schermo li hai presente benissimo, perché li hai visti e apprezzati innumerevoli volte.
Wright è stato Basquiat per Julian Schnabel nel film biografico sul celebre artista, e Colin Powell per Oliver Stone in W.; ha vinto un Emmy e un Golden Globe per la miniserie Angels in America; ha lavorato con autori come Woody Allen, Jonathan Demme, Jim Jarmusch e M. Night Shyamalan. La maggior parte di voi lo identifica probabilmente col Felix Leitner degli ultimi film di 007, o col Beetee Latier della serie di Hunger Games; o meglio ancora col Bernard Lowe della serie tv Westworld.
È anche assai probabile che in futuro uno dei suoi ruoli più riconoscibili diventi quello di Louis, il protagonista di O.G. - Original Gangster, il film stasera in tv alle 21:15 su Sky Cinema Due in prima visione.

Di O.G. - Original Gangster, Wright è protagonista assoluto, presente in quasi ogni inquadratura del film, presenza intensa e magnetica grazie a una recitazione tutta a levare, fatta di silenzi, sguardi, e gesti: necessaria e fondamentale in un film che racconta una vicenda che - prima di ogni altra manifestazione esteriore - riguarda la testa del suo protagonista.
Louis è un carcerato. Ex membro di una gang, condannato per omicidio e altri crimini a 60 anni di reclusione, che poi sono diventati prima 30 e poi 24 anni e tre mesi, per buona condotta. E allora, dopo 24 anni e tre mesi passati dietro le sbarre - anni durante i quali ha progressivamente abbandonato le gang che esistono anche dentro le prigioni, e la gestione del contrabbando di droga, armi e donne all'interno del penitenziario, per diventare uno che si fa i fatti suoi e non fa prediche agli altri - Luis sta per tornare un uomo libero. Con tutto il carico di aspettative e gioia, ma anche di ansie e paure questo comporta: perché dopo 24 anni passati al fresco, cominciare una nuova vita è ben più di una scommessa.

Certo, in O.G. - che è a tutti gli effetti un film carcerario, con tutto quello che questo comporta in termini di stereotipi e di regole di genere, declinate sempre però in maniera personale e controintuitiva - succedono anche un sacco di altre cose che rendono la vicenda di Louis ancora più articolata e complessa: una nuova faida tra gang rivali; l'arrivo di un nuovo detenuto nel quale Louis rivede sé stesso e vuole proteggere; il confronto coi familiari di una sua vittima; il rapporto con un direttore del carcere che è diventato qualcosa di simile a un amico.
Al centro di tutto, però, c'è sempre il suo personaggio di Wright, il suo agire sommesso e attento, la sua voce carica di fatica e di esperienza, lo smarrimento di fronte alla prospettiva imminente della libertà.

Se non sarebbe del tutto sbagliato dire che O.G. è uno di quei film che vengono tutti tenuti sulle spalle dal loro protagonista (che non a caso ha vinto il premio come miglior attore al Tribeca Film Festival del 2018, dove O.G. venne presentato in prima mondiale), lo sarebbe altrettanto sottovalutare il lavoro svolto dalla regista Madeleine Sackler, che dopo un passato da documentarista con O.G. ha debuttato nel cinema di finzione, e dal resto del cast. Perché, fedele a quel tipo di cinema che ha frequentato per primo, la Sackler ha voluto girare il suo film dentro un vero carcere, e affiancando a Wright (e ad altri attori professionisti, come il William Fichtner che interpreta il direttore del carcere), un cast composto da reali detenuti. Tra questi, il giovane Theothus Carter, che durante i provini effettuati nel penitenziario ha colpito talmente tanto la regista da spingerla ad affidargli il ruolo di Beecher, il nuovo arrivato che Louis decide di prendere - e con lui, tanti rischi - sotto la sua ala protettrice.

Girare dentro un vero carcere non è stata una scelta dettata dalla furbizia, o il vezzo di una ex documentarista, ma qualcosa di funzionale alla storia. Lo stesso Wright ha dichiarato: «Era assolutamente necessario per me calarmi completamente con la testa e con il corpo nel personaggio e nella storia che volevamo raccontare. È un posto che non ti lascia indifferente. C'è un'energia tale che non è possibile ritrovare da nessun’altra parte. È un’energia pesante, carica di traumi, ma ha certamente contribuito alla comprensione della storia, dei problemi e, nel mio caso, anche del personaggio che stavo interpretando».
Il risultato dell'incontro tra questa energia e il talento di Wright lo potete vedere stasera in tv; ma O.G. - Original Gangster sarà disponibile anche su Sky On Demand, in mobilità su Sky Go e in streaming su NOW TV.
Ecco intanto una clip in anteprima esclusiva:



Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival