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Mina Settembre, parla la regista Tiziana Aristarco: tutto quello che c'è da sapere sulla Fiction

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Stasera, su Rai1, va in onda in prima serata la Prima Puntata della fiction con Serena Rossi Mina Settembre. La regia è di Tiziana Aristarco, che ci racconta i personaggi, il set, gli attori.

Mina Settembre, parla la regista Tiziana Aristarco: tutto quello che c'è da sapere sulla Fiction

In questo inizio 2021 ci tiene compagnia una Nuova Fiction, ambientata in una variopinta e caotica Napoli, che sempre più è città di cinema e di serie televisive. Ispirata a due racconti di Maurizio De Giovanni, Mina Settembre racconta la vita piena, frenetica, a volte buffa e a volte malinconica, di un'assistente sociale dal cappotto rosso e dalla vita sentimentale turbolenta. Articolata in sei puntate, ciascuna da due episodi di 50 minuti, Mina Settembre debutta Stasera alle 21.25 su Rai1 e ha una protagonista d'eccezione, che negli ultimi anni ha fatto molta strada, recitando in due film di successo dei Manetti Bros. e nella fiction su Mia Martini Io sono Mia. Parliamo di Serena Rossi, affiancata qui da Giorgio Pasotti, Giuseppe Zeno e Marina Confalone, per fare soltanto alcuni nomi. La regia è invece di Tiziana Aristarco, che ha diretto alcuni episodi di Un medico in famiglia, Provaci ancora prof! e Come fai sbagli. Per lei girare nel capoluogo partenopeo è stata un'esperienza magnifica, come ha spiegato nel corso della conferenza stampa virtuale di presentazione di Mina Settembre. Durante l'incontro con i giornalisti, la regista ha parlato anche dello stop alle riprese causato dalla pandemia, di Serena Rossi e di amicizia al femminile.

Mina Settembre: comincia l’avventura

"Costruire una serie nuova è sempre una grandissima avventura. In questo caso partivamo da due racconti di Maurizio De Giovanni ma che sono stati liberamente riscritti da un team di sceneggiatori. E’ molto emozionante far vivere i personaggi contenuti in una sceneggiatura. Sono partita dalla protagonista Mina, una donna empatica che non sta mai ferma e che ha sempre il cuore e la testa in movimento. Ho voluto raccontarlo questo movimento, non soltanto attraverso il percorso interiore del personaggio, ma anche attraverso la fatica quotidiana di affrontare la vita, di camminare, di sposarsi per la città, di salire le scale del suo consultorio. La mia Mina è una Mina che cammina".

Il cappotto rosso di Mina

"Per gran parte della serie ho fatto indossare a Mina un cappotto rosso, che permetteva al pubblico di riconoscerla subito ma che nello stesso tempo esprimeva lo stato d'animo del personaggio, perché Mina è una donna piena di passione, che affronta ogni cosa magari in maniera politicamente scorretta, ma che va fiera di ciò che fa".

Napoli

"Quando sono arrivata a Napoli, l'ho subito guardata con gli occhi di un bambino: tutto mi sembrava bellissimo. Facendo i sopralluoghi sono impazzita, volevo girare dappertutto. Il racconto mi ha permesso di attraversare la città, andando sia nella parte più borghese e più ricca che nei quartieri più grossi, che sono teatro di disagi sociali. Forse è Napoli la vera protagonista della fiction, e stiamo facendo anche un grosso lavoro di sonorizzazione, perché quando pensiamo a Napoli, pensiamo al rumore e alla confusione. La ricostruzione di suoni è un lavoro a cui mi sto dedicando con grande amore".

Serena Rossi

"Con Serena è nata una specie di magia, ci siamo capite fin dal primo momento. Serena è una brava attrice, qui è stata ancora più brava perché è riuscita a fondersi con Mina. E poi Serena ha una grande dote: quella di mettere a suo agio qualsiasi persona".

Le tre amiche (Mina, Titti e Irene)

"L'amicizia femminile, che poi è quella che lega Mina, Irene e Titti, è una cosa che arriva dalla libera scrittura degli sceneggiatori ed era un'idea forte anche di Paola Lucisano. Volevamo raccontare il mondo femminile anche attraverso momenti al femminile. Il trio delle amiche è molto importante nella fiction, perché in qualche modo rappresenta la coscienza di ognuna delle tre donne, che può in qualche modo mostrarsi senza avere paura di essere giudicata. Questo piccolo team di amiche è molto moderno, anche perché non c'è mai retorica. Abbiamo lavorato molto sull’amicizia perché oggi più che mai è un valore importante".

Lo stop imposto dal Coronavirus

"L'interruzione a cui ci ha costretto il Covid è stata violentissima, perché ci sentivamo in una bolla e quindi, quando è arrivato il 9 di marzo, la notizia che dovevamo fermare le riprese è stata uno shock per tutti. Quando, tempo dopo, abbiamo saputo che potevamo tornare sul set, siamo stati felicissimi. Ci siamo ritrovati e con fatica abbiamo ricominciato, perché quei tre mesi ci avevano cambiato. Abbiamo dovuto iniziare nuovamente a raccontarci fra di noi e a rapportarci con le mascherine che vedevamo in giro, con i tamponi, con i test continui. Non è stato cambiato niente dal punto di vista narrativo, siamo un po’ cambiati noi forse, ognuno ha portato qualcosa di diverso. Inoltre abbiamo avuto grossi problemi a narrare una città non durante il Covid, perché siamo stati costretti a bloccare il traffico e la gente con le mascherine. E’ stata una grande fatica, però per tutti noi era fondamentale non modificare nulla".

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