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Mina Settembre, Giuseppe Zeno è il fascinoso ginecologo Domenico: l'attore si racconta

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Cosa pensa Giuseppe Zeno della Fiction Mina Settembre? E chi è Domenico Gammarella detto Mimmo, il ginecologo invaghito della bella assistente sociale? Giuseppe Zeno parla della fiction in onda su Rai1.

Mina Settembre, Giuseppe Zeno è il fascinoso ginecologo Domenico: l'attore si racconta

Nella fiction Mina Settembre, fra un'indagine, una corsa pazza fra i vicoli di Napoli, un problema familiare da risolvere e un mistero da penetrare, c'è anche tempo per l'amore. La protagonista Mina, che ha il volto di Serena Rossi e 38 anni di età, è bella e indipendente, e quindi è normale che abbia dei corteggiatori. Nella fiction l'assistente sociale dal cappottino rosso fa palpitare il cuore a due uomini: il marito Claudio, che l'ha tradita e cerca in ogni modo di rimediare anche attraverso il suo mestiere di magistrato, e il ginecologo Domenico Gammarella detto Mimmo, che lavora nello stesso consultorio di Mina. Questo secondo personaggio, per cui tifiamo spudoratamente, ha il volto di Giuseppe Zeno.

Chi è Giuseppe Zeno

Nato a Napoli l'8 maggio del 1976, Giuseppe Zeno ha una solida carriera alle spalle, soprattutto teatrale e televisiva. Il suo primo amore è stato il palcoscenico. Ha cominciato a calcare le sue tavole nel 1997 con Euripide (Le Troiane) e uno dei suoi spettacoli più recenti è stato I soliti ignoti, con regia di Vinicio Marchioni. In mezzo, Eschilo, Shakespeare, Arthur Miller e Giovanni Verga. Per il piccolo schermo, Giuseppe ha fatto Incantesimo 5 e 6, Il Paradiso delle Signore, Gente di mare, Un posto al sole, Squadra Antimafia - Palermo Oggi, Il clan dei camorristi e Mentre ero via. Per il cinema, infine, ha recitato ne La mia generazione, Un mondo d'amore, La fabbrica dei tedeschi e La tenerezza, per citare solo alcuni titoli.

Giuseppe Zeno, che nella realtà è sposato con la splendida Margareth Madè (che gli ha dato due figlie), ha parlato di Mina Settembre durante la conferenza stampa di presentazione della fiction di 6 puntate che va in onda in Prima Serata su Rai1. Ai giornalisti ha raccontato del suo personaggio, del lavoro con la regista Tiziana Aristarco, di Napoli e così via. Ecco le sue dichiarazioni:

Mina Settembre, Napoli e gli strepitosi compagni di lavoro

Mina Settembre è un progetto che mi ha riportato a Napoli, la mia città di origine. Maurizio De Giovanni già lo conoscevo. Avevamo un'amica in comune che tempo addietro mi aveva invitato a scoprire i romanzi di questo autore che poi è diventato lo scrittore che oggi tutti conoscono. Devo ringraziare Serena. Lavorare con lei, che è un'attrice che ha una grandissima esperienza, nonché una vivacità artistica addosso che trasuda da ogni poro, è stato divertente. E poi sarò sempre grato a Tiziana. Quando sono stato convocato per il provino, non ho letto nei suoi occhi nessuna esitazione, è stata determinata e forte nel volermi, e io con altrettanto entusiasmo mi sono avvicinato a un personaggio, Gammardella detto Mimmo, che ispira una grande tenerezza.

Che tipo è Domenico Gammardella

Domenico mi ha colpito per la sua ingenuità, e poi ha un'estrazione sociale che forse in qualche modo mi appartiene. Nonostante la sua formazione medica, Mimmo decide di restare a prestare la sua opera nei quartieri più socialmente disagiati di Napoli, ed è proprio in questo mondo che lui e Mina si conoscono. Lei arriva da un contesto borghese, ma sceglie di lavorare in un consultorio di una zona popolare. Dal loro sodalizio vengono fuori emozioni e sentimenti che poi vanno a raccontare la città intera, in tutta la sua umanità, nei suoi colori, nelle sue sfaccettature. Ogni personaggio di questa serie televisiva, e naturalmente dei romanzi di Maurizio De Giovanni, sembra insomma mettere il fuoco su una particolarità di Napoli.

La riscoperta di una parte di sé

Quando si legge un romanzo, ogni lettore ha una sua visione e si fa una propria idea dei personaggi. Devo dire che Tiziana Aristarco è riuscita a individuare il fulcro di ogni personaggio. Mi ha inoltre dato la possibilità di ritornare a quella verità, a quella genuinità, all'essere anche un po’ frizzante, a quella tenerezza che sono corde attoriali dalle quali mi ero in qualche modo distaccato. Sono tornato volentieri a una dimensione di commedia, ma una commedia con un grandissimo spessore. Spero che il pubblico possa divertirsi, e mi auguro che il personaggio di Domenico possa continuare la sua avventura nella fiction.

La rivalità fra Claudio e Domenico

La rivalità è una cosa validissima in una storia, perché va a immettere all'interno della persona che si trova a scegliere la conflittualità, il non sapere dove andare e dove non andare. E’ un po’ l'essere e il non essere, che poi è l'essenza stessa di un racconto, della messa in scena. Se non c'è conflittualità, se non c'è indecisione, e se non ci sono due rivali, il famoso cavaliere bianco e il cavaliere nero, non esiste niente su cui poter appoggiare la drammaturgia. In questo caso sono stato felicissimo che il mio rivale sia stato Giorgio Pasotti, perché lo conosco da tantissimo tempo, giochiamo insieme nella Nazionale Attori. Giorgio è stato catapultato a Napoli in un contesto in cui anche io, da napoletano, ho cercato di coinvolgerlo.

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  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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