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Masterchef Italia, il ritorno: Barbieri, Locatelli e Cannavacciuolo, il trio di un talent sempre più melodramma esistenziale

Torna Masterchef il programma culto della cucina in Italia. Una undicesima edizione sempre piaciuto internazionale, come ingredienti e concorrenti che ci viene raccontata dai tre giudici e star Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli.

Masterchef Italia, il ritorno: Barbieri, Locatelli e Cannavacciuolo, il trio di un talent sempre più melodramma esistenziale

“Le eliminazioni? Io le soffro”. “Invece io ci godo da morire, mi vesto di nero nei pressure finali.” Benvenuti a Masterchef 2021, undicesima edizione. Benvenuti nel mondo dei giudici culinari più popolari della televisione italiana. Non è difficile indovinare chi abbia detto di soffrire, e chi di godere, dopo aver eliminato un concorrente. In fondo sono il buono, Giorgio Locatelli, e il cattivo, Bruno Barbieri. Oppure il piccolo, il medio e il grande, come ha detto il terzo incomodo, dolce o cattivo a fasi alterne, Antonino Cannavacciuolo. A parte l’ingombro volumetrico, il trio ormai è sempre più affiatato, come conferma il loro incontro con la stampa per presentare la nuova edizione dell’iconico cooking show Masterchef Italia, prodotto da Endemol Shine Italy e in onda da giovedì 16 dicembre su Sky e in streaming su NOW.

Fra neuroni per traverso, mappazzoni e salse impazzite, il programma si annuncia “più internazionale”. Le prime due puntate, che abbiamo avuto modo di vedere in anteprima, confermano come sia ormai il vero programma di storie umane della televisione italiana. Storie commoventi, un brodetto di lacrime, una bernese di sogni e abilità manuali, ma sempre senza dimenticare come dietro le pentole ci siano persone ansiose di cambiare vita. Un cooking show e un melodramma esistenziale, nello stesso contenitore luccicante e pieno di tensione. Un soufflè può essere più adrenalinico di un inseguimento in macchina.

Guarda MasterChef Italia 2021 su NOW

È il miglior programma di Sky, rivendica con orgoglio arrivando all’incontro con i giornalisti Bruno Barbieri, il capo brigata presente in tutta la storia di Masterchef, minuto dopo minuto. “La cucina unisce le persone, e il meccanismo della contaminazione gastronomica segna questa edizione, e ci piace molto. Ci sono storie e persone da altri paesi, che spesso hanno avuto difficoltà a venire a noi. Umanamente rappresentano vicende interessanti e grandissimi piatti. Persone che si sono integrate, con idee di cucina interessanti, che hanno già un lavoro. Ma è una competizione e c’è sempre chi vince e chi è giusto che torni a casa. Severo, ma giusto, mi piace definirmi. Il programma mi ha cambiato, cerco di dare la possibilità a persone che valgono di mostrare la loro anima, come alcuni grandi chef hanno fatto con me in passato. Poi con Giorgio e Antonino, con cui siamo amici da tanti anni, mi sono sempre trovato bene. Non abbiamo mai studiato niente, siamo così, abbiamo un feeling fra di noi. Discutiamo e litighiamo, se serve, ma per il bene del programma. Vogliamo dare il massimo. Riusciamo a metterci sempre d’accordo, il che vuol dire qualcosa.”

Un divertimento quotidiano, da mattina a sera, come è confermato anche da Antonino Cannavacciuolo. “Dietro il successo c’è una macchina perfetta. Un team che lavora alla grande, tanto che ancora dopo undici anni aspettiamo tutti con ansia l’inizio di una nuova stagione. Noi tre scherziamo sempre, e si vede. Siamo diventati amici, c’è quasi fratellanza fra di noi, sempre con uno spirito positivo. Masterchef poi ha creato un linguaggio usato da tante persone, che ora prima di comprare qualcosa vedono bene da dove arriva il prodotto. La tradizione è fatta prima di tutto di ingredienti a chilometro zero. Ogni anno ci sono storie bellissime, è accaduto anche questa volta. Alla fine delle registrazioni sono tornato a casa pensando davvero che non bisogna mai dire mai, mai arrendersi, cercare sempre di provarci per ottenere qualcosa. Una storia in particolare mi ha ispirato. In fondo, un pan di Spagna che cresce è uno spettacolo anche per i bambini. La cucina è cambiamento, lievitazione. Giocate con i bambini, fategli mettere le mani in pasta come facevamo noi con le nostre nonne.”

La pandemia ha cambiato molto l’industria delle ristorazione, come ha ricordato Giorgio Locatelli, che ha il suo locale di Londra sempre pieno di celebrità. “Ma il cliente ancora cerca il prodotto italiano di grande qualità, che è sempre più capito e apprezzato. Semmai è difficile trovare la forza lavoro, specie ora con la Brexit. Ma le prenotazioni a lungo termine sono tante. Questa edizione è stata particolarmente divertente, è la mia terza, e abbiamo prestato ulteriore attenzione all’inclusività, a cucine internazionali, anche per quanto riguarda ingredienti che non fanno magari parte della nostra cucina, ma ormai dei menù di tutti i giorni degli italiani, visto che sono disponibili anche nei supermercati. Il pubblico è cresciuto, come la qualità dei concorrenti. Se vuoi lasciare il segno a Masterchef devi essere davvero bravo. Se vedi un piatto cucinato in edizioni passate e uno oggi, capisci come il livello si sia alzato. Una volta poi era difficile avere come ospite un grande nome, ora tutti vogliono venire. È anche un riconoscimento professionale.”

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