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Masterchef 10: intervista a Ilda e Igor, eliminati nella settima puntata

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Abbiamo raccolto i commenti dei due eliminati della settimana a Masterchef Italia, il cantante lirico Igor e la dolce Ilda.

Masterchef 10: intervista a Ilda e Igor, eliminati nella settima puntata

Sono molto diversi, Igor e Ilda, ma sono accomunati dal fatto di essere stati eliminati dalla decima edizione di Masterchef Italia nel corso della settima puntata. Sensibili e ogni tanto apparentemente distratti in un loro mondo, i due concorrenti hanno parlato del loro destino in trasmissione e delle loro sensazioni, avendo avuto ormai del tempo per elaborare l’uscita dal programma. 

Ilda sembra avere in mente una cosa soprattutto, voler dimostrare che quanto si è visto di lei a Masterchef è solo una piccola parte del suo carattere. “Il mio desiderio nel futuro è poter entrare in qualche modo nel mondo della televisione e della radio”, ha detto, seppure attenta a non sminuire la portata della sua esperienza nel cooking show. “Sono due passioni che ho fin da bambina, certo senza tralasciare il mondo della cucina che mi accompagnerà sempre. A Masterchef non è venuta fuori la vera llda, per questo dico che vorrei dimostrare il mio carattere dove penso di potermi esprimere meglio. Non voglio far uscire fuori il pulcino bagnato che ogni tanto usciva fuori, ma altri lati che mi piacciono molto di più: sono giocosa e a volte sfrontata. Una paura mi ha sempre accompagnata. In Max trovavo la tranquillità interiore che mi mancava, ho legato di più con lui, una vera e sincera amicizia.”

Un sogno che non è però rimasto tale, visto che nella natìa Albania ha già avuto esperienze nel settore, come tiene a ricordare. “Da piccolina facevo teatro, poi non ho potuto proseguire questo sogno, nonostante una borsa di studio, perché all’epoca un’attrice veniva etichettata come una poco di buono, quindi ho fatto esperienza come speaker nella prima radio privata, dopo l’avvento della democrazia, a Scutari nel nord dell’Albania. Mi piacerebbe tantissimo partecipare al grande fratello per far vedere che sono una persona che non è venuta fuori a Masterchef”.

Parlando della sua esperienza a Masterchef, Ilda, che sogna di poter presentare un menù ideale a base di pesce, ricorda il momento più elettrizzante, proprio all’inizio. “Il ricordo più bello è il grembiule bianco con tre sì con cui sono entrata nella cucina, una gioia immensa. Poi non dimenticherò mai la dolcezza dello chef Locatelli, anche gli altri, li ringrazio e li porterò sempre con me. Il passaggio da cucinare in casa o per amici e parenti al farlo davanti agli chef è stato difficile, senti il peso del giudizio di tre colossi della cucina italiana, quindi la paura di poterli deludere mi ha perseguitata e a volta si rispecchiava anche nei piatti. A casa è completamente un’altra cosa e io sono un’altra persona.”

Torno alla mia vita che è meravigliosa”, commenta invece Igor, cantante lirico e metal, amante della musica e della cucina, e del suo impegno nei cori con i bambini. Ha dimostrato la sua dimestichezza con i più piccoli anche a Masterchef presentando con brio e alla loro altezza dei piatti in un’esterna. Iper sensibile o calcolatore, Igor si racconta come una persona combattuta e divisa nei suoi atteggiamenti, che nel programma ha lasciato emergere la parte più sincera e anche “un po’ incasinata” della sua personalità. 

“Viste le restrizioni covid, io che cerco di solito fare di gruppo ho dovuto scegliere e stare in pochi, credo di aver legato di più con quelli con cui mi rapportavo più spesso come Federica e Antonio, Azzurra. Il ricordo più bello è stato trovarmi in quegli studi, come il primo giorno in cui ho messo piede a Manhattan e uscendo dalla metro continuavo a guardare in su, non ero concentrato su di me o le prove, ma sulle persone che ci lavoravano. Ho ammirato il mondo che c’è dietro alle telecamere, la marca del microfono, il mondo della tv che credevo costruito, ma è più vero di quello che sembra e soprattutto costruito da persone meravigliose.”

Sono andato a Masterchef per misurarmi con me stesso”, ha detto come un fiume in piena Igor, “sono il mio più grande antagonista. Sono molto timido e questo mi accompagna fin da giovane, per salire sul palco o cantare davanti a molte persone ho dovuto risolvere installandomi un software esuberante, sarcastico. Mi sono costruito un vestito con fatica negli anni che a Masterchef mi ha permesso di essere scelto, ma quella serenità non sono riuscito poi a portarmela dietro nella cucina. Una donna mi ha detto, sei un tortino di cioccolato, quello che ho lottato una vita per non essere. Ho cominciato a cucinare da molto giovane, i miei genitori avevano un’attività commerciale e cucinavo già seguendo un grande insegnamento: chiudere bene gli avanzi. Era sempre una mystery box, il frigo lo chiamavo il reliquiario e qualcosa facevo, mai legato a un ingrediente, ma cucinavo quello che avevo. Nelle esterne ero sempre bravo rispetto ai casini che facevo nella cucina, prima non avevo mai visto Masterchef e non vedevo video ricette perché volevo che l’immagine risultante dalla combinazione di alcuni ingredienti fosse la mia, non sono esperto nel cucinare in una trasmissione, ha delle dinamiche a sé e vincere è un algoritmo: se ti manca, non riesci.”

È per il futuro? “Quello che farò dopo non è così importante, faccio un passo alla volta, ho capito che la mia voce è qualcosa che non devo usare solo per cantare o insegnare canto sto pensando a progetti musicali, a podcast a vivere con un taglio più profondo la vita. Musica e cucina le due guance della stessa donna. Chi guarda Masterchef può pensare che quel mondo non sia uguale alla cucina professionale, in realtà è un simulatore. Tutte le difficoltà, create come in un gioco di ruolo, simulano i problemi che possono esserci nel mondo più vero e pratico della cucina. Sei stimolato in quel frangente e a me manda fuori di testa, mi piace giocare a scacchi ma avevo troppi pedoni, non ero mai lucido, il giorno dell’eliminazione altre note avevano inquinato la mia testa. Sono un uomo con tutti i difetti e i compromessi, forse il mio piatto quel giorno ero io. Mi sento di non aver usato tutte le mie cartucce, se fossi stato calcolatore, per apparire e non essere, anche più falso, sarei risultato vincente. Se sono così non posso pentirmi. È andato storto il mio approccio, troppo vero con me stesso.”

Un pronostico su chi vincerà? Entrambi rispondo allo stesso modo, con lo stesso nome: Antonio.

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