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Masterchef 10: incontro con Max, un gentiluomo americano a Roma e aspirante chef

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A sorpresa eliminato nella nona puntata di Masterchef, Max è uno degli aspiranti chef più amati dal pubblico, che già lo rimpiange. Lo abbiamo incontrato via zoom.

Masterchef 10: incontro con Max, un gentiluomo americano a Roma e aspirante chef

Occhialini tondi colorati, capelli bianchi candidi e un sorriso sornione, Maxwel Alexander, detto Max, è uno dei concorrenti di Masterchef 10 più amati dal pubblico. Comprensibile quindi il rammarico unanime o quasi, sui social, per la sua eliminazione a sorpresa nel corso della scorsa puntata, la nona, del cooking show disponibile on demand su Sky Uno e NowTV.

Il suo marcato accento americano, i suoi racconti pieni di saggezza e aneddoti quasi persi in una nebbia sospesa fra un passato pieno di avventura e la leggenda, l’hanno reso il gentiluomo che in molti volevano in finale. Lo abbiamo raggiunto via zoom, insieme a un ristretto numero di colleghe, nella sua casa romana, alternando italiano e inglese. 63 anni, tre lauree, un passato da scrittore in Africa occidentale e da giornalista per trent’anni, fra l’austero Variety e il gossipparo People. C’è una passione, però, che rivendica come trasversale nella sua vita, quella per la cucina.

“Per me la mia prima insegnante è stata mia madre a casa”, ha detto Max Alexander, “era una donna di stile, alla moda, provava ogni volta la cucina di un paese diverso e strano, dal Messico al Giappone, ho imparato il cibo in questa maniera. Dopo ho lavorato come giornalista in giro per il mondo, coltivando il mio amore per il cibo, che è la mia passione. Adoro la cucina italiana, ma anche quella asiatica o francese, meno quella africana. Anni fa, nella mia fattoria nel Maine, ho coltivato di tutto e allevato maiali, galline, anatre, oche, producevo anche vino e sidro, anche se il vino non era buono, purtroppo. Sono molto concentrato sugli ingredienti e sulla loro provenienza, il mio menù ideale sarebbe una degustazione cibo locale ma con sapori di tutto il mondo.”

Max ha iniziato con timidezza la sua avventura a Masterchef, poi si è guadagnato sempre di più la stima e il rispetto dei colleghi, oltre che del pubblico, mentre molto sottolineata è stata la sua amicizia con Ilda. “La nostra è una grande amicizia”, conferma Max, “fin dal primo giorno ci siamo presi in giro e abbiamo riso, un rapporto poi cresciuto nel corso della stagione. Nei nostri giorni liberi andavamo in una vecchia chiesa, ci sedevamo fra i banchi e meditavamo. Ho così tanto rispetto per Ilda e la sua forza. Monir ed io siamo diventati buoni amici, ci raccontavamo sempre barzellette e la sera andavamo a cena, ho pagato sempre io. Mi chiama nonno e io lo chiamo bisnonno, siamo molto legati. Sarò molto felice in ogni caso, ma mi piacerebbe vincesse Irene, vive qui a Roma, adoro il suo stile, anche con lei sono in contatto, ci vediamo spesso per aperitivi o un caffè;  anzi, Irene era da me ieri sera a vedere la puntata. Tifo per lei in questo momento. La situazione con Eduard è stata legata alla difficoltà della lingua. Aveva un’idea per un piatto e io forse avrei voluto qualcosa un po’ diverso, ma in quel momento non sono riuscito a trovare le parole, è stata colpa mia. Non ero stanco della gara, volevo vincere e ogni giorno entravo in studio con quell’idea, ma con ogni nuova puntata le sfide diventavano più difficili.”

Un’esperienza che ricorda con grande piacere, identificando un momento in particolare che non dimenticherà. “Il mio momento preferito è stata la prova esterna sul Lago d’Iseo, un bel posto e mi è piaciuto molto cucinare per i pescatori, che sono persone diciamo normali, non gli chef o i critici e la mia squadra ha vinto. Ricordo la nave con il fumo rosso come il colore della nostra brigata, e di aver detto ‘habemus papam’. Ho vissuto momenti di stress, ma faccio meditazione, mi dicevo che non era una questione di vita e non moriva nessuno. Con Ilda meditavamo insieme e sono sicuro mi abbia aiutato. Non sono sicuro se avevo coraggio o ero stupido, ma all’inizio mi sono detto che ero un americano a Masterchef Italia, dovevo fare una bella figura. Per me le prove esterne sono state molto difficili, per la sfida della lingua e la necessità di lavorare insieme e comunicare.”

Sempre in movimento, Max conferma l’irrequietezza con cui ha affrontato la vita, cambiando spesso lavoro, realtà e cucina. “Posso dire che questa esperienza per me ha rinnovato la mia consapevolezza che nella vita è importante sempre provare qualcosa di nuovo, sempre. Ho 63 anni, la settimana prossima ne compio 64, ma non mi fermo mai, non riposo sul divano o faccio sonnellini di tre ore nel pomeriggio, c’è sempre qualcosa di nuovo nella vita e Masterchef mi ha convinto che questo obiettivo è importante per me. Sto imparando nuovi piatti ogni giorno, ogni settimana vado nei mercati e scopro prodotti strani, asiatici o africani, cerco cose che mi interessano e penso a come cucinarli, o compro un tipo di verdura o delle spezie e provo a creare un nuovo piatto. Penso che il mio punto debole sia la presentazione, sono molto concentrato sui sapori profondi, interessanti e diversi, più che sulla presentazione. Cerco sempre di migliorare in questo, per fortuna sono giovane e ho molto tempo per imparare.”

Dopo molti anni a raccontare, come giornalista, è passato dall’altra parte, ponendosi in prima persona di fronte all’attenzione del pubblico. “È stato difficile, non sono un attore, ma ogni giorno sul set io e Ilda abbiamo deciso di non fare attenzione alle telecamere, fare come non esistessero. Questa attitudine mi ha aiutato a calmarmi e a stare più tranquillo. È stato un cambiamento per me diventare un personaggio davanti alle telecamere, è stato molto strano, ma non pensavo al contorno, mi concentravo sul piatto, sul forno, sui fuochi e mi sembra di esserci riuscito. Ho avuto un rapporto speciale con chef Locatelli, perché vive a Londra e parla inglese e mi ha aiutato durante le sfide. Lo ringrazio per la sua pazienza, ma tutti e tre i giudici sono brave persone e simpatiche. Nel passato ho lavorato molto in televisione e so come sia difficile il loro lavoro, ma i giudici lo fanno sembrare facile. La redazione, poi, è molto organizzata, sono impeccabili, come in guerra. La redazione erano i generali e noi i soldati semplici, mi ha molto impressionato la maniera in cui si rendevano conto di ogni cosa che accadeva.”

Un americano a Roma, quindi, ma soprattutto un aspirante chef americano alle prese con la tradizione della cucina italiana. Non una cosa semplice, come ci ha confermato lo stesso Maxwell Alexander. “Non è facile avere a che fare con una tradizione culinaria come quella italiana, è stato davvero un onore, ho provato a portare sapori stranieri nello show, ma allo stesso tempo ho grande rispetto per la cucina di nonna, quella casalinga italiana. Mia nonna, non di sangue ma adottata, era italiana, Francesca Finamore da Tivoli, faceva i ravioli in cucina ogni settimana. All’università ho studiato storia dell’arte e porto in Italia una passione per arte e architettura, per gli edifici, la cultura italiana e la moda. È il più bel paese nel mondo, certo che è così, come on.”

E ora cosa gli riserverà il futuro? “Non ho in programma di aprire un ristorante, ma voglio fare qualcosa nel campo del cibo, forse un canale YouTube. Una mima amica a Roma è chef di catering, si chiama Arianna e le ho dedicato un piatto nello show, è possibile che noi insieme facciamo qualcosa, ma in questo momento non sono sicuro. Detto questo ho anche una passione per i vestiti e sto pensando di trovare un modo di comunicare e unire le mie passioni, ma non sono sicuro come, in questo momento, ma un ristorante, no.

Un video con il meglio della nona puntata di Masterchef 10

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