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Masterchef 10: il racconto della quinta puntata, dedicata all'amore

Tutto quello che è successo nel corso di un'agguerrirà quinta puntata di Masterchef 10, con la tensione che è salita ulteriormente, così come le emozioni e tante lacrime, alle prese con i giudizi severi degli chef Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli.

Masterchef 10: il racconto della quinta puntata, dedicata all'amore

Dopo la severità della puntata precedente, c’era molta attesa per la quinta puntata doppia della decima stagione di Masterchef Italia, in onda ieri sera e disponibile on demand su Sky e Now TV.. Attesa non andata delusa, visto il ritmo e le grandi girandole emotive a cui sono stati sottomessi i concorrenti. “Oggi è un fiume di lacrime”, sono state addirittura le parole di un giudice a neanche metà serata.

Il racconto della prima parte della quinta puntata di Masterchef 10

Si comincia con una mystery box…dell’amore, in tutte le sue sfumature, al solito presa con una certa rilassatezza dai concorrenti, “che tanto non si va a casa”. Gli chef/giudici fanno il punto della situazione, ricordano come ci siano “persone che già hanno superato prove difficilissime, grazie all’amore“, ricordando come la cucina sia sempre un linguaggio universale. Cos’è per te l’amore? È stata questa la domanda generalizzata, che ha portato in dote le prime emozioni della puntata.

Dentro la mystery box ingredienti afrodisiaci, dal pepe allo zafferano e al cioccolato, e questi sono i più noti, ma anche il meno poetico fegato di vitello che, grazie alla vitamina B6, pare aiuti l’appetito sessuale. Chi l’avrebbe mai detto? Persino l’anguilla non sembra fare male, mangiata però. La prova prevedeva alcuni ingredienti uguali per tutti e poi l’aggiunta, in corsa, di altri contenuti in tre ignote mini mystery, con un ingrediente ciascuno selezionato dai giudici. Alla fine c’è stato chi non ha finito neanche di cucinare la ricetta immaginata, chissà cosa vorrà dire per i loro amati?

Al solito tre piatti hanno ricevuto l’attenzione degli chef, che li hanno assaggiati, fra i commenti acidi di chi non è stato chiamato. I finalisti sono stati Cristiano, Azzurra e un Monir per una volta non ciarliero e disincantato, ma commosso alle lacrime come non mai nel parlare della madre, persona più importante della sua vita, a cui ha pensato realizzando il piatto. “Tre piatti stupendi”, secondo i giudici che hanno dovuto decidere il vincitore, non senza difficoltà. Ha vinto Cristiano, che ha dosato tutti gli ingredienti in maniera equilibrata. 

Ha usato il vantaggio per la vittoria della mystery box nell’invention test, dedicata alla cucina calabrese, “dai sapori forti”, di Nino Rossi, con il suo ristorante nell’Aspromonte da soli 16 posti, che ha cambiato vita dopo aver lavorato per anni nella comunicazione. La cosa ha particolarmente stimolato l’operaio Cristiano, voglioso di smetterla col suo lavoro attuale. “Non volevo né pensavo di fare il cuoco”, ha poi detto Rossi, che ha in dote una stella Michelin che lo rende uno dei maggiori rappresentanti della nuova cucina regionale calabrese

Ha presentato tre piatti, ognuno da imporre, per volontà di Cristiano, a cinque compagni/avversari, con una difficoltà minima, media e alta. A sorpresa, o forse no, un commosso (tanto per cambiare) Cristiano, ha scelto per lui il più difficile, perché “secondo me qua dentro bisogna andare avanti perché si è capaci, non perché si è furbi”. Invention test alla massima tensione, vittoria per il domenicano Eduard, finalmente perfetto in un piatto.

E i peggiori? “In fondo siete stati tutti bravi, è stato difficile”, ma è una gara e ci sono quelli che sono andati peggio. Ultima della classe è stata in questa prova Alessandra, mandata direttamente al pressure test, ma non eliminata perché “è difficile replicare un piatto stellato ed era la prima volta”. Il suo commento è stato olimpico: “e sticazzi, mi evito l’esterna, mi riposo due giorni e arrivo bella incazzata”. Accadrà proprio così? Ma non solo, Maxwell ha tradito la sua galante passione per Ilda, ignorandola pur essendo capitano per l’esterna della squadra rivale di Eduard, con la bella svampita che è rimasta non scelta in nessuna delle due compagini, finendo relegata anche lei direttamente al pressure test. 

L’esterna d’amore della quinta puntata di Masterchef e l’eliminazione

Valeggio sul Mincio, un posto incantato fra fiumi, boschi e tradizioni culinarie. È stata questa località in provincia di Verona a ospitare l’esterna della quinta puntata di Masterchef. Al centro il “nodo d’amore”, l’agnolin, un sottile strato di pasta ripiena di carne, versione locale e molto tradizionale di un tortellino. Dopo un appassionante e visivamente piacevole sfida, con qualche sorpresa e alcuni errori madornali, ha vinto la squadra blu, quella capitanata da Eduard.

Pressure test, quindi. Una prova che ha previsto prima di sezionare e poi friggere un pollo in quattro panature, da abbinare a una parte specifica del pollo. “Non c’è niente di più cattivo del pollo fritto poco cotto, io divento pazzo”, ha subito minacciato Barbieri, che applaudiamo: anche noi, chef, sottoscriviamo in pieno. Si consolidano amicizie e divergenze di carattere, si ode un perfido: “Ilda e le sue lacrime sono più false di una foto dei Totti con la maglietta della Lazio”, secondo Marco, romano e romanista.

Alla fine, come a invention test terminato, sono rimaste Alessandra e Ilda. Erano le prime e sono anche le ultime del pressure test, ma è Alessandra a fare peggio, con un pollo insipido, mezzo crudo e mezzo bollito, che la porta a uscire per sempre dalla cucina di Masterchef, in questa quinta puntata.

Un video con il meglio della quinta puntata di Masterchef

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