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Masterchef 10: Cenerentola fa la storia e si prepara al Gran Ballo finale

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Ultima puntata vera e propria prima della finale per Masterchef decima edizione, con sfide durissime, commozione per la visita dei cari e una esterna difficile come non mai, senza squadre, uno contro l’altro, e Cenerentola che ha spiccato il volo verso la finale, come mai nella storia del programma.

Masterchef 10: Cenerentola fa la storia e si prepara al Gran Ballo finale

È iniziata con il conforto della persona più cara, per poi finire soli contro sé stessi in una cucina a tre stelle e in pressure test mai così teso. Una parabola piena di emozione e solo per nervi d’acciaio, quella dell’undicesima e penultima puntata di Masterchef 10. Ora siamo tutti allineati alla finale, con quattro aspiranti chef che potranno confrontarsi e cucinare il menù tante volte sognato. In palio il titolo di miglior chef amatoriale d’Italia, un bell’assegno e un primo libro di cucina da mandare in stampa. Sono rimasti per ora in sei, numero che nella riffa napoletana indica la protezione materna. “Staccarsi è doloroso, ma necessario per crescere”, dice chef Cannavacciuolo.

L’ultima Mystery Box di Masterchef 10, dolce come le lacrime di commozione

Ma cominciamo dalla dolcezza dell’inizio, dalle lacrime copiose e sapide, quelle sì ben calibrate di sale, con i concorrenti sciolti da lettere di cari e, addirittura, dalla loro comparsa a sorpresa nella Masterclass. Sotto le Mystery Box non sono nascosti ingredienti, ma una busta che contiene una lettera scritta da un proprio caro. “Oggi si piange, mi sa”, si sente dalla classe, previsione facilmente indovinata. Gli aspiranti chef si commuovono leggendo le parole dei propri genitori e devono dedicare un piatto alla persona che gli ha scritto la lettera. In questa prova, gli aspiranti chef si stanno concentrando sui sapori di casa, finché Chef Bruno Barbieri li ferma e li informa del fatto che devono integrare un ingrediente molto importante, scelto direttamente da un loro genitore.

In quel momento infatti, entrano nella Masterclass i parenti, che raggiungono i propri figli, emozionatissimi, alle postazioni. Al termine della prova, solo tre aspiranti chef possono ambire all’assaggio dei giudici. È Irene a vincere la prova con il piatto “Irene e papà” e segue Chef Antonino Cannavacciuolo nella Master Room per scoprire il suo vantaggio nella prossima prova: l’Invention Test. “Io non so’ bona a fa’ le strategie”, dice la giovane romana, anticipando una tendenza sorprendente della puntata, in cui c’è stata molta correttezza reciproca, pochi giochi ‘sporchi’ figli della tattica.

Invention test, le formiche della Danimarca

Ospite della puntata è Riccardo Canella, chef di ricerca e sviluppo del ristorante Noma di Copenaghen, due Stelle Michelin e quattro volte miglior ristorante al mondo nella prestigiosa classifica dei Fifty Best. Un cacciatore di piatti e soprattutto ingredienti avanguardistici. Davanti a Irene c’è una grande cloche con dentro 12 ingredienti molto particolari, tutti elementi che hanno a che fare con il pino, e non mancano le formiche.

I giusti abbinamenti di ingredienti sono sviluppati nei tre piatti che le presenta chef Riccardo Canella. Il primo è fatto con l’astice e rose selvatiche, il secondo è a base di pomodoro e coniglio, mentre il terzo abbinamento è quello formato da Koji, formiche e foglie di pino. Irene ha il grande vantaggio di scegliere che abbinamenti fare e a chi assegnarli. Sceglie per sé stessa l’olio di legno di ribes nero con le gemme e l’olio di rosa. “Sono in un brodo di giuggiole”, dice Irene. “Per Riccardo o per gli ingredienti?”, chiede uno chef ben attento agli occhi dolci della ventenne, che risponde maliziosamente, “per tutti e due”. Monir si lamenta, pensate un po’, e si deprime.

Al termine degli assaggi, la vincitrice è di nuovo Irene, mentre è Federica a doversi togliere il grembiule e abbandonare per sempre la cucina di Masterchef. Bruno Barbieri dice, “Ho la sensazione che tu, Irene, sia la Cenerentola di questo Masterchef”, paragonandola... alla cipolla in cucina. “Tocca vede’ come si trasforma”, commenta lei sorniona, con quel sorriso che non perde mai. Antonio è stizzito per le critiche ricevute, risponde agli chef. Per sintetizzare con un termine laziale: rosica.

Chef Canella saluta con una sentita frase di incoraggiamento per i concorrenti, “è libero chi ha radici profonde”, al che Monir, malinconico, commenta, “ogni tanto mi sento senza identità”. Barbieri è sempre più contento, altrettanto esigente, ma meno perfido. “Stanno davvero venendo fuori cose magnifiche”. Federica non perde la sua sicurezza, “vi prometto che sentirete ancora parlare di me”.

Un’esterna da tre stelle per Masterchef 10

È il momento della prova in esterna, nella cucina di un ristorante tre Stelle Michelin: i cinque aspiranti chef rimasti si devono sfidare nel tempio dell’arte e della cucina contemporanea, il ristorante Enrico Bartolini, ospitato all’interno del Mudec, il Museo delle culture di Milano. Chef Enrico Bartolini con i suoi 5 ristoranti ha conquistato ben otto Stelle Michelin e, dopo 25 anni, ha riportato le tre stelle a Milano, ricalcando le orme di Gualtiero Marchesi. Panico, tensione, termini che ben descrivono l’emozione generale dei cinque aspiranti finalisti nella cucina di un ristorante così prestigioso. Monir borbotta, lamentoso, “so’ preoccupato, tremo, c’ho paura di prendere pure un canovaccio”.

Il metodo Bartolini consiste nell’avere una cosiddetta “buona ossessione” per ogni dettaglio, per puntare alla perfezione in ogni piatto. Ognuno degli aspiranti chef dovrà replicare una delle cinque portate proposte da Chef Enrico Bartolini. Sul tavolo ci sono cinque piatti che devono preparare per questa prova. Irene può scegliere il piatto che preferisce cucinare e sceglie il dolce, il più difficile di tutti: lo zabaione tradizionale con pistacchio di Bronte e l’albero di arance amare. Scelta che dimostra la sua acquisita sicurezza di sè, e delle tonalità dei suoi capelli.

A giudicare il vincitore è Chef Enrico Bartolini che, al termine della prova, decreta, ancora una volta, Irene come la migliore, che vola direttamente alla finale di Masterchef e fa la storia, Cenerentola, con un triplete mai fatto nella storia del programma, mentre tutti gli altri devono affrontare il Pressure Test. La prova è strutturata su tre livelli e, a ognuno degli step, si salva solo il migliore. Per ogni step, i cuochi amatoriali devono scegliere quattro ingredienti con cui cucinare. Azzurra e Monir devono sfidarsi al terzo livello e, al termine della prova, il piatto di Azzurra risulta sbagliato, perché non è riuscita a valorizzare gli ingredienti che le erano rimasti nella cloche.

I finalisti di Masterchef 10

Per questo l’aspirante chef palermitana deve togliersi il grembiule e abbandonare per sempre la cucina di Masterchef. Quindi i finalisti sono Antonio, Irene, Aquila e Monir, che si sfideranno per diventare il prossimo Masterchef italiano della decima edizione. Quattro moschettieri, a questo punto i favoriti inevitabile per l’ultima impiattata, una sfida fra la lucidità ultimamente un po’ scalfita del chimico Antonio, la determinazione implacabile di Aquila, la simpatia sconclusionata del lamentoso ma bonario Monir, e la trasformazione ancora in corso della dolce Cenerentola Irene. Chi vincerà? Sette giorni e arriverà la risposta.

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