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Le indagini di Lolita Lobosco: le cose che non sappiamo, dal Noir in Festival 2021

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Il Noir in Festival ha incontrato Lunetta Savino, il regista Luca Miniero e Gabriella Genisi, autrice dei libri da cui è tratta la fortunata serie arrivata alla fine della prima stagione. Dalla chiacchierata sono uscite novità interessanti.

Le indagini di Lolita Lobosco: le cose che non sappiamo, dal Noir in Festival 2021

Che Le indagini di Lolita Lobosco abbia incantato gli spettatori di Rai1 non è certo una novità. Il vicequestore (o la vicequestora) di Bari con il volto di Luisa Ranieri ha saputo conquistare tutti: con la sua protagonista, i misteri che si trova a sciogliere, i personaggi di contorno e Bari come splendida ambientazione. Alla serie che va in onda la domenica in prima serata e a Gabriella Genisi, scrittrice dei libri che l'hanno ispirata, ha voluto rendere omaggio il Noir in Festival, la cui trentesima edizione si è appena conclusa. Marina Fabbri (uno dei direttori della manifestazione) ha chiacchierato, in un incontro online, con Lunetta Savino, Luca Miniero e con la stessa Genisi. Miniero è il regista de Le indagini di Lolita Lobosco, mentre la Savino è una dei protagonisti.

Lunetta Savino (Nunzia)

Ne Le indagini di Lolita Lobosco Lunetta Savino fa morire dal ridere con la sua ossessione per la cucina. Nunzia ha perso il marito e lo sogna spessissimo, e lo difende a spada tratta di fronte a Lolita, che non gli ha mai perdonato il mestiere di contrabbandiere. La Savino ha una lunga esperienza sul piccolo schermo, ma la serie giallo-rosa con Luisa Ranieri che si conclude stasera le è piaciuta particolarmente.

Nunzia e il piacere di fare un buon lavoro

"Per me non sono mai esistiti un cinema o una televisione di serie "b", per me qualsiasi film o fiction è sempre un'occasione fantastica di stare a questo gioco che è l'arte di recitare, e quindi di scoprire nuovi compagni di gioco. Con Le indagini di Lolita Lobosco è stato come fare teatro in televisione. Soprattutto quando si affronta la commedia, e Lolita ha una forte componente di commedia, bisogna saper rispettare certi tempi, che poi sono i tempi comici, e poi è necessario aderire a un ruolo. Abbiamo parlato molto con Luca Miniero e con gli sceneggiatori prima di iniziare questo viaggio, ci siamo detti che ci piaceva l'idea di fare una madre un po’ fuori dagli stereotipi, anche un po’ scorretta, giocando sul fatto che, mentre la figlia è una validissima vicequestora, la madre ha una storia un po’ diversa, perché è stata sposata con un un contrabbandiere e, quando la incontriamo, è lei che ha preso un po’ le redini della famiglia. Però cerca di arrotondare mettendo su delle iniziative che non sono legali fino in fondo, e da questo è nata la commedia ma anche l'emozione".

Girare a Bari

"Mi sono divertita, e poi abbiamo lavorato in un momento veramente particolare e quindi si è creata ancora più complicità nella squadra. Inoltre i luoghi della serie sono per me luoghi affettivi, perché sia Bari che Monopoli mi appartengono. Sono nata a Bari e vissuta là fino ai 19 anni, Miniero l'ha rappresentata perfettamente, per esempio con quel mare lì. Le indagini di Lolita Lobosco è stata una delle prime produzioni partite durante la pandemia e proprio nei posti a me più cari. E’ stato regalo eccezionale".

Luca Miniero (il regista della serie)

La regia de Le indagini di Lolita Lobosco è di Luca Miniero, che ha diretto Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord. Miniero non si aspettava un simile successo e, soprattutto con il lavoro fatto insieme agli attori, ha cercato di portare una ventata d'aria fresca nell'universo delle fiction o serie di mamma Rai. L'ha fatto non giocando a imitare gli americani, ma rispettando le nostre tradizioni.

Un napoletano in Puglia

"E’ la prima volta che affronto il passaggio dal libro al visivo, ho letto i romanzi e ho cercato di conservare gli ingredienti principali, fra cui la città dove la serie si svolge. Non è fondamentale che in tutti i film si faccia vedere la città che fa da sfondo alla vicenda, a me è accaduto in Benvenuti al Sud, ma non sempre è importante. Non conoscevo Bari, l'ho vista nei sopralluoghi e ho cercato di raccontarla come mi appariva. La nostra Bari non è soltanto la città vecchia, rispetto ai romanzi c'è una parte nuova, una parte marina, e anche delle zone che non sono necessariamente turistiche. Al di là di alcune immagini che possono essere da cartolina, ho mostrato la Bari che ho visto. Per quanto riguarda i romanzi, a me è sempre piaciuto il personaggio di Lolita e anche la natura un po’ rosa ma nello stesso tempo quasi morbosa che caratterizza alcuni dei gialli di Gabriella Genisi. Tutti questi elementi abbiamo cercato di metterli della serie e questo ha fatto sì che ci fosse già una certa differenza con tante fiction di Rai1".

Lo stile di regia

"A proposito dello stile di regia, ovviamente ogni regista ha il suo, per me comunque non è importante muovere la macchina da presa ma gli attori, quindi considero lo stile un corollario al modo in cui gli interpreti si organizzano nello spazio. E’ un lusso che posso prendermi anche in una serie tv, e quindi sono stato molto contento di partecipare a questo progetto, la speranza è che progetti che hanno un grande successo per il pubblico possano proseguire, portando sempre un pizzico di innovazione. A me piace rinnovare nel popolare: questo ho fatto per il cinema e anche in tv, ed è la cosa che mi piace di più".

Dai libri alla serie

"Siamo partiti dai romanzi per forza di cose, Gabriella non è una scrittrice letteraria, non è mai aulica, è capace di sfruttare il linguaggio del basso e dell'alto. Gabriella ha qualcosa di cinematografico nel suo stile, ed è una caratteristica che ho apprezzato molto. Con gli sceneggiatori abbiamo fatto un grande lavoro per restituire delle atmosfere che nel libro erano forse più importanti e descritte in maniera più particolareggiata, però a me serviva l’azione".

La tradizione italiana

"Mi ha colpito molto una frase di Ornella Vanoni in un'intervista rilasciata durante il Festival di Sanremo. Diceva che adesso la musica imita troppo la maniera americana, ma il problema è che noi non siamo americani. Penso che questo succeda anche nel cinema, e in tv, e una maniera che, se fatta senz'anima, non porta avanti. Sono convinto che dobbiamo conciliare la nostra tradizione di racconto con delle sollecitazioni che vengono dall'esterno, e il personaggio di Lolita ne è un perfetto esempio. Lolita viene dalla nostra tradizione pur avendo una sua modernità".

Gabriella Genisi (l'autrice dei libri)

Le Indagini di Lolita Lobosco è tratta dall'omonima serie di romanzi di Gabriella Genisi, che è composta da 8 libri. Il primo è del 2010 e il personaggio del vicequestore di Bari è nato, spiega l'autrice, dalla consapevolezza di una terribile mancanza.

Voglio una donna con la gonna

"L'ispirazione arriva in seguito alla lettura di Andrea Camilleri e alla trasposizione televisiva dei romanzi con protagonista Montalbano, che hanno messo in luce un vuoto delle figure femminili nella letteratura poliziesca italiana, o meglio le poliziotte c'erano, però erano relegate allo stereotipo dell'ispettrice, della sottoposta, e questo non mi  piaceva. Conoscevo tra l'altro una donna commissario e quindi ho riscontrato che la letteratura poliziesca non ci rappresentava e non rappresentava la contemporaneità, per cui ho pensato a Lolita. All'epoca non leggevo tanti noir, tanti gialli, avevo letto George Simenon, ma ho disegnato immediatamente il personaggio e volevo allontanarmi dallo stereotipo della donna degli anni '80 che ricopriva ruoli dirigenziali. Vi ricordate che look androgino che aveva? Quando il concorso per commissario è stato bandito nel 1981, e le donne hanno vinto il concorso e sono andate a fare le dirigenti di polizia, si sono travestite da maschio, si sono tagliate i capelli, hanno tolto i tacchi. Ho letto l'altro giorno un'intervista a Luciana Castellina, che diceva che, quando frequentava il partito, per essere credibile aveva dovuto nascondere il seno, e tante di noi hanno avuto la stessa esperienza, si sono dovute vergognare della bellezza, e perfino se sapevano fare una torta di mele. Passava il messaggio che, se sei colta e intelligente, non puoi essere anche bella, non puoi anche avere un'anima domestica, e quindi volevo costruire un personaggio che se ne fregasse di questi stereotipi, che andasse col tacco dodici in ufficio e cucinasse per puro piacere".

La reazione dei lettori alla serie con Luisa Ranieri

"I lettori sono attentissimi e riconoscono ogni dettaglio, naturalmente quando hanno visto la trasposizione televisiva hanno notato delle piccole differenze di trama, per esempio nei miei libri il papà di Lolita è un carabiniere mentre nella serie è un contrabbandiere, e quindi ho dovuto spiegare che gli adattamenti televisivi spesso prevedono anche un cambiamento della trama. Però hanno ritrovato Lolita: il personaggio interpretato da Luisa Ranieri sembra uscito esattamente dalle mie pagine, e anche la regia di Luca Miniero ha reso una Bari perfettamente corrispondente a quella dei libri, cioè una città dove è bello vivere, sia pure con dei problemi che però tutta questa bellezza e questo mare riescono a far dimenticare"

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