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Il Commissario Ricciardi: il tragico antieroe di Maurizio De Giovanni arriva su Rai 1 con Lino Guanciale

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Dal 25 gennaio alle 21.25 su Rai 1, tutti i lunedì, 6 appuntamenti con Il Commissario Ricciardi, l'iconico personaggio creato da Maurizio De Giovanni. Le cose principali da sapere sulla serie, anche dalla voce di regista e protagonisti.

Il Commissario Ricciardi: il tragico antieroe di Maurizio De Giovanni arriva su Rai 1 con Lino Guanciale

In tv è l'ora di Maurizio De Giovanni. Dopo Mina Settembre, è Il Commissario Ricciardi, iconico personaggio, amatissimo dai molti lettori della serie di romanzi e racconti a lui dedicati, ad arrivare finalmente sul piccolo schermo in una serie prodotta da Clemart-Rai Fiction, che traduce i primi sei libri in altrettante puntate da 100 minuti l'una, tutte in onda il lunedì sera su Rai 1 a partire dal 25 gennaio alle 21.25. A dirigerle e contribuire all'adattamento è un regista esperto e premiato di cinema e tv come Alessandro D'Alatri, che ha firmato gli episodi della seconda stagione di un'altra serie tratta dai libri di De Giovanni, I bastardi di Pizzofalcone, ambientata nella Napoli contemporanea, anche se questa sfida, ha raccontato in conferenza stampa, è quella che lo ha entusiasmato e coinvolto di più, oltre ad offrirgli l'occasione di rivisitare un periodo storico che ha esplorato in veste di attore tredicenne ne Il giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica e nel suo debutto cinematografico Americano rosso. Nelle prime 6 puntate ci sono ben 350 ruoli, uno sforzo produttivo e attoriale davvero notevole lodato da regista e attori con sincero entusiasmo e riconoscenza.

Alessandro D'Alatri e la sfida più difficile del Commissario Ricciardi

D'Alatri ha così spiegato perché questa trasposizione sia stata difficile: “Avevo preannunciato che sarebbe stata l'esperienza più complessa della mia carriera e non sbagliavo. Intanto perché c'era una mole narrativa imponente che nasceva dai romanzi di Maurizio De Giovanni, ciascuno dei quali avrebbe potuto costituire una serie per la complessità di personaggi, sapori e atmosfere, che riguardavano più fili narrativi: la detection, la parte sentimentale e la parte soprannaturale. E poi per l'aspetto storico. Quella del periodo è una Napoli mai raccontata dalla cinematografia, che si è concentrata su prima e dopo la guerra, è stata un'avventura incredibile perché dovevamo ricostruire un immaginario completamente diverso da quello che conoscevamo sulla cultura degli anni Trenta”. Per ricostruire fedelmente quel periodo e quelle atmosfere, oltre alle tantissime location napoletane, alcune scene sono state girate a Taranto, che era una città borbonica importante e i cui vicoli (a Napoli oggi troppo moderni e rumorosi) rispecchiano quelli della città partenopea, grazie a una proficua collaborazione tra le due Film Commission.

La Napoli degli anni Trenta reinventata

Uno degli elementi più affascinanti della serie è proprio l'ambientazione temporale in una Napoli mai vista, quando la catastrofe della seconda Guerra Mondiale era ancora di là da venire, debuttavano sulle scene teatrali i fratelli De Filippo e nella gente c'era ancora un'ingenuità di base oggi scomparsa. Dice ancora Alessandro D'Alatri in proposito: “Dopo la seconda guerra mondiale c'è stato un cataclisma enorme che ha modificato il nostro modo di essere italiani. Nei racconti di Ricciardi ci sono degli elementi come la famiglia Maione, meravigliosa, che noi non conosciamo più, la religione rappresentata da Don Pierino, le ideologie contrapposte espresse nel dottor Modo, che si oppone a un potere che non è ancora così forte perché anche nei romanzi il fascismo è solo una cornice, non è ancora quello che mostra i denti. Tutto questo è stato un viaggio fantastico”.

Ma chi è il commissario Ricciardi?

Vestito, acconciato e truccato come l'uomo descritto nei libri di De Giovanni, dagli occhi chiari al ricciolino ribelle sulla fronte, che gira senza cappello in un mondo in cui questo lo classifica immediatamente come “strano”, è Lino Guanciale, che lo descrive così, per poi raccontare il suo approccio al personaggio:

Ricciardi è un grande flaneur, un uomo abituato ad osservare da una certa distanza ma senza perdere alcun dettaglio il respiro degli esseri umani, di un tempo nel suo complesso e di una città e in questo somiglia a un attore che deve passare la vita a osservare gli altri, a cercare di comprenderli empaticamente e anche sospendendo il giudizio, tutte cose che fa Ricciardi. Prima ancora di iniziare il lavoro di ricerca con Alessandro e con i miei meravigliosi colleghi, ho avuto un imprinting da lettore laico, nel senso che avevo letto alcuni racconti e uno dei romanzi della serie prima di sapere di essere in ballo per il ruolo. Sono stato un lettore entusiasta prima ancora di sapere che avrei avuto questa responsabilità e il mio imprinting da lettore è l'approccio che ho scelto di seguire. Potevo già fare leva su degli elementi di fascinazione che avevano agito in me. Questo ha contribuito a facilitare, spero, una certa comunicazione tra la proposta che ho organizzato per questa serie, i lettori appassionati e gli spettatori tout court.
Gli fa eco D'Alatri:

Non si poteva fare questa serie senza innamorarsi del commissario Ricciardi, senza immergersi nel suo spirito e nel suo stato d'animo. È stato bello vedere questo personaggio nato dalla fantasia che alla fine come un amico mi ha preso per mano e mi ha portato dentro questo viaggio. La letteratura di Maurizio ha facilitato molto il compito perché è ampiamente descritto, è un barone cilentano benestante che decide di fare il commissario, un lavoro insolito per la sua classe sociale, e ha una dannazione che è anche un dono ed è la capacità che gli ha trasmesso la madre di vedere i morti di morte violenta, un segreto con se stesso e il terrore di poterlo trasmettere e quindi di riprodursi, che si riflette nei suoi rapporti con il femminile.

Quante e quali saranno le puntate de Il commissario Ricciardi

  1. La prima puntata de Il Commissario Ricciardi si intitola Il senso del dolore ed è tratta dal romanzo omonimo, il primo della serie, pubblicato nel 2006 e ristampato nel 2007 e nel 2012. È lì che facciamo conoscenza coi personaggi a cui ci affezioneremo: il protagonista, il commissario Luigi Alfredo Ricciardi in forza alla Reale Questura di Napoli, che ha la maledizione di vedere la gente trapassata di morte violenta, il suo fedele brigadiere Antonio Maione, la tata/mamma Rosa, il mellifluo vicequestore Garzo, il ribelle dottor Modo, anamopatologo, Don Pierino e le due donne che gli ruotano intorno, l'amore ideale Enrica e la passionale Livia. La storia si svolge in un gelido marzo e parte dall'omicidio di un celebre tenore nei camerini del San Carlo.
  2. La seconda puntata è La condanna del sangue, dal romanzo del 2009, e stavolta Ricciardi indaga sull'uccisione di una cartomante-usuraia. È primavera, e il commissario incontra per la prima volta di persona Enrica, la dirimpettaia cui lo lega un amore ideale a distanza.
  3. La terza puntata è Il posto di ognuno (pubblicato anch'esso nel 2009), e siamo in piena estate. Stavolta la vittima ha un nome eccellente, quello della duchessa di Chiamparino. Ricciardi ed Enrica si avvicinano, ma Livia, vedova del tenore Vezzi, torna a Napoli per stabilirvisi, decisa a conquistare lo sfuggente commissario.
  4. La quarta puntata è Il giorno dei morti (2010). In un piovoso autunno, proprio nella settimana dei Morti viene ritrovato il cadavere di uno scugnizzo, un ragazzino di strada, Matteo detto Tetté. La morte sembra avvenuta per assideramento, ma Ricciardi sa che dietro c'è altro e metterà in pericolo la sua vita.
  5. La quinta puntata è Vipera (2012), dal nome di una prostituta che viene trovata morta, soffocata con un cuscino. Ricciardi indaga sull'omicidio, è diviso tra Enrica e Livia e deve trovare il modo di aiutare il dottor Modo, finito nel mirino dei fascisti.
  6. La sesta e per ora ultima puntata è In fondo al tuo cuore (2014) e si svolge a luglio, durante i preparativi della festa per la Madonna del Carmine. La vittima è un celebre chirurgo che cade dalla finestra del suo ufficio. A un passo da Enrica, Ricciardi fa una straziante scoperta.

Il cast: personaggi e interpreti

A dare vita ai personaggi della serie è un cast molto affiatato in cui, oltre agli attori che si aggiungono di volta in volta come protagonisti delle varie puntate, il cast fisso che affianca Lino Guanciale è composto da:

  • Antonio Milo nel ruolo del brigadiere Raffaele Maione. Fedelissimo braccio destro di Ricciardi, cui lo lega un rapporto di affetto particolare, ha perso un figlio in polizia e ne ha altri cinque da crescere. A interpretarlo è Antonio Milo, molto somigliante al personaggio del poliziotto cinquantenne, che conosce Napoli e tutti i suoi anfratti e costumi. “La forza dei questi personaggi" – ha affermato l'attore, visto di recente anche in Natale in casa Cupiello - “è la loro empatia che ne fa delle persone in carne, ossa e visceri”.
  • Il dottor Modo è Enrico Ianniello. Ferocemente (e imprudentemente) antifascista, il medico legale dottor Modo è l'altro amico di Ricciardi, che cerca in qualche modo di proteggerlo da se stesso e viene aiutato da lui nelle indagini. Ianniello è un attore casertano, come gli altri molto attivo a teatro, apparso anche in diversi film (Habemus Papam, Il giorno più bello del mondo) e serie tv.
  • Livia è Serena Iansiti. Già comparsa in I bastardi di Pizzofalcone, Serena Iansiti interpreta Livia, la vedova del tenore Arnaldo Vezzi, che vede in Ricciardi una possibile anima gemella, e non riesce a comprendere perché lui, pur essendone attratto, la respinga. Forte, volitiva e sensuale, ha amicizie nelle alte sfere del regime, ma è una donna indipendente.
  • Enrica è Maria Vera Ratti. Enrica è la discreta bellezza del palazzo di fronte dei cui gesti e della cui anima bella Ricciardi si innamora, ricambiato, osservandola da casa sua. A darle il volto è Maria Vera Ratti, attrice 26enne, che ha studiato e vissuto a lungo in Olanda, al suo primo grosso ruolo dopo aver debuttato nella fiction Rosy Abate 2.
  • Don Pierino è Peppe Servillo. Ricciardi conosce Don Pierino, il prete melomane, in occasione del delitto Vezzi e stringe con lui un legame profondo. A interpretarlo è Peppe Servillo, attore e noto cantante e compositore degli Avion Travel, fratello di Toni.
  • Lucia Maione è Fabrizia Sacchi. La moglie del brigadiere Maione, Lucia, si è allontanata affettivamente dal marito e dagli altri figli dopo la morte del figlio maggiore, un poliziotto, ma le cose cambieranno per lei e l'innamoratissimo consorte. Fabrizia Sacchi, nota e bravissima attrice, molto attiva al cinema e in televisione, ne offre una sofferta interpretazione.
  • Rosa è Nunzia Schiano. Rosa è la burbera, affezionatissima e materna tata di Ricciardi, che vorrebbe tanto vederlo sistemato con una brava ragazza. L'attrice è Nunzia Schiano, vista in film come Benvenuti al Nord, Reality e Dogman e anche in diverse fiction televisive.
  • Bambinella è Adriano Falivene. Quando Maione deve conoscere le voci del popolo deve per forza rivolgersi a Bambinella, un femminiello che lo prende in giro e al tempo stesso, con suo grande imbarazzo, lo corteggia. Adriano Falivene, comparso in Trust: il rapimento Getty, è il suo sorprendente e poco conosciuto interprete.
  • Garzo è Mario Pirrello. Il vicequestore Garzo non sopporta Ricciardi ma non può fare a meno di lui. Falso e mellifluo, ossequioso con le autorità, è un personaggio decisamente negativo. Il suo interprete, Mario Pirrello, attore di formazione teatrale ma molto attivo anche al cinema e in tv (Rocco Schiavone, Suburra la serie e altri)
  • Falco è Marco Palvetti. Falco è un'agente della polizia segreta fascista. A dargli il volto è l'attore Marco Palvetti, noto al pubblico televisivo soprattutto per il ruolo di Salvatore Conte in Gomorra - La serie.

Appuntamento quindi con Il Commissario Ricciardi - Il senso del dolore, lunedì 25 gennaio alle ore 21.25 su Rai 1.

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