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Il Commissario Ricciardi: ci sarà una seconda stagione? Tutto quello che sappiamo

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La seconda stagione de Il Commissario Ricciardi ci sarà? Sentiamo in proposito anche cosa ci ha detto Alessandro D'Alatri.

Il Commissario Ricciardi: ci sarà una seconda stagione? Tutto quello che sappiamo

La prima stagione de Il Commissario Ricciardi si conclude stasera 1 marzo e chiedersi se ce ne sarà una seconda sembra quasi una domanda retorica, con una risposta abbastanza ovvia, anche se non c'è ancora stata nessuna dichiarazione ufficiale in proposito. Ma è praticamente certo che ci sarà, per una serie di motivi, che vi elenchiamo qua sotto. In genere squadra che vince non si cambia, ma quello che appare più incerto è l'eventuale riconferma di Alessandro D'Alatri, ottimo regista della serie, al timone di un'eventuale seconda stagione. La Rai ha più volte cambiato questa figura in corso d'opera, scegliendo di non affidare un prodotto ad un unico autore e potendo scegliere tra molti e validi registi. Sempre nel caso di una serie tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni, I bastardi di Pizzofalcone, proprio D'Alatri ha sostituito Carlo Carlei che era il regista della prima stagione. Ma vediamo in dettaglio cosa si sa e cosa si intuisce sul prosieguo delle indagini del Commissario Ricciardi e delle storie di personaggi tanto amati dal pubblico, non solo dei lettori.

La seconda stagione del Commissario Ricciardi: tutti gli indizi

Il primo indizio che ci sarà una seconda stagione del Commissario Ricciardi deriva dal suo enorme successo. Per quale motivo Clemart e Rai Fiction dovrebbero rinunciare a produrre altri sei episodi? Non ce n'è ragione alcuna, visto che c'è una squadra affiatata già formata e una macchina produttiva ben rodata. Il secondo indizio sono le dichiarazioni dell'attore Enrico Ianniello, che nella serie interpreta il dottore e medico legale Bruno Modo, antifascista e amico di Ricciardi, un personaggio molto diverso rispetto a quello che abbiamo conosciuto nei romanzi. In un'intervista in cui diceva di godersi il successo della serie, Ianniello ha detto che si parlava già di nuove puntate. Il terzo indizio è il protagonista Lino Guanciale, che nell'elegante, triste e cupo commissario dagli occhi verdi sembra aver trovato il personaggio perfetto. Anzi, c'è una tale compenetrazione tra interprete e personaggio che i due che sembrano essersi trovati a vicenda. Pare che Guanciale rinuncerà alla quarta stagione de L'Allieva per continuare questo affascinante percorso col barone di Malomonte Luigi Alfredo Ricciardi. Il quarto indizio, abbastanza ovvio, sono i romanzi rimanenti, sei, e i racconti dedicati da De Giovanni al Commissario, di cui i produttori hanno i diritti, che forniscono materiale più che sufficiente per altre sei puntate, se non sette. Quindi, con questa abbondanza di storie, non ci sarebbe neanche il problema di doverne inventare di nuove, visto che lo scrittore napoletano con “Il Pianto dell'alba” ha detto addio per sempre a quello che è forse il suo personaggio più riuscito e che ha avuto anche, ricordiamo, una versione a fumetti della Bonelli.

Le rimanenti storie del Commissario Ricciardi

Riassumiamo dunque i romanzi e i racconti rimanenti, da cui si potrebbe trarre la seconda stagione. Ricordiamo che in ordine di pubblicazione, prima di Vipera avrebbe dovuto esserci "Per mano mia", ambientato a Natale, che per quelli che D'Alatri ha definito “problemi editoriali” è stato posposto, e potrebbe essere recuperato o meno in apertura della seconda stagione. Poi ci sono: “Anime di vetro. Falene per il Commissario Ricciardi”, pubblicato nel 2015; “Serenata senza nome. Notturno per il Commissario Ricciardi”, pubblicato nel 2016; “Rondini d'inverno. Sipario per il Commissario Ricciardi”, pubblicato nel 2017; “Il purgatorio dell'angelo. Confessioni per il commissario Ricciardi", pubblicato nel 2018 e infine l'ultimo, “Il pianto dell'alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi”, pubblicato nel 2019. Per quanto riguarda i racconti, invece, “L'omicidio Carosino. Le prime indagini del commissario Ricciardi” (2012) potrebbe apparire in qualche flashback. Poi c'è “Febbre”, pubblicato nel 2014 nell'antologia “Giochi criminali” e il libro di racconti del 2015 “Una domenica col commissario Ricciardi”.

Cosa ci ha risposto Alessandro D'Alatri in proposito

Concludiamo lasciando la parola proprio al regista della prima stagione. Quando abbiamo intervistato Alessandro D'Alatri per la presentazione della serie, gli abbiamo rivolto una domanda in proposito, sulla possibilità della seconda stagione. A dire la verità è stato abbastanza vago, visto che non era ancora andata in onda la prima puntata, ma questo ci ha risposto, entrando in modo interessante nel merito delle fonti della serie e del suo lavoro, raccontando anche la difficoltà di trasporre delle storie così dense e stratificate nei singoli episodi.

In questo momento stiamo ancora finendo la prima, io sto ancora con le mani in pasta, da lunedì comincia questa avventura e viene consegnato finalmente al pubblico questo progetto. Penso che tutti vorremo vedere cosa succede subito dopo, soprattutto la Rai che ci ha creduto molto e che colgo l'occasione per ringraziare della fiducia che mi ha accordato affidandomelo. Staremo a vedere. Materiale ce n'è, i romanzi sono dodici, sei in questa prima stagione e sono sei romanzi che sono sei film, anche perché la scrittura di ogni romanzo di Maurizio De Giovanni mette in gioco talmente tanti meccanismi che lo stesso Maurizio probabilmente scrivendo avrà sofferto, perché ogni romanzo potrebbe essere il soggetto di una stagione per la quantità di materiali, di meccanismi e narrazioni che si mettono in gioco. Dover "ricompattare" un intero romanzo in cento minuti sicuramente ha lasciato fuori delle cose e uno dei lavori più interessanti, per me, è stato proprio fare in modo che quelle cose rimaste fuori riuscissero a "respirare" invece nelle pagine delle sceneggiature. Il lavoro più bello di regia in questo caso per me è stato quello di dare vita a queste pagine, a questa atmosfera, a quei sapori che forse molto spesso non abbiamo potuto descrivere ampiamente, ma che almeno stavano nell'aria. Parlo di questa napoletanità, questo aspetto della detection in un'epoca dove non c'erano le telecamere, non c'era la telefonia che abbiamo oggi e quindi l'indagine era ancora molto intuitiva e in più col terzo elemento forte del paranormale, perché il dono/condanna di Ricciardi è una dannazione. Vedere le anime dei trapassati di morte violenta è un segreto che lui condivide solo con se stesso, c'è un dolore enorme, non può dirlo a nessuno e questo gli preclude anche un'affettività particolare. Lui ama le donne, ne è molto attratto, ma avendo ricevuto in eredità per linea materna questa dannazione ha il terrore di riprodursi. Tutti questi fili messi insieme fanno un cashmire molto prezioso, con in più una linea di personaggi straordinari. C'è stata da parte nostra anche la volontà di ricostruire una macchina del tempo.

E noi che abbiamo amato quel viaggio nel passato, siamo fiduciosi che continuerà anche in futuro. E proprio quando finivamo di scrivere queste righe, la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati ha confermato ufficialmente che la seconda stagione del Commissario Ricciardi si farà!

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